"Basta bancarelle abusive, sono la 'Grande bruttezza'", Confcommercio contro il Comune

Patrizia Di Dio, presidente provinciale, chiede all'Amministrazione di adottare provvedimenti più incisivi contro il commercio abusivo: "L’immagine della città risulta compromessa. Situazione fuori controllo"

"Non se ne può più. La 'Grande bruttezza' del dilagare di bancarelle abusive lungo i nostri più bei siti monumentali, archeologici, paesaggistici è a dir poco imbarazzante. Si tratta per di più, di paccottiglia cinese, articoli importati, contraffatti e illegali. La situazione è da anni fuori controllo e va sempre peggio". La denuncia arriva, forte e chiara, da Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo. 

In un lungo post su Facebook, Di Dio sottolinea come "l'obiettivo di decoro urbano impone di contrastare, nelle aree pubbliche aventi particolare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico, l’esercizio di attività commerciali e artigianali in forma ambulante . La riqualificazione estetica e funzionale dell’habitat cittadino è un bene di primaria importanza. Abbiamo un patrimonio artistico, ambientale, monumentale che è espressione dei valori di civiltà e delle radici etico-culturali proprie della nostra comunità".

Di Dio rivendica di avere posto già in passato l'attenzione sul tema: "Da anni esprimo a gran voce l’urgenza di porre un rimedio al problema: l’immagine della città di Palermo risulta compromessa".

Confcommercio chiede "l’emanazione di una nuova e specifica ordinanza. Al momento infatti l’ordinanza vieta la presenza di venditori ambulanti solamente nelle vie principali e viene di fatto elusa in quanto gli ambulanti stazionano in aree adiacenti a quelle interdette o sfuggono ai controlli. La situazione è divenuta incresciosa, non solo nelle zone del centro cittadino, ma anche nelle splendide borgate marinare, prese d’assalto dai venditori ambulanti. Per facilitare il controllo e il presidio l’ordinanza va estesa anche a tutta l’area limitrofa. Per arginare questo intollerabile fenomeno bisogna aumentare e rendere più rigidi i presidi, i controlli e le sanzioni. Anzi farli in maniera efficace! Si tratta  prevalentemente - conclude - di venditori extra comunitari. Chiarisco che sono con convinzione per la cultura di accoglienza che dia nella nostra terra opportunità di lavoro e di vita più serena a gente che fugge da miserie, guerre, tragedie. Ma ciò non può essere a scapito del nostro decoro. E la situazione sembra sfuggita di mano".
 

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