Bagheria, le case sul fiume devono essere sgomberate: provvedimento valido 6 mesi l'anno

Un'ordinanza firmata dal sindaco Patrizio Cinque prevede che gli immobili siano liberati dal primo ottobre al 31 marzo di ogni anno "periodo che verosimilmente coincide con le probabili piogge e temporali e con le situazioni di allerta meteo"

Le case sul fiume Eleuterio devono essere liberate. Non per sempre, ma dal primo ottobre al 31 marzo di ogni anno. E' quanto prevede un'ordinanza firmata dal sindaco di Bagheria Patrizio Cinque per "garantire la sicurezza dei cittadini, tutelare dagli eventuali rischi di inondazione presenti sul territorio, migliorare il territorio, affrontare, in sicurezza, le avversità atmosferiche e le allerte meteo con particolare attenzione al fiume dell’Eleuterio". Il semestre "off limits" è stato scelto perchè "verosimilmente coincide con le probabili piogge e temporali e con le situazioni di allerta meteo che vengono indicate dalla Protezione civile".

Il Comune in una nota sottolinea che "entro i 150 metri dal fiume Eleuterio, come per tutti i fiumi, vige il divieto di inedificabilità assoluta per vincolo idraulico e idrogeologico. La direzione IX urbanistica, proseguendo il lavoro di repressione degli abusi edilizi avviato negli ultimi anni, ha aggiornato la cartografia, alla situazione attuale, di tutte le abitazioni, immobili e costruzioni ricadenti all’interno di quelle aree soggette a 'Pericolosità Idraulica' che possono minacciare l’incolumità dei cittadini ed in particolare quelle ricadenti presenti sul greto del fiume Eleuterio".

Sono circa 40 le abitazioni che dovranno essere sgombrate per la sicurezza dei proprietari edegli inquilini che occupano gli immobili a rischio allagamenti.

"Bagheria - si legge nella nota - è Comune capofila in un protocollo di intesa per il contratto di Fiume e di costa Eleuterio, strumento di programmazione strategica negoziata che persegue la tutela, la corretta gestione e la valorizzazione delle risorse idriche e dei territori fluviali, unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale delle aree coinvolte. Tra gli obiettivi del protocollo anche quello di contribuire, in maniera concreta, alla difesa dalle esondazioni e al miglioramento dell’ambiente e del territorio al fine del risanamento delle acque. Nei prossimi giorni i proprietari o inquilini che vivono nelle aree a rischio riceveranno copia dell’ordinanza per lo sgombero dell’immobile".

"Siamo certi che i cittadini che saranno destinatari di questa ordinanza saranno collaborativi – dice Cinque – è in gioco la loro sicurezza se non addirittura la sopravvivenza. Le piogge e i temporali degli ultimi giorni hanno raggiunto livelli di pericolosità che non ricordiamo nel nostro territorio. Le piogge tra l’altro non sono finite e sembra che siano in arrivo altre perturbazioni",

Avverso l’ordinanza si potrà ricorrere al Tar entro 60 giorni dalla notifica o in alternativa entro 120 giorni alp residente della Regione con ricorso straordinario. Intanto sarà compito dell’ufficio Protezione Civile comunale occuparsi dell’adeguamento del piano comunale di emergenza e dello schema operativo per la gestione delle emergenze meteo-idrologiche che preveda l’adozione di specifiche misure di sicurezza da adottare nelle eventuali varie fasi di allerta meteo.

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