Scoperte senza biglietto sull’autobus, poi l'aggressione al controllore: condannate nonna e mamma

I fatti - avvenuti sul 628 a San Lorenzo - risalgono al febbraio 2016. Un intero nucleo familiare della Marinella (le due donne e un 17enne) dopo questo episodio era stato denunciato. Poi le indagini, il processo e le condanne

Erano state multate perché sorprese sull'autobus senza biglietto. Così, per tutta risposta, avevano picchiato il controllore. Poi arrivarono i poliziotti e scattò la denuncia. Adesso due donne, si tratta di una nonna e di una mamma che erano salite a bordo del bus col figlio 17enne, sono state condannate per minaccia a pubblico ufficiale, lesioni e interruzione di pubblico servizio. Si tratta di Francesca Vaccaro, di 40 anni, condannata ad un anno e quattro mesi e la madre, Salvatrice Ferracane, 60 anni, a un anno. Il figlio è invece ancora a giudizio al tribunale dei minorenni.

I fatti sono avvenuti la mattina del 10 febbraio del 2016. Le due donne, della Marinella, erano salite senza biglietto sull'autobus 628 con un ragazzo di 17 anni. I tre avevano "sfidato la sorte" decidendo di salire sul bus senza sul biglietto. Una scelta sfortunata perché poco dopo è salito il controllore ed è scattata la prevedibile multa.

La vicenda sembrava essersi conclusa senza polemiche, fino a quando, a distanza di due fermate, è arrivato un altro passeggero, anche lui sprovvisto di biglietto. A differenza del caso precedente, però, l'uomo ha tempestivamente chiesto ai controllori di acquistare a bordo il titolo di viaggio. Richiesta accolta. Ma è bastato questo per scatenare la rabbia dei tre, multati in precedenza, che hanno vissuto quella "concessione" come un torto. Sono così volate parole grosse all’indirizzo dei controllori. Un'escalation proseguita con alcuni spintoni. 

"Una vera e propria aggressione che ha visto protagonista il diciassettenne - avevano raccontato subito dopo dalla questura - con l'aiuto di madre e nonna". Il conducente ha deciso di così arrestare la corsa in via San Lorenzo proprio davanti ai locali dell’ufficio Immigrazione della questura. Diversi poliziotti sono intervenuti sul bus, raccogliendo la richiesta d’aiuto dell’autista. I tre sono stati così bloccati. Poi le indagini, il processo e le condanne.

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