Inchiodato da alcol test, ma i carabinieri dimenticano diritto all'avvocato: multa annullata

Amnesia "fatale": perdonato un ragazzo che era stato fermato alla guida della sua auto dopo che aveva alzato un po’ il gomito. I militari non hanno avvertito il giovane che poteva chiedere l’assistenza del suo legale. Così il giudice di pace ha accolto il ricorso

Lo avevano fermato alla guida della sua auto dopo che aveva alzato un po’ il gomito, ma i carabinieri - prima di sottoporlo all’alcol test - hanno dimenticato di avvertire il giovane che poteva chiedere l’assistenza del suo legale. Il giudice di pace Antonio Cutaia ha accolto il ricorso di un giovane, difeso dall’avvocato Guido Romano, che ha impugnato un verbale elevato lo scorso 7 aprile.

Era un sabato sera come altri quando il giovane, dopo una serata tra i locali della movida, viene fermato da una pattuglia dei carabinieri. Lo sottopongono al test dell’etilometro che evidenzia un tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 0,8 grammi per litro. Immediata la multa da 532 euro, la decurtazione di 10 punti e la sospensione della patente di guida.

Proprio in quel frangente i militari hanno dimenticato di informare il giovane automobilista sulla possibilità di effettuare l’alcol test, considerato un "accertamento urgente sui luoghi" e dunque irripetibile, con l’assistenza dell'avvocato. A ciò si aggiunge la mancata produzione degli "scontrini" emessi dall’apparecchio e dai quali si evince lo stato di alterazione del conducente.

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La violazione degli articoli 356 e 354 del Codice di procedura penale è stata sufficiente per il giudice di pace per annullare il verbale, la decurtazione dei punti e la sospensione della patente, condannando la Prefettura al pagamento delle spese di giudizio liquidate in 195 euro tra spese e compenso professionale.

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