"L'ha sbattuta per terra", in carcere mamma di Partinico: violenze anche sull'altra figlia

Così ha stabilito il gip per una ventunenne accusata di maltrattamenti e lesioni gravi. I carabinieri hanno accertato le sue responsabilità anche per la frattura di entrambi i polsi dell'altra figlia di 2 anni e mezzo

La piccola Lucrezia dopo il ricovero

Rinchiusa in carcere per reiterati maltrattamenti e lesioni gravi nei confronti delle figlie di 2 anni e mezzo e 17 mesi. Così ha deciso il gip di Palermo per R.V.F., 21enne di Partinico, che secondo la ricostruzione dei carabinieri avrebbe "percosso la figlia (più piccola) facendo sì - spiegano dal Comando provinciale - che impattasse violentemente con il viso contro il pavimento, nonché contro alcuni infissi dell’appartamento, provocandole ferite significative successivamente repertate dai sanitari".

La misura cautelare è stata richiesta dal pool fasce deboli della procura della Repubblica per l’indagata che, a seguito delle indagini e grazie ad alcune testimonianze, si sarebbe resa protagonista di diversi casi di violenza, sia fisica che psicologica, nei confronti delle figlie e in un arco temporale ben più ampio del mese di giugno. L’ultimo episodio è quello relativo a Letizia (nome di fantasia), ricoverata prima a Partinico e poi all’Ospedale dei Bambini.

I medici le hanno riscontrato plurime lesioni al capo - tra le quali fratture all’arcata dentale, tumefazioni, escoriazioni multiple – e morsi in svariate parti del corpo. Fortunatamente la Tac cui è stata sottoposta non ha evidenziato traumi neurologici significativi. Dopo un giorno il direttore sanitario del Civico Giorgio Trizzino ha diramato un bollettino medico spiegando che la piccola era tornata ad alimentarsi, a sorridere e a giocare. Le indagini dei carabinieri erano cominciate giorni prima, quando anche la sorella di 2 anni e mezzo è stata ricoverata per un trauma facciale e la frattura scomposta di entrambi i polsi.

Ad accompagnare Aurelia (altro nome di fantasia) presso il pronto soccorso è stata la "nonna", la quale - come successivamente accertato - ospitava la nipote a Balestrate per periodi di circa venti giorni al mese. È stata lei a spiegare cosa fosse accaduto rifacendosi al racconto della madre della piccola, che aveva riferito di una caduta accidentale mentre giocava nel cortile della loro abitazione, dove viveva con la madre e i familiari del compagno (sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari) in un quartiere popolare di Partinico.

"La successiva attività di escussione testimoniale - proseguono i carabinieri - ha permesso di rilevare elementi utili a documentare episodi di violenza commessi dall’indagata nei confronti della figlia, evidenziando in particolar modo come la donna avesse deliberatamente deciso di non portare la bambina in ospedale perché timorosa delle possibili iniziative che le autorità giudiziarie avrebbero potuto prendere dopo aver constato lo stato di salute complessivo in cui versava la stessa".

Per entrambi le bambine i medici, oltre ai traumi, hanno accertato le condizioni igienico-sanitarie scadenti. La più piccola delle due si trova ancora al Di Cristina, dove il personale medico sta registrando un progressivo miglioramento delle sue condoni di salute. "Speriamo che le sue sofferenze siano finite", ha spiegato il direttore sanitario del Civico-Di Cristina.

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Commenti (5)

  • Che schifo di esseri abitano il nostro mondo!!!!....per chi tocca i bambini nessuna pietà....questa sottospecie di essere umano dovrebbe passsare la sua vita dietro le sbarre senza alcun contatto con l'esterno!!!!

  • Povere piccole, quante ne avranno passate...spero con tutto il cuore per loro, che possano essere affidate ad una famiglia amorevole che possa far dimenticare loro tutto il male subìto da quel mostro che chiamavano "mamma".....

  • Avatar anonimo di Erika
    Erika

    Rinchiudetela e buttate via la chiave! Ma come si fa? Nemmeno l'animale più selvaggio e feroce farebbe mai del male ai propri cuccioli. Il nome. Tutti devono sapere chi è questa bestia. Mi auguro che marcisca in prigione fino alla fine dei suoi giorni, che non veda più la luce del sole nè tantomeno le sue bambine. Ma sarà impossibile data la sua giovane età... ora diranno che non è sana di mente, via con le perizie psichiatriche, e ne uscirà con poco. Basta un bravo avvocato. Che schifo! Dovremmo tornare alle leggi (e ai metodi di applicazione delle stesse) dell'antica Roma! 

    • Io capisco lo sdegno e la empatia x le povere vittime, ma é ovvio ed é giusto che il giudice, nello stabilire la pena, accerti la salute mentale dell'imputata. Alla quale, oggettivamente, potrebbe mancare qualche rotella... Così funziona nei paesi civili e avanzati. Oltre a questo,condannare all'ergastolo una persona che non ha ucciso nessuno (pur avendo tenuto comportamenti gravissimi) sarebbe assurdo, uno sproposito. E infine, sappia che nella "antica roma" i giudici potevano addirittura far torturare i TESTIMONI, laddove li ritenessero mendaci...bisognerebbe stare attenti a ciò che si auspica

  • Auguriamoci che possano vivere una vita serena per il futuro... !!!

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