Maestre in pensione, sezioni soppresse: effetto domino negli asili comunali

Alla Colozza, alla Buttitta e alla Garzilli le maestre che vanno in pensione non saranno rimpiazzate. I bambini saranno trasferiti nelle scuole dell'Infanzia statali, protestano i genitori: "Offrono minori servizi". Marano: "Mancano i fondi per nuove assunzioni"

Il plesso della Garzilli in via Isonzo

La possibilità di fare i concorsi ci sarebbe, ma il Comune fondi non ne ha. E così le maestre della scuola comunale dell'Infanzia che vanno in pensione non saranno rimpiazzate. Risultato? Sezioni che chiudono una dopo l'altra: due alla Colozza in via Imera, altrettante alla Buttitta in via Cimabue e una alla Garzilli di via Isonzo. Di queste cinque forse solo una sezione, alla Buttita, potrebbe rinviare di un anno la chiusura. Forse.

"Le 'finestre' per le assunzioni delle maestre, così come per gli agenti di pulizia municipale, ci sono - afferma Giovanna Marano, assessore comunale alla Scuola - mancano però le risorse economiche. Nel futuro speriamo di trovarle affinché non chiudano altre sezioni". A preoccupare è l'effetto domino, inevitabile senza nuove assunzioni. Finora l'amministrazione comunale ha contenuto i disservizi: "Tra una chiusura totale e la riconversione nella scuola statale - spiega l'assessore - abbiamo scelto il male minore". In sostanza, le sezioni soppresse verranno assorbite dalla scuola dell'Infazia statale. Che, a detta dei genitori, non offre gli stessi servizi. 

"Non ci sono le bambinaie e gli orari sono diversi" dice Gioacchino Castelli, rappresentante dei genitori alla Buttitta, secondo cui "i bambini saranno costretti a continuare il percorso scolastico in strutture che offrono minori servizi". In totale circa 120 bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni. Una vera e propria beffa perché le scuole comunali dell'Infanzia funzionano meglio rispetto a quelle dello Stato. L'amministrazione comunale però non ha disponibilità in bilancio per sostituire il personale educativo che va in pensione e scongiurare la chiusura delle sezioni.

"I bambini dovranno ricominciare daccapo - aggiunge Castelli - temiamo che per alcuni non sarà così semplice". Ad essere dispiaciuta è pure l'assessore Marano, che promette: "Faremo di tutto per minimizzare i disagi, ma al momento non abbiamo altra scelta". Nelle scorse settimane, la paventata chiusura al termine dell'anno scolastico delle cinque sezioni degli asili comunali ha aperto una "spaccatura" all'interno della maggioranza che sostitne l'amministrazione Orlando. Da un lato l'ex assessore alla Scuola Barbara Evola, ora consigliere comunale di Sinistra Comune; dall'altro la stessa Marano, che ne ha rilevato la delega. "Anziché investire sui servizi per l’infanzia, si sta pediligendouna logica ragionieristica", l'accusa della Evola. Seguita da replica della Marano: "La maggior parte dei comuni italiani vive condizioni anloghe alla nostra. Tutti gli interventi di razionalizzazione adottati per il prossimo anno si muovono per tutelare qualità e quantità dell'offerta educativa".

Sulla vicenda interviene adesso un altro consigliere comunale di maggioranza, Ottavio Zacco di Sicilia Futura: "Chiudere anche solo una sezione comunale è una sconfitta per tutta la città. Bisogna limitare i danni e, quanto meno, far concludere il ciclo scolastico a questi bambini. Ecco perché chiediamo che venga rinviata la chiusura di una delle sezioni della 'Buttitta', dove ci sono già 21 bambini riconfermati per il prossimo anno. Su temi così importanti, che riguardano in questo caso la scuola e l'educazione dei nostri figli, l'amministrazione comunale dovrebbe coinvolgere il Consiglio. Non possiamo essere informati a giochi quasi fatti".

"Colozza, Buttitta, Garzilli non possono chiudere - dice Toni Sala, consigliere comunale di Palermo 2022 -. Sono un presidio, offrono un servizio alla città impagabile. Le maestre che hanno raggiunto la meritata pensione devono essere rimpiazzate e bambini dovranno continuare a frequentare il loro asilo. In pensione non si va dall'oggi al domani, si può e si deve monitorare la copertura della pianta organica. Se la sostituzione è bloccata da aspetti puramente economici, allora è necessario l'intervento del Consiglio comunale, se si dovesse trattare di altri ostacoli burocratici, regolamentari o normativi è necessario individuare le opportune soluzioni anche in deroga".

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