"Spiuna!", poi calci e pugni: artigiano che denunciò il pizzo picchiato allo Sperone

E' il secondo episodio di violenza di cui è vittima in un anno. I suoi racconti sono serviti alla polizia per arrestare, nel 2017, 34 persone a Brancaccio per associazione mafiosa. "Lo Stato si è servito di me e ora mi ha abbandonato"

Sono arrivati a bordo di uno scooter e al grido “spiuni, spiuni” si sono lanciati su di lui per picchiarlo. Un po’ le ha prese e un po’ le ha date. Poi è andato a sporgere denuncia ai carabinieri e, due giorni dopo, si è trovato costretto a farsi visitare in ospedale. La vittima dell’aggressione avvenuta agli inizi di febbraio è un disoccupato dello Sperone. Da quando infatti ha denunciato i tentativi di estorsione e le minacce - dai proiettili lasciati nella buca lettere anche ai suoi genitori, ai messaggi inequivocabili lanciati da qualcuno della zona - Franco (nome di fantasia), 49 anni, ha perso il lavoro e quel po’ che aveva investito per aprire una piccola bottega di restauro di mobili. Anche grazie alle sue dichiarazioni i suoi aguzzini sono stati arrestati in un’operazione antimafia risalente a giugno 2017.

Quello di pochi giorni fa non è il primo episodio. Da allora la musica non sarebbe mai cambiata e oggi Franco torna a invocare disperato l’intervento dello Stato: “Sono un figlio dimenticato da questa città e dalla giustizia”. A gennaio del 2018 due ragazzi lo avevano raggiunto mentre si trovava per strada, non lontano da casa. Come denunciato alla Squadra Mobile gli hanno tagliato la strada, lo hanno minacciato e costretto a scappare per evitare conseguenze peggiori. Una volta arrivato in ospedale è crollato a terra per la tensione, prima di tornare a vivere il suo calvario, alla ricerca di un lavoro e di un po’ di serenità. “Quella volta - racconta a PalermoToday - mi hanno detto che sono un fango, uno spione. E che quelli come me devono morire ammazzati. Quanto posso durare così? Lo Stato si è servito di me e ora mi ha scaricato”.

Non passa giorno che Franco non pensi al suo passato e alla scelta fatta: collaborare per liberarsi dal giogo mafioso e favorire la giustizia. “Sono venuti a chiedermi il pizzo prima ancora che aprissi ufficialmente, più veloci del Comune e dell’Agenzia delle Entrate. ‘Chi ti ha detto di venire qui? Non si apre senza chiedere il permesso’. Dopo un anno e mezzo i tre che ho conosciuto sono stati arrestati, ma non sarà certo una condanna o il carcere a fermarli. Ho denunciato perché lo ritenevo giusto ma oggi non so se lo rifarei. Non più un’attività, ho perso i miei risparmi e sono stato costretto ad andare a vivere e lavorare fuori, ma una volta scaduto il contratto sono tornato a Palermo”.

Rispetto a un anno fa Franco, racconta, è riuscito a farsi riconoscere come persona offesa: “Non voglio né sussidi né carità, vorrei potere tornare a vivere tranquillamente. Non posso credere che mi vogliano buttare via come una scarpa vecchia. Mi sono rivolto anche alle associazioni antiracket ma non è servito a nulla. Che segnale lanciamo alla collettività se chi fa il proprio dovere finisce quasi per pentirsene? Chi denuncia non deve essere considerato un eroe ma va ascoltato, supportato e soprattutto tutelato. Non so se i due che mi hanno aggredito pochi giorni fa siano gli stessi dell'anno scorso. Sicuramente sono legati in qualche modo alle persone arrestate, che non dimenticano tanto facilmente qualcuno che si è rivolto alle forze dell'ordine”.

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Commenti (18)

  • Brutta storia.

  • Avatar anonimo di Klauss
    Klauss

    qualcuno di nostra conoscenza direbbe che la pena detentiva serve a poco...vanno educati e recuperati...io non sono d'accordo

  • non serve denunciare rischi solo di farti ammazzare la legge è con i delinquenti anzi scusate è la legge delinquente

  • Purtroppo da quel che si evince, come sempre chi denuncia viene sempre abbandonato. Mi chiedo come lo stato non riesca a garantire la serenità, la vita e l'avvenire di chi ha realmente fatto il proprio dovere di onesto cittadino. Tutte le volte mi chiedo la stessa cosa e tutte le volte non vi è una risposta concreta: Lo stato ti usa e dopo ti abbandona. Come si riuscirà allora a convincere la gente onesta a combattere contro chi delinque se lo stato non c'è? Tantissima solidarietà da parte mia...anche se purtroppo serve a ben poco.

  • Avatar anonimo di Gianni
    Gianni

    Il sindaco Leoluca Orlando ha recentemente dichiarato (Forum ANSA) che la mafia a Palermo non comanda, la cronaca, invece, purtroppo, ci racconta una realtà drammaticamente differente. Se fosse realmente il sindaco dei palerminitani onesti, Orlando dovrebbe sforzarsi di capire quali sono le norme che consentono ai criminali di uscire facilmente dalla detenzione e continuare a delinquere. E dovrebbe farsi promotore di iniziative per la loreo modifica, e invece .... E invece un giorno parla di Palermo capitale dell'accoglienza e l'altro di Palermo capitale dei diritti, dei diritti di chi? Dei bricconi o di chi fatica?

  • stato assente Franco...hai tutta la mia solidarietà anche se non te né fai nulla sei un uomo coraggioso bravo

  • Come si fa nel 2019 a sentire di notizie del genere? Siamo il paese dell'illegalità e del malaffare, altro che paese di storia e cultura. Si la cultura della delinquenza. L'Europa ha ragione a riderci in faccia

  • Tenete duro e denunciate piu siamo e meglio e'.

  • Zè un mondo che funziona al contrario....

  • Sono Solidale con il povero Sig. Lo Stato dov’è?

  • e poi dicono perché non vale la pena denunciare... Tanto serve a ben poco o forse ad incasinati la vita come in questo caso.

  • Saviano è più importante di questo povero cristo?

    • No, ma cosa c'entra? Vanno tutelati entrambi e tutte le persone che in modo coraggioso denunciano le mafie e tutte le connivenze con il mondo economico e politico.

  • Sempre così ti dicono di denunciare e poi sei solo!!!

  • Se lo stato ti abbandona, si va per la giustizia privata.

  • ancora nel 2019 esiste questa melma?capace di schernire una persona a qsto punto...che schifo..gente senza spina dorsale...allo stesso tempo mi rivolgo allo stato che inneggia nel denunciare..ma poi fa come ponzio pilato..e come se anche voi lo avete picchiato

  • Non solo chi denuncia va tutelato... Ma l arresto per mafia deve essere immediatamente commutato in ergastolo... ERGASTOLO... È inammissibile sentire condannati per mafia chi a 6 a 8-10 anni di carcere, è vergognoso se sei mafioso sei responsabile anche di tutti gli omicidi fatti s dalla mafia... anche se nn hai mai ucciso nessuno... mafioso uguale morte uguale ERGASTOLOOOO, altrimenti le morti dei vari Falcone borsellino impastato ecc sono state inutili... forse la verità è che qst mafiosi in realtà fanno comodo a qualcuno in giacca e camicetta bianca... VERGOGNA

  • lo stato deve dare una garanzia a chi denuncia il pizzo,e contribuisce a far arrestare ,queste zecche schifose.....chi denuncia va tutelato!!!

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