Malattie, permessi e ferie: a Palermo il primato delle assenze dei dipendenti pubblici

E' quanto emerge dal primo Rapporto sui Comuni, condotto dal centro di ricerca Ermes. Le assenze (59 giorni all'anno la media) "pesano" sulle performance e i servizi resi all'utenza. Tributi locali: i palermitani pagano in media 439,50 euro, l'evasione supera il 30%

Foto Ansa

A Palermo i dipendenti pubblici sono assenti quasi due mesi all'anno. E' quanto emerge dal primo Rapporto sui Comuni, condotto dal centro di ricerca Ermes su dati relativi al 2015. Malattie, congedi, permessi e ferie "pesano" sulle performance e i servizi resi all'utenza. Nei Comuni piccoli, dove gli organici sono più ridotti e c’è in genere più controllo reciproco, le assenze sono minori (46,1 giorni in media, ferie comprese); mentre l’indice sale al crescere delle amministrazioni fino a raggiungere il massimo (51,4 giorni) dove i dipendenti sono più di mille. Palermo, Cagliari, Catania e Torino spingono in alto il dato delle città; a Napoli, Rimini, Milano e Salerno le assenze sono più ridotte.

Dipendenti pubblici, 59 giorni di assenze pagate

Nel dettaglio, Palermo concede quasi 59 giorni di assenze pagate, seguito da Cagliari e Catania (56), Torino e Messina 55. Nei Comuni indicati nel rapporto Ermes (quasi 2.300) sono stati calcolati in media 50 giorni lavorativi di assenza per dipendente. Il valore medio è la risultante di una media di 31,3 giorni di ferie, 10,3 giorni di malattia, 3,4 giorni di assenza ex legge 104/1992, 3 giorni di maternità e congedo parentale, 2,3 giorni di altre assenze per concorsi, esami, lutto. L’indicatore delle assenze mostra un'evidente variabilità a livello territoriale: 9 regioni si attestano su valori prossimi a quello medio, e mentre ai valori medio-bassi registrati in Lombardia, Veneto, Toscana, Campania, Molise, si contrappongono Calabria e Sicilia con indici medio-alti.

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I palermitani pagano in media 439,50 euro di tasse 

In base alle statistiche elaborate dal centro Ermes, la media degli accertamenti relativi alle entrate tributarie è pari a 553 euro pro-capite. Così suddivisi: 82 euro in media di addizionale Irpef, 199 euro di Imu, 80 euro di Tasi, 168 euro di Tari, 17 euro di altri tributi comunali, 7 euro per altre entrate tributarie proprie. Il rilevamento ha messo in evidenza come in oltre 1.500 Comuni le risorse per entrate tributarie proprie si attestano su valori al di sotto della media nazionale: tra queste c'è Palermo, dove si pagano in media 439,50 di tasse.

L'evasione dei tributi supera il 30%

Se guardiamo però la percentuale delle riscossioni in conto competenza rispetto agli accertamenti - indicatore che fornisce la misura dei reali incassi da parte delle amministrazioni comunali - ci si accorge che a Palermo l'evasione dei tributi supera il 30%. L’incidenza delle riscossioni sugli accertamenti è infatti del 64,9%; mentre la media nazionale è del 76%. Tra i Comuni più grandi, con oltre 500mila abitanti, Palermo divide con Roma il primato negativo di Comune con la più scarsa capacità di incamerare imposte e tasse.

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