Bellolampo, allarme inquinamento? "In discarica ancora troppi rifiuti"

Per l'Arpa l'indice respirometrico supera di 4 volte il livello di guardia. I dati al centro di un'interrogazione in Consiglio. Alotta e Tarantino (Pd): "La Rap non ha fatto nulla per ridurre i conferimenti, potenziale emergenza". La replica: "Nessun pericolo"

(foto archivio)

A Bellolampo, la soglia dell'Indice respirometrico dinamico potenziale (Irpd) - valore che misura gli agenti inquinanti prodotti durante il trattamento dei rifiuti - ha superato di quattro volte il livello di guardia: 4.000 anziché 1.000. Si tratta dell'ultimo dato disponibile, che l'Arpa ha rilevato lo scorso settembre.

Nel corso di questi tre mesi, però, "la Rap non ha fatto nulla per ridurre l'impatto dei rifiuti solidi urbani sulla qualità dell'aria; né ha pubblicato sul proprio sito internet i dati dell'Irpd, per metterli a conoscenza della cittadinanza". A puntare il dito contro l'azienda di piazzetta Cairoli sono il consigliere comunale Salvo Alotta e quello della Quinta Circoscrizione Giovanni Tarantino, entrambi del Pd. "I palermitani, soprattutto quelli che vivono nei pressi della discarica, hanno il diritto di conoscere la verità sugli odori nauseabondi prodotti dall'impianto - dicono i due esponenti democratici -. Siamo di fronte ad una potenziale emergenza nell'assoluta indifferenza del Comune e della Rap, che non sono riusciti a far decollare la raccolta differenziata né hanno istituito le isole ecologiche, previste dal regolamento Tari approvato dal Consiglio nel 2013". Tutte le accuse rivolte alla società d'igiene ambientale e al socio unico Comune sono contenute in un'interrogazione presentata a Sala delle Lapidi. 

L'Arpa Sicilia - ente regionale che effettua i prelievi - invia periodicamente alla Rap i dati raccolti, che vengono elaborati dall'Università di Palermo o dall'Arpa Abruzzo. I valori dell'Indice respirometrico sono strettamente collegati al processo di biostabilizzazione dei rifiuti. Più la qualità dell'immondizia è "raffinata", più basso è l'Irpd. E quindi si sprigiona meno gas e percolato. "Il fatto che a Bellolampo sia stata superata di quattro volte la soglia massima dell'indice respiromentrico - proseguono Alotta e Tarantino - dimostra che i rifiuti non vengono trattati a dovere e che comunque in discarica ce ne va a finire una quantità eccessiva".

Replica della Rap: "Il superamento del valore di 1.000 non costituisce un pericolo per la popolazione, ma indica solo che il livello di mineralizzazione della matrice organica dei rifiuti non è completo". Mentre sul fatto che i valori dell'Irpd non vengano resi noti online, la società di piazzetta Cairoli fa sapere che "dati non vengono pubblicati sul sito della Rap perché si tratta di dati tecnici relativi al controllo del processo di biostabilizzazione. Così come non vengono pubblicati i dati relativi alle molteplici analisi chimiche che periodicamente vengono eseguite sulle varie matrici di rifiuti". 

Ma come vengono trattati i rifiuti a Bellolampo? Nella discarica palermitana ci sono due impianti di Tmb (Trattamento meccanico biologico): uno fisso di proprietà della Rap ed uno mobile gestito da una società privata, la Eco Ambiente Italia. In estate, durante l'emergenza rifiuti, i Comuni che conferivano a Bellolampo erano più di 40. Adesso, oltre Palermo, dalla provincia arrivano i rifiuti di altri quattro centri. Si è passati così dalle 1.500 circa tonnellate abbancate giornalmente, alle 900-1.000 attuali.

Tutta questa immondizia passa dai due impianti di Tmb. Dopodiché, come prescrive l'ultima ordinanza emanata dalla Regione, i rifiuti vengono biostabilizzati per 15 giorni prima di essere conferiti nelle vasche. Un tempo che però secondo l'Arpa "è insufficiente". La Rap tuttavia rileva che l'indice respirometrico del cosiddetto sottovaglio (la parte organica d'immondizia che resta dopo la tritovagliatura) "prima della biostabilizzazione ha un valore medio di circa 5.000, dopo i 15 giorni compreso tra 2.100 e 2.300. Valori compatibili in base alla disposizione attuativa del dipartimento regionale Acque e rifiuti. Ovviamente - conclude la Rap - all'aumentare del periodo di stabilizzazione il valori di Irpd tendono a diminuire. Sono in corso le analisi su periodi più lunghi, 21 e 25 giorni".

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Commenti (1)

  • Un problema decennale.... si può sapere come mai non si è risolto codesto problema.... che ci sia la mafia .....

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