Autista del 118 offre lavoro in cambio di soldi, poliziotti si appostano al bar e lo arrestano

E' successo a Bagheria. A dare l'input agli investigatori è stata la presunta vittima di una tentata truffa che sospettando qualcosa si è rivolta alle forze dell'ordine, fissando un appuntamento-trappola. L'indagato in passato si era già difeso da accuse analoghe durante un talk show di Barbara D'Urso

Dario Migliorisi nel salotto di Barbara D'Urso

Fermato in un bar di Bagheria dove la vittima di una presunta truffa avrebbe dovuto consegnargli una busta di denaro in cambio di un posto di lavoro. I poliziotti della squadra Investigativa del commissariato Brancaccio hanno arrestato un 47enne, Dario Migliorisi, autista di ambulanze della Seus 118 che in passato era già finito nel salotto televisivo di Barbara D’Urso su Canale 5 per difendersi da altre precedenti accuse di truffa mosse nei suoi confronti. Attesi il giudizio per direttissima e la convalida dell'arresto.

A dare l’input agli investigatori della polizia è stato un disoccupato che ha denunciato quello che riteneva un tentativo di truffa. Secondo una prima ricostruzione l'autista del 118 gli avrebbe promesso un lavoro in un ospedale della provincia che aveva bandito un concorso. Per farlo Migliorisi avrebbe detto di essere un medico dell'ospedale Giglio di Cefalù chiedendo una somma per forzare le procedure, pagare una fidejussione da 1.300 euro e assicurargli il posto.

La vittima della presunta truffa, sentendo puzza di bruciato, avrebbe deciso di rivolgersi alla polizia per fissare un appuntamento in un bar non lontano dalla svincolo autostradale di Bagheria. All'incontro però, a debita distanza, c'erano anche alcuni poliziotti in abiti civili. Notato il passaggio di una busta contenente denaro, documenti e codice Iban, gli agenti sono entrati in azione e hanno bloccato il 47enne, recuperando così i soldi e procedendo all’arresto.

L’autista di ambulanze in passato era stato già denunciato da altre presunte vittime di truffa, ma si sarebbe sempre difeso sostenendo che fosse tutto falso: qualcuno voleva diffamarlo. Come in occasione del confronto televisivo risalente alla fine del 2018: da una parte c’erano una ex compagna e un ex amico del dipendente Seus che sostenevano di essere stati truffati, dall’altra il 47enne che invece li accusava di aver ordito un piano per rovinarlo.

"Messo dinanzi al fatto ormai compiuto - spiegano dalla Questura - ha ammesso di avere architettato la truffa ed è stato tratto in arresto per il reato di tentata truffa aggravata. Dovrà rispondere anche del reato di ricettazione in seguito al ritrovamento nella sua disponibilità di una serie di carte di credito e tessere sanitarie intestate a terze persone, presumibilmente usate o da usare nel corso di altri episodi di truffa". Dalla Seus fanno sapere che "sarà subito attivato l’iter che porterà ai provvedimenti previsti dalla normativa per casi del genere".

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