Caso Tutino, altri tre dirigenti indagati: saltano fuori documenti falsi

L'accusa per falso sarebbe relativa all'autocertificazione presentata dal primario per partecipare al concorso bandito da Villa Sofia. "In realtà aveva una condanna per omicidio colposo relativa a un incidente", spiegano gli investigatori

Il momento dell'arresto di Matteo Tutino - foto Maurizio Zoppi

Crocetta spezza una lancia in favore del suo medico, il primario di Villa Sofia arrestato oggi per truffa e peculato. Ma saltano fuori altri elementi che appesantirebbero le indagini, come un'autocertificazione falsa presentata da Tutino per partecipare al concorso bandito dall'ospedale. "Non era incensurato - spiegano gli investigatori a PalermoToday - ma aveva ricevuto una condanna per omicidio colposo". "Mi dispiace per lui, l'ho conosciuto come un uomo buono, religioso, ma i suoi problemi con la giustizia - ha detto il presidente della Regione Siciliana Crocetta - non tocca a me giudicarli. Ci sono dei magistrati che indagano. So che da oggi non ho il medico curante e mi dispiace".

Secondo la Procura sarebbero una ventina gli interventi estetici incriminati poiché non compresi tra quelli le cui spese vanno a carico del Sistema sanitario nazionale. Tutino si sarebbe fatto pagare dai pazienti per eseguire certe operazioni e successivamente avrebbe fatto richiesta di rimborso facendole passare per interventi di altra natura. Gli interventi di rinoplastica - spiegano gli investigatori - venivano spacciati come interventi di ipertrofia ai turbinati nasali, mentre gli interventi di mastoplastica additiva per interventi relativi a problemi di ipertrofia del seno. La Procura ha chiesto la misura interdittiva a carico di altri tre dirigenti sanitari, che potrebbero essere coinvolti nello scandalo che si è abbattuto su Villa Sofia.

Si tratta di Damiano Mazzarese, dirigente del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione dell'Azienda Ospedaliera, l'ex commissario dell'azienda sanitaria Giacomo Sampieri e il direttore sanitario Maria Concetta Martorana. Secondo il procuratore aggiunto della procura palermitana Leonardo Agueci, "più si va avanti con le indagini e più si scoprono illeciti e malversazioni che finiscono per danneggiare il sistema sanitario nel suo complesso e i cittadini". Se da una parte il presidente della Regione ha dichiarato di non volere giudicare l’accaduto, dall’altra questo compito toccherà ai magistrati, che nel fascicolo di Tutino hanno inserito anche l’accusa per falso.

Presentando l’autocertificazione per il concorso di primario all’ospedale di Villa Sofia, Tutino aveva dichiarato di essere incensurato mentre “in realtà - sostengono gli investigatori che indagano sul medico - aveva avuto una condanna per omicidio colposo relativa a un incidente stradale avvenuto anni fa. Ha presentato - concludono - anche titoli non reali. Ecco perché stiamo indagando anche per falso”.

Sul caso si sono espressi anche i deputati all'Ars del Movimento 5 Stelle: "Crocetta e Borsellino vengano a riferire in aula sull'accaduto. Avevamo presentato un'interrogazione nell'ottobre 2013. Perché le risposte devono arrivare sempre dalla magistratura anziché dalle istituzioni? Gli affari loschi che vengono alla ribalta delle cronache rappresentano sempre la punta dell'iceberg. E' ovvio - concludono i deputati pentastellai - che nessun giudizio può esser definitivo prima che la giustizia abbia fatto completamente il suo corso".

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