"Viaggi e gioielli coi soldi del gruppo", spese pazze all'Ars: condannato Fiorenza

E' il secondo capogruppo dell'Ars che per la Corte dei conti dovrà risarcire la Regione. Spese per 42 mila euro affrontate con le carte di credito del gruppo parlamentare per "le più svariate, e quanto mai generiche, 'iniziative promozionali sul territorio'"

Il parlamentare Cataldo Fiorenza, detto "Dino"

Spese private con le carte di credito del gruppo parlamentare all’Ars. La Corte dei conti ha condannato l’ex presidente del Gruppo Misto Cataldo Fiorenza, 52enne eletto nel Pd, a risarcire la Regione per un danno erariale da 42 mila euro. Carburante, vestiti, gioielli, ma anche viaggi, alberghi e resort di lusso. Queste sono solo alcune delle spese contestate dai giudici contabili al parlamentare, attualmente fra le fila del gruppo autonomista Partito dei siciliani-Mpa. Accuse ribattute punto per punto dai legali difensori di Fiorenza, i quali hanno sostenuto che si trattassero di spese sostenute nell'ambito della sua attività politica.

La sentenza è successiva a un’indagine del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza e relativo alla legislatura precedente, tra il 2010 e il 2012. Secondo l’accusa avrebbe utilizzato denaro pubblico per scopi privati. Con le tre carte di credito ha acquistato 7 mila euro di carburante, 7 mila euro di vestiti, mille euro di gioielli, 2 mila euro di prodotti alimentari nei supermercati, 4 mila euro di libri, assicurazioni e servizi in centri estetici e 1.200 euro di oggetti d'arredamento. A ciò si aggiungono quasi 8 mila euro spesi tra viaggi e alberghi.

"Va, ancora una volta, rammentato - si legge nella sentenza - che la gestione delle pubbliche risorse richiede il rigoroso rispetto del vincolo ad esse impresso e che, a tal fine, occorre dare puntuale giustificazione del modo in cui tali risorse sono state impiegate. Il capogruppo, pertanto, non può sottrarsi a tale responsabilità pretendendo di finanziare con fondi pubblici destinati al gruppo parlamentare le più svariate, e quanto mai generiche, 'iniziative promozionali sul territorio' o non meglio precisati 'eventi' (per come testualmente riportato nelle ricevute rilasciate all'onorevole Fiorenza) senza documentarne le ragioni e le finalità".

"L'analisi condotta sulle diverse tipologie degli esborsi sostenuti - scrivono ancora il presidente della Sezione Giurisdizionale alla Corte dei conti per la Sicilia Luciana Savagnone, il relatore Giuseppe Cernigliaro e il giudice Adriana Parlato - ha dimostrato l'esistenza della colpa grave del convenuto che ha utilizzato le risorse pubbliche con estrema spregiudicatezza, in molti casi per palesi scopi personali". E’ il secondo capogruppo all’Ars condannato: all’inizio di febbraio la Corte dei conti ha condannato Francesco Musotto a restituire 600 mila euro alla Regione.

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