Assenteismo: in profumeria o a ritirare le analisi, indagato pure capo dei vigili di Collesano

I retroscena emersi dalle indagini dei carabinieri: dalle bibliotecarie che si scambiavano i badge e andavano in macelleria alla vigilessa che faceva acquisti al mercatino. Ecco chi sono i 15 indagati

Uno degli indagati ripreso dalle telecamere dei carabinieri

In tanti si concedevano una pausa durante l’orario di lavoro per andare in chiesa, dal parrucchiere, fare acquisti al mercatino, al panificio o al supermercato. Dal capo dei vigili ai dipendenti comunali, passando per lavoratori socialmente utili, bibliotecari e altro ancora. E’ quanto emerso dalle indagini dei carabinieri che oggi hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare firmata dal gip di Termini Imerese Michele Guarnotta per 15 dipendenti pubblici tra Castelbuono e Collesano. Per nove di loro è scattata la sospensione dai pubblici uffici per un periodo di 8 mesi, mentre per altri sei il giudice ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Sono bastati pochi mesi di appostamenti, pedinamenti e riprese con telecamere nascoste per accertare modalità e circostanze che “denotano altresì la negativa personalità degli indagati che, pur svolgendo mansioni pubbliche, hanno reiteratamente violato i propri doveri costituzionalmente sanciti, a dimostrazione di insensibilità e di spregio verso le basilari regole della società civile”. C’era infatti chi lasciava il proprio badge a un collega, per attestare l’orario di uscita o addirittura un’intera giornata di lavoro passata però a fare altro, o chi si fermava con l’auto e mandava la figlia per passare la tessera magnetica nel lettore.

"Timbravano e via: ecco come li abbiamo inchiodati" | VIDEO

Le telecamere installate dai carabinieri erano puntate sul Municipio, sulla Biblioteca Badia e sul Castello Museco Civico di Castelbuono. Gli investigatori, nonostante il breve periodo di osservazione preso in esame (tra marzo e luglio 2017), avrebbero raccolto elementi a sufficienza per consegnare all’autorità giudiziaria un quadro completo sulle cattive abitudini dei "furbetti del cartellino". Come nel caso delle due dipendenti in servizio presso la biblioteca, Nunzietta Fiasconaro e Antonietta Battaglia, entrambe assunte con contratti a tempo determinato prorogati di anno in anno, rispettivamente, dal 2002 e dal 2005.

A Castelbuono

Le due colleghe, come accertato dai carabinieri, in varie occasioni si sarebbero scambiate i badge per coprirsi a vicenda. C’era chi doveva andare in macelleria, dal fruttivendolo o a trovare il padre nel panificio di famiglia. Alla Fiasconaro vengono contestate assenze per 55 ore (per un danno da 871 euro), mentre la Battaglia sarebbe mancata dal posto di lavoro senza giustificarsi per oltre 16 ore (danno da 256 euro). Un altro indagato, il dipendente comunale in servizio agli Affari generali Antonio Corradino, è stato visto mentre andava in un vivaio, al cimitero, in banca e al circolo della musica. Senza farsi mancare un caffè al bar, quattro chiacchiere nei pub o una visita alla figlia.

Strisciavano il badge e andavano a spasso: le immagini | VIDEO

C’era anche la vigilessa Paola Sferruzza, alla quale vengono contestate quasi 21 ore (per un danno da 388 euro) di assenze per le quali è stata comunque pagata dall’Amministrazione. “Si è avuto modo di accertare - si legge nell’ordinanza del gip - che l’indagata si è allontanata più volte dal luogo di lavoro per effettuare compere di varia natura, ad esempio recarsi nei mercatini rionali e poi andare a casa a riporre gli acquisti”. La donna si sarebbe giustificata sostenendo di essersi trovata lì per ragioni di servizio. Diversa la versione fornita dai carabinieri che sostengono di averla vista in più occasioni, in orari non compatibili con il suo servizio, e in circostanze diverse: col marito a riempire bottiglie d’acqua o a fare visita a sua madre.

A Collesano

Analoghe contestazioni, a Collesano, per il capo dei vigili Giuseppe di Carlo che - riporta il gip - si trovava in “luoghi incompatibili con le mansioni svolte in orario in cui avrebbe dovuto espletare attività lavorativa”. Confrontando gli orari di timbratura delle entrate e delle uscite con i dati emersi dalle riprese delle “cimici” gli investigatori hanno deciso di pedinare il comandante: “L’indagato è stato notato intrattenersi presso la profumeria della moglie, recarsi in un laboratorio di analisi cliniche o presso il suo domicilio. Così facendo ha attestato falsamente la propria presenza e tratto in inganno il Comune”. In questo modo avrebbe percepito lo stipendio completo nonostante quelle 11 ore di assenza, per un danno quantificato in 198 euro.

Alla luce degli episodi ripetuti in un ristretto arco temporale, sottolinea ancora il giudice, è ipotizzabile che se il monitoraggio fosse proseguito il numero di assenze sarebbe aumentato.  “Al danno patrimoniale - si legge nell’ordinanza - va aggiunto il ben più grave danno all’immagine subito dai Comuni e la lesione al buon andamento della pubblica amministrazione e ai doveri deontologici”. Sono stati quindi sospesi per otto mesi Antonietta Battaglia, Antonio Corradino, Nunzietta Fiasconaro, Paola Sferruzza, Santi Sottile, Virgilio Cannatella, Maria Antonia Signorello, Giuseppe Di Carlo e Giuseppe Cirrito. Obbligo di presentazione in caserma per Carmelina Capitummino, Serafina Castellano, Ignazia Dragotto, Vincenza Maranto, Mariapia Innamorato e Rosa Guzzio.

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