Asp, servizi e consulenze legali all'esterno: la Fials presenta esposto alla Corte dei conti  

Il sindacato denuncia "provvedimenti illegittimi" da parte dell'Azienda sanitaria provinciale: "Nell'ufficio legale ci sono 5 avvocati dipendenti di ruolo, si vuole appaltare all'esterno anche il Cup". La replica della direzione generale dell'Asp: "Incarichi legittimi"

La sede dell'Asp in via Cusmano

Servizi affidati dall’Asp di Palermo all’esterno e consulenze legali pagate nonostante cinque avvocati dipendenti di ruolo. "Provvedimenti illegittimi" denuncia la Fials, che ha presentato un esposto denuncia alla Corte dei Conti a salvaguardia delle casse pubbliche. 

Secondo il sindacato, "l'Asp, pur avendo un proprio Ufficio legale con organico completo di cinque avvocati dipendenti di ruolo, ha nominato un legale esterno per essere rappresentata e difesa nei ricorsi notificati dai contrattisti, impegnando la somma di 21.504 euro, oltre accessori di legge e spese documentate, a carico del bilancio". La normativa prevede che questi affidamenti possano essere giustificati in casi di incompatibilità "che però non esistono, così come non sussistono comprovate, motivate e oggettive ragioni derivanti dalla carenza di organico". L'ufficio legale dell’Asp di Palermo si compone infatti di cinque avvocati ed è al completo di organico. 

Ma la Fials, guidata da Enzo Munafò e Giuseppe Forte segnala inoltre "la tendenza dell’amministrazione dell’Asp di Palermo alla esternalizzazione di servizi essenziali, quale quello del Cup, anche sotto il profilo del maggiore esborso di denaro pubblico che questa decisione comporterebbe, se attuata, per la realizzazione e il pagamento della prevista gara di appalto del servizio esterno sostitutivo di ben 250 posti di coadiutori amministrativi. Posti occupati, da oltre un ventennio, da contrattisti dei quali intende disfarsi cancellandoli dal piano del fabbisogno".

Inoltre la Fials lamenta ancora una volta "il mancato avvio del censimento previsto dall'ultima circolare applicativa dell’assessorato alla Salute con la quale vengono disposte le linee di indirizzo sull'applicazione delle legge Madia in favore del personale ex Lsu. La Direzione generale nel corso dell'incontro – spiegano Munafò e Forte - non ha accolto la richiesta di integrazione della Fials di trattare o calendarizzare la problematica".

Altra denuncia del sindacato riguarda i nuovi bandi emessi per incarichi libero professionali con i quali vengono individuati altri operatori Ced, in tutto una ventina. Si tratta di figure individuate in passato dalla direzione dell'Asp all'interno del personale contrattista. "Se ci sono già degli amministrativi precari, perché crearne di nuovi? - chiede la Fials - in questo modo si continua a creare nuovo precariato invece di stabilizzare i lavoratori in servizio. Chiediamo l’intervento dell’assessorato per fare luce su questa situazione anomala che ha il sapore della beffa per i lavoratori dell’Asp". 

Non si è fatta attendere la replica della direzione generale dell'Asp, che parla di "incarichi legittimi e opportuni". E spiega: "Le questioni sollevate dagli operatori ex Lsu sono state foriere, nel recente passato, di molte azioni in sede legale che hanno impedito i processi di stabilizzazione degli stessi. E questo, sia nel corso della precedente direzione generale, alla quale è stato impedito di stabilizzare – attraverso più procedure concorsuali – 94 lavoratori contrattisti, sia nel corso dell’attuale gestione che ha proposto la stabilizzazione, per diversi profili, per complessivi 426 posti a tempo indeterminato (a seguito di rimodulazione del piano di reclutamento aziendale). I recenti ricorsi miravano a bloccare tutte le attività concorsuali dell’azienda e dunque anche quelle del reclutamento del personale sanitario ed imponevano un’azione di difesa forte. La decisione di affidare l’incarico ad un legale esterno è stata ponderata ed ampiamente motivata nel provvedimento di conferimento che, lungi dall’essere un atto di sfiducia nei confronti dei legali aziendali, è dettata dall’opportunità di lasciare l’azione legale indenne da qualunque possibile condizionamento, stante che i rapporti all’interno dell’organizzazione tra i lavoratori ex Lsu ed il restante personale della dotazione organica, si sono ormai consolidati, come del resto è legittimo e naturale".

"Si evidenzia che, comunque, anche con l’utilizzo di legali interni l’azienda avrebbe potuto sostenere dei costi, stante quanto previsto dal regolamento aziendale da tempo in vigore che definisce i compensi spettanti ai dirigenti avvocati, secondo gli esiti della difesa. La previsione che il servizio legale dell’azienda si potesse trovare in una condizione di incompatibilità e dunque di vulnerabilità, anche solo potenziale, è, già, prevista nel regolamento approvato con delibera n. 348 del 24 maggio 2018. In questa fattispecie si è ritenuto opportuno salvaguardare l’azione di difesa dell’azienda da eventuali potenziali interferenze, in considerazione anche dell’incidenza dell’esito della controversia che era rilevantissima (e cioè il blocco totale di tutte le assunzioni). L’azione legale è stata efficace e l’azienda ha salvaguardato gli effetti di tutte le delibere impugnate, non essendo state nessuna di esse sospese".

Quindi l'attacco al sindacato: "Questo è quanto accaduto, nonostante le dichiarazioni non veritiere pubblicizzate nel merito dalla controparte anche a mezzo del sindacato Fials. In merito alle altre contestazioni dello stesso sindacato, esse attendono a questioni organizzative, di carattere anche sperimentale, rispetto alle quali l’Azienda dovrà provvedere con urgenza e con interventi in cui occorre adottare soluzioni di lavoro di grande flessibilità: nessun incremento delle condizioni di precariato, ma solo soluzioni innovative assolutamente diverse rispetto il normale rapporto di lavoro in regime subordinato (soluzioni adottate, tra l’altro, da tutte le aziende sanitarie della Sicilia). La direzione generale dell’Asp di Palermo rivendica, in tal senso, un’autonomia gestionale di cui si assume tutte le responsabilità. Spiace rilevare che ancora una volta il clima di conflittualità alimentato dalla Fials sembra essere volto ad intimidire l’azione della direzione generale che pur si è fatta carico del problema ed ha proposto una soluzione per 426 lavoratori con l’impegno, che si ribadisce, di non lasciare nessuno degli ex Lsu in condizioni di difficoltà. I comportamenti che la direzione generale ha subito sino ad oggi, anche con grande senso di pazienza e di rispetto dei ruoli, inducono adesso ad assumere decisioni consequenziali anche a tutela dell’efficacia delle azioni poste in essere e della propria immagine".

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