Due arresti per la rissa di Ballarò, si pensa a un presidio fisso delle forze dell'ordine

Si tratta di due gambiani di 43 e 22 anni. I soggetti coinvolti nello scontro avvenuto in piazza del Carmine sono però di più. Nove in tutto i feriti, tra i quali un bambini colpito accidentalmente alla testa e sei carabinieri

(foto archivio)

Due arresti per la folle notte di Ballarò. I carabinieri hanno fermato due gambiani di 43 e 22 anni, M.Y. e B.J., con le accuse di rissa e lesioni a pubblico ufficiale dopo l’episodio di violenza registrato ieri sera in piazza del Carmine. Secondo un primo bilancio sono nove i feriti, tra i quali anche un bambino e sei carabinieri dimessi dall’ospedale con prognosi fino a 21 giorni.

I militari sono intervenuti ieri dopo le 20: "Era in atto - spiegano dal Comando provinciale - una violenta rissa, scaturita da motivi oggetto di approfondimento investigativo, fra due gruppi di circa 30 persone. Si trattava di un gruppo di italiani residenti a Ballarò contrapposto a uno di cittadini africani, soprattutto di nazionalità gambiana, che si fronteggiavano armati di coltelli, bastoni e cocci di bottiglia".

Per riportare tutti alla calma è stato necessario un intervento massiccio di carabinieri del Nucleo radiomobile, volanti di polizia e pattuglie della guardia di finanza. In un primo momento l’intervento delle forze dell’ordine aveva scatenato un lancio di oggetti e le prime aggressioni ma una volta dispersi i due gruppi, sono stati fermati e portati in carcere, in attesa dell’udienza di convalida, i due cittadini gambiani.

La compagnia dei  carabinieri di Piazza Verdi, incaricata delle indagini, sta procedendo all’identificazione degli altri partecipanti alla rissa grazie ad alcune riprese video. "La questione - si legge ancora nella nota - sarà posta all’attenzione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica allo scopo di prevedere un presidio delle forze di polizia a Ballarò, in modo da scoraggiare ulteriori violenze e possibili rivendicazioni tra i diversi gruppi che popolano il quartiere multietnico del centro città".

Sinistra Comune contro la Lega: "Fatti strumentalizzati"

Lega: "Situazione complessa, qui solo interventi spot"

Un episodio che "suona assolutamente intollerabile - dichiarano i consiglieri comunali della Lega - per una città che si dichiara civile come Palermo. A prescindere dai motivi che hanno scatenato la rissa non possiamo vedere ridotta la nostra città ad un far west, a colpi di coltelli, bottiglie e pietre. La verità è che la situazione a Ballarò è complessa, mentre l'amministrazione comunale a parte qualche intervento spot e qualche taglio di nastro non ha fatto assolutamente nulla in questo quartiere, se non sventolare una fantomatica integrazione che, come dimostrato dai fatti, è solo nella mente fantasiosa di qualcuno. La realtà è che il quartiere, che ospita famiglie povere e disagiate palermitane e realtà altrettanto gravi di disagio di immigrati, rischia di diventare una bomba sociale nel cuore della città. Siamo sicuri che oggi il sindaco farà le sue dichiarazioni rituali, che ormai conosciamo a memoria, sul fatto che Ballarò e che tutta Palermo sono esempio di integrazione e di accoglienza. Finito il suo momento mediatico speriamo che il primo cittadino cominci anche a prendere coscienza della situazione reale e grave del quartiere".

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Don Enzo Volpe: "Analisi approssimative, violenza sporadica"

"Abbiamo letto delle analisi approssimative e poco reali di quanto è avvenuto e continua ad avvenire a Ballarò in questi anni. Le associazioni che lavorano nel territorio - dice don Enzo Volpe, del centro Santa Chiara - contestano una certa ricostruzione. Non può passare solo una voce che mortifica il lavoro di tanti parroci e tanti volontari. In questi mesi nonostante il lockdown siamo stati vicini a tantissime famiglie che con alcune associazioni abbiamo assistito. Anche se il centro è chiuso per rispettare le ordinanze nazionali e regionali abbiamo cercato di assistere tante famiglie bisognose. Dire che a Ballarò non c’è integrazione è falso. Queste manifestazioni - aggiunge il sacerdote - di violenza sono sporadiche. Certo sarebbe opportuna una presenza costante delle forze dell’ordine. Serve più prevenzione e non repressione. Serve un costante controllo e che non sia sporadico e solo dopo che si verificano queste manifestazioni di violenza".

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