"Mazzette" per spostare le salme e fare spazio a nuove sepolture: 10 arresti a Bagheria

Operazione dei carabinieri che hanno accertato "ripetuti episodi di corruzione commessi da imprenditori locali nel settore delle onoranze funebri e privati cittadini, in favore dei dipendenti cimiteriali"

Salme spostate senza alcun diritto, ma solo in funzione di pesanti "busterelle" intascate dai dipendenti del cimitero comunale di Bagheria. E' quanto hanno scoperto i carabinieri, che hanno arrestato dieci persone nell'ambito dell'operazione denominata "Caronte". Ai domiciliari Pietro Mineo (54 anni), Natale Megna (51), Santo Gagliano (49), Cosimo Galioto (60), Antonino Galioto (27), Giacinto Tutino (63) e Vincenzo Graniti (53). Divieto di dimora e obbligo di presentazione per Giovanni Fiorentino (50), Gaetano Russo (49) e Ignazio Bologna (48). Gli arrestati domiciliari, nel caso non ci fosse disponibilità di braccialetti elettronici, andranno direttamente in carcere.

Le ordinanze sono state emesse dal gip di Termini Imerese, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione per esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, abuso d’ufficio, violazione di sepolcro, vilipendio di cadavere, occultamento di cadavere, distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, nonché violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale.

Bare aperte e salme accatastate per fare spazio agli "amici" | Video

Le indagini sono state portate aventi da maggio 2017 fino allo scorso aprile. I carabinieri hanno passato al setaccio una serie di documenti del Comune e hanno scoperto "l’esistenza di un’associazione per delinquere". Centrale il ruolo di Pietro Mineo. Il funzionamento del cimitero comunale "è stato condizionato e deviato per controllare l’andamento delle estumulazioni e tumulazioni". Per i carabinieri gli episodi di corruzione erano all'ordine del giorno, si parla infatti di "sistematica reiterazione di condotte di corruzione in violazione dei criteri di efficienza, trasparenza e buona organizzazione del servizio pubblico affidato al cimitero, oltre che in violazione del rispetto dei defunti".

Sono stati accertati "ripetuti episodi di corruzione, commessi da imprenditori locali operanti nel settore delle onoranze funebri e privati cittadini, in favore dei dipendenti cimiteriali finalizzati a ottenere una rapida tumulazione delle salme, indipendentemente dall’ordine cronologico di ingresso al cimitero, riducendo, così, notevolmente i tempi di attesa in camera mortuaria vista l’indisponibilità generale di loculi", "molteplici delitti contro la pietà dei defunti, propedeutici a liberare loculi all’interno del cimitero da destinare a salme 'segnalate' dai corruttori".

Gli "affari" interessavano anche due pregiudicati "riconducibili alla famiglia mafiosa di Bagheria", che hanno più volte violato le prescrizioni imposte dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno incontrandosi con altri boss  anche all’interno di una delle principali agenzia funebre di Bagheria. Al vaglio dei carabinieri la posizione di altre 34 persone, tra cui due funzionari del servizio cimiteriale del Comune, nonché impresari funebri operanti nel medesimo territorio e privati cittadini, ritenuti responsabili, a vario titolo, di corruzione, favoreggiamento personale, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.

Il capitano di Bagheria: "Da 300 a 500 euro per trovare spazio" | VIDEO

“Desidero ringraziare personalmente e a nome di tutta la città i carabinieri e le forze dell’ordine – dice il sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque – l’evoluzione di oggi non ci meraviglia perché ci teniamo a far sapere ai cittadini che siamo stati parte attiva e denunciante nell’inchiesta. Abbiamo iniziato le nostre ricerche e abbiamo preso  i primi provvedimenti per ristabilire la legalità nel cimitero, per quanto di nostra competenza. Oggi siamo soddisfatti di essere arrivati a una prima conclusione per la quale non siamo sorpresi, si deve riscattare l’immagine della città di Bagheria”.

“Un ringraziamento alle forze dell’ordine che operano sul territorio per le indagini svolte" arriva anche dal presidente del Consiglio comunale Marco Maggiore: “Una tematica così delicata per la città richiede la massima attenzione e la collaborazione di tutte le parti. Ricordiamo che tra i primi atti prodotti da questo Consiglio comunale c’è il regolamento di polizia mortuaria, approvato proprio per implementare e favorire il controllo dell’amministrazione sul cimitero comunale”.

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