Pizza e spaghetti per indicare la droga Maxi operazione a Bagheria: 6 arresti

L'inchiesta "Green Park", partita dopo numerose segnalazioni di genitori e insegnanti, è riuscita a ricostruire la mappa dello spaccio. I pusher si rifornivano a Palermo e per il trasporto si servivano di parenti incensurati

Maxi operazione antidroga a Bagheria: 6 arresti

Pizza e spaghetti. Così venivano chiamate le dosi di droga tra spacciatori e consumatori. Un linguaggio in codice che però non è servito a disorientare i carabinieri, che all’alba hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare, emessedal gip del Tribunale Giuliano Pastiglia su richiesta del procuratore aggiunto De Francisci e del sostituto Auricchio, nell'ambito di un’operazione antidroga denominata “Green Park”.

A far partire l’operazione sono state le numerose segnalazioni di genitori ed insegnanti. Gli investigatori, attraverso servizi di osservazione ed intercettazioni telefoniche ed ambientali, sono riusciti a ricostruire la mappa dello spaccio al minuto della droga, documentando i passaggi di sostanza stupefacenti e il consumo nelle strade di Bagheria. I dialoghi, ridotti al minimo dagli indagati per evitare di essere intercettati, hanno consentito agli investigatori di ricostruire le attività del gruppo di pusher e di ripercorrere a ritroso il canale di approvvigionamento, che conduce alle principali piazze di spaccio di Palermo. I militari hanno così scoperto che i pusher si rifornivano a Palermo da C.A., 26 anni.

Prima di essere immessa sul mercato la droga veniva confezionata da L.G., 19 anni, e venduta in dosi al prezzo di 10 euro (hashish) o di 50 euro (cocaina) da altri quattro soggetti di età variabile tra i 25 e i 35 anni. I pusher, spiegano gli investigatori, si vantavano del grande numero di clienti che garantivano loro utili stimati intorno al 300%.Dalle indagini è emerso, inoltre, che per la custodia e il trasporto della droga gli spacciatori si “servivano” di parenti incensurati. Così, ad esempio, i militari hanno scoperto 15 grammi di cocaina, suddivisi in dosi da mezzo grammo nascoste nelle parti intime dalla convivente di uno degli spacciatori.

I servizi di osservazione e le prolungate intercettazioni hanno permesso anche di delineare l'identikit dello spacciatore. “Si tratta di giovani con basso o inesistente grado di scolarizzazione - spiega il comandante provinciale dei carabinieri, generale Teo Luzi - provenienti da famiglie difficili, che vivono nei quartieri più degradati della città e nei sobborghi maggiormente delinquenziali della provincia. Il consumo di droga rappresenta una fuga da realtà difficili. Il suo commercio un trampolino per ottenere in poco tempo facile ricchezza”. Secondo gli investigatori, la diminuzione del prezzo degli stupefacenti ne ha aumentato la diffusione, ponendo la droga sempre più alla portata di qualunque ceto e fascia sociale, e rappresentando una incredibile tentazione a mettersi in affari per gli elevati margini di profitto. Durante le indagini, infatti, i militari hanno arrestato in flagranza di reato di 7 persone, segnalato alla Prefettura oltre 300 assuntori abituali e sequestro complessivamente 200 grammi di cocaina e un chilo e mezzo di hashish.
 

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