Lite tra vicini rischia di finire nel sangue, fermato un 77enne per tentato omicidio

Ci sarebbe un debito da 12 euro dietro i colpi di pistola esplosi in via Re Federico. Dopo un'accesa discussione il pensionato avrebbe impugnato una vecchia arma appartenuta al padre inseguendo una vicina e suo figlio. Indagano i carabinieri

I rilievi della Scientifica lungo la tromba delle scale

Una lite tra vicini per un debito di poche decine di euro che rischiava di trasformarsi un bagno di sangue. E' stato fermato l’uomo che avrebbe premuto il grilletto in via Re Federico inseguendo il suo "bersaglio mobile" lungo le scale. Si tratta di un 77enne originario di Belmonte Mezzagno e residente alla Zisa, D.S., che dopo una tappa all'ospedale Civico è stato portato al carcere Pagliarelli con l’accusa di duplice tentato omicidio e detenzione abusiva di armi. Nel mirino erano finiti altri due inquilini dello stesso palazzo, una donna che si occupa della pulizia degli spazi comuni di quel palazzo e suo figlio di 28 anni.

I vicini, ancora sconvolti per l’accaduto, raccontano di aver percepito che qualcosa sarebbe successa di lì a poco. "Dopo le urla abbiamo subito capito che stavano litigando. Poi abbiamo sentito esplodere i colpi, almeno due botti. Ci siamo spaventati molto. Poco dopo sono arrivati i carabinieri. Non lo conosciamo granché. 'Buongiorno e buona sera' e poco più", racconta una donna a PalermoToday mentre attende il via libera dai militari per tornare a casa senza intralciare il lavoro della Scientifica.

Spari dopo la lite: la Scientifica in via Re Federico | VIDEO 

I carabinieri arrivati sul posto hanno trovato il 77enne a casa, scosso e con il volto tumefatto. Dopo aver allertato il 118 per il trasporto in ospedale, i militari hanno ascoltato la sua versione dei fatti. L’obiettivo dei colpi di pistola, esplosi con una vecchia arma appartenente all’ormai defunto padre dell’uomo, erano i vicini che abitano al piano superiore. L'anziano e la donna si sarebbero incrociati sul pianerottolo e avrebbero iniziato a discutere animatamente a causa di un presunto debito (che ammonterebbe a 12 euro), che D.S. aveva contratto con la lavascale per il servizio reso. Lite alla quale poi avrebbe preso parte anche il figlio 28enne della donna.

I tre si sono insultati a vicenda e in pochi istanti la situazione sarebbe degenerata. A quel punto l’anziano sarebbe rientrato in casa, avrebbe impugnato l’arma e avrebbe inseguito i contendenti lungo le scale, esplodendo forse un primo colpo in aria. "A seguito della deflagrazione del secondo proiettile - spiegano dal Comando provinciale dei carabinieri - il tamburo della pistola si è frantumato, ferendo il pensionato al volto. Subito dopo il 77enne ha cercato di liberarsi dell’arma gettandola in una pertinenza comune del palazzo". Gli uomini della Scientifica hanno eseguito i rilievi dal pianerottolo fino all’androne per trovare riscontri sulla dinamica dei fatti. A indagare sull’episodio i carabinieri del Nucleo Radiomobile.

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