Cimitero degli orrori a Bagheria, si ipotizzano infiltrazioni mafiose

Le indagini sono passate nelle mani della Direzione distrettuale antimafia, anche alla luce delle dichiarazioni di un pentito. Il sindaco Lo Meo: "Abbiamo cambiato i dipendenti e aver sollevato dall'incarico il responsabile"

Le bare accatastate nelle intercapedini delle cappelle

L'indagine sulle bare accatastate e bruciate nel cimitero di Bagheria passa nelle mani della Direzione distrettuale antimafia. Dopo le prime verifiche effettuate dalla Procura di Termini, gli investigatori hanno deciso di seguire la pista delle infiltrazioni mafiose, soprattutto alla luce delle dichiarazioni del pentito Sergio Flamia. Nel frattempo il sindaco Vincenzo Lo Meo, dopo aver dichiarato di volere offrire massima collaborazione ai carabinieri, ha deciso di sostituire tutti il personale del cimitero con la rotazione, così come previsto dalla legge anticorruzione. Poi aggiunge: "So che sono stati denunciati tre dipendenti". Rimosso dall'incarico il responsabile della gestione Paolo Aiello, sostituito dal funzionario comunale Bartolo Di Matteo. (GUARDA IL VIDEO)

Il collaboratore di giustizia Flamia avrebbe ricostruito gli ultimi anni di storia nel mandamento guidato dagli uomini di Bernardo Provenzano, raccontando inoltre alcuni retroscena di un attentato che colpì nell'ottobre del 2012 l'impresa di pompe funebri di Antonino Mineo. Lo stesso Flamia ha raccontato di aver imposto a Mineo di limitarsi ai servizi del funerale, abbandonando così il resto degli adempimenti cimiteriali di cui, invece, si sarebbero dovuti occupare gli uomini della cosca di Bagheria. E per gli investigatori sarebbe la mafia a decidere l'estumulazone dalle tombe, così da controllare il mercato dei loculi e la costruzione di cappelle private.

Sono quattro le aree del camposanto sequestrate dai carabinieri, dove erano state abbandonate forse più di 300 bare. Le ipotesi di reato contestate vanno dallo smaltimento illecito di rifiuti speciali alla profanazione, vilipendio e danneggiato di cadavere, arrivando sino all'inquinamento ed al furto, oltre ovviamente a tutti gli illeciti amministrativi e penali relativi alla gestione del cimitero e del controllo sull'appalto per le estumulazioni. Nei prossimi giorni si procederà a quantificare esattamente e catalogare i reperti rinvenuti in quel cimitero, dove le bare venivano abbandonate nelle intercapedini tra le cappelle ed insieme ad altro materiale venivano bruciate.

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