Beni confiscati ai senza casa, la quindicesima famiglia ha firmato il contratto

Graziella Fauci, insieme al marito e ai suoi 4 figli, hanno ricevuto dal Comune uno dei beni confiscati alla mafia e assegnati alla città per far fronte all'emergenza abitativa. Scafidi: "Un plauso all'Amministrazione comunale"

Graziella Fauci con il marito

E' commossa Graziella Fauci. Dai suoi occhi felici scendono lacrime di gioia e un nodo le stringe la gola. Finalmente, dopo 4 anni di attesa e di giorni passati in alloggi occupati abusivamente, lei e la sua famiglia potranno avere una vita normale. Potranno avere una casa in cui vivere, un tetto sotto cui dormire, un tavolo tutto loro intorno a cui pranzare e cenare insieme. Lei è disoccupata. Il marito, muratore, è al momento senza occupazione Con loro anche quattro figli di 14, 9, 3 anni e uno appena arrivato di appena 10 mesi.

E questa mattina, dopo una lunga attesa, hanno ricevuto dal Comune di Palermo uno dei beni confiscati alla mafia e assegnati alla città per far fronte all'emergenza abitativa. “Non riesco ancora a crederci – dice quasi piangendo – che oggi ho firmato un contratto. Domani dovrò confermare di volere l'abitazione, in zona Cardillo, e avrò le chiavi. Da domani sera avremo una casa tutta per noi”.

Soddisfatta per l'importante passo avanti fatto dall'Amministrazione comunale il presidente della Quarta Commissione consiliare Politiche Sociali Giusi Scafidi, da sempre in prima linea per la difesa dei diritti dei senza casa. “Quella di Graziella è la quindicesima famiglia che riceve, nel giro di poche settimane dall'affidamento al Comune dei beni confiscati, un'abitazione. Ciò dimostra che gli uffici competenti stanno lavorando più che bene – dice Scafidi che ha incontrato questa mattina la famiglia di Fauci  –. Finalmente, per loro, il sogno si realizza. Ma più che un sogno, si concretizza un loro diritto: quello di avere una casa”.

Scafidi inoltre sottolinea come sia stato celere il lavoro portato avanti degli uffici preposti all'assegnazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. “Prima di ogni consegna, gli immobili devono essere visionati per comprendere se ci sono le condizioni di abitabilità. E il nostro Comune non solo ha già ispezionato diversi alloggi, ma ha anche provveduto ad una loro immediata consegna. Certo, il risultato del lavoro svolto in queste ultime settimane è solo una goccia nell'oceano. Siamo coscienti che c'è ancora parecchio da fare ma questo è già un importante passo avanti”.
Intanto Graziella e la sua famiglia preparano le valigie per lasciare i locali dell'ex Onpi, dove dormiranno fino a stanotte. Da domani, per loro, comincerà una nuova vita".

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