Caso Cupidi, l'assistenza domiciliare negata in aula alla Camera: "In Sicilia quadro desolante"

Ad illustrare la storia di Giovanni, 39enne di Misilmeri è l'onorevole del M5s Giulia Di Vita che lo scorso maggio ha presentato anche un'interrogazione sull'argomento: "Se ci sono i soldi rispettiamo i diritti umani altrimenti niente. Si può definire civile un Paese del genere?"

L'onorevole Giulia Di Vita

Il caso di Giovanni Cupidi, il disabile grave, paralizzato dal collo in giù, a cui è stata negata l'assistenza 24 su 24 per mancanza di fondi sbarca alla Camera. Ad illustrare la storia del 39enne di Misilmeri che lo scorso mese di marzo ha lanciato anche una petizione su Change.org, già firmata anche da diversi vip, è l'onorevole del M5s Giulia Di Vita. 

"In Sicilia - afferma Di Vita - il quadro per le persone gravemente disabili e non autosufficienti è desolante. Con soli 13 milioni di euro la Regione non riesce a garantire l'assistenza domiciliare a circa 2.500 siciliani. Tra questi siciliani c'è Giovanni, un ricercatore affetto da grave tetraplegia. Se ci sono i soldi rispettiamo i diritti umani altrimenti niente e tanti saluti alla convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e alla nostra Costituzione. Si può definire civile un Paese del genere?".

L'onorevole avanza poi delle proposte per risolvere il problema. "Bisogna rendere più efficiente il fondo per la non autosufficienza. La ripartizione deve avvenire in base all'incidenza regionale dei casi di non autosufficienza per evitare eventuali sprechi. Ci avete risposto che non in tutte le regioni è stato fatto un censimento ma i modi alternativi per conoscere i casi reali ci sono. Si possono conoscere tramite gli iter di certificazione, i dati dell'Inps e in altri modi. Bisogna poi tracciare i fondi sui quali c'è un'incertezza totale. Prima di tutto vengono i diritti. le risorse economiche e la pianificazione finanziaria si adattano affinché questi possano essere assicurati a tutti i cittadini che ne hanno bisogno, in tutto il Paese e per tutto il tempo necessario".

La deputata, che sull'argomento nel mese di maggio 2016 ha presentato un'interrogazione parlamentare nella quale oltre al caso Cupidi ne segnalava altri, cita infine anche la proposta di legge "Dopo di Noi", approvata lo scorso 4 febbraio alla Camera e ora al vaglio del Senato. Il M5S ha votato contro l'approvazione  definendola “un favore alle assicurazioni e ai privati". "Il problema – hanno spiegato i deputati Cinque Stelle – non sono i privati, che hanno il diritto di svolgere le loro attività, ma questi devono integrare l’offerta pubblica, non sostituirla”.

La proposta di legge "Dopo di Noi". "Dopo una lunga attesa finalmente ci siamo - ha scritto Matteo Renzi su Facebook - È una legge che è destinata ai disabili gravi che restano senza i familiari che li hanno seguiti, nella maggior parte dei casi i genitori. Con questa legge e i fondi che abbiamo previsto nella legge di Stabilità, quando un disabile rimarrà senza il supporto familiare potrà continuare a vivere nelle proprie case o in case famiglia. Il testo approvato, inoltre, prevede la possibilità di sottoscrivere polizze previdenziali e assicurative che hanno come obiettivo prioritario la vita indipendente dei disabili.".

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