Le botte dentro al pub, l'inseguimento in Favorita: 3 arresti per la tentata rapina al Maracanà

La polizia è riuscita a catturare una banda di giovani incensurati dello Zen. Trovati nella loro auto le calze utilizzate per coprire il volto e un bossolo. Recuperata una pistola a salve in via Montepellegrino, compatibile con un caricatore trovato davanti al locale

Il pub Maracanà

Bloccati dopo un breve inseguimento in Favorita per la tentata rapina al pub Maracanà. La polizia ha arrestato tre giovani incensurati residenti allo Zen dopo il colpo sventato dalla reazione di titolare e dipendenti del locale di via Imperatore Federico. Si tratta del 21enne D.L. e dei diciannovenni J.C. e G.R., ora accusati del reato di tentata rapina aggravata e rinchiusi al carcere Pagliarelli in attesa di nuove disposizioni da parte dell’autorità giudiziaria.

La banda di giovani rapinatori è entrata in azione all’orario di chiusura del pub, nella notte tra mercoledì e giovedì, intorno alle 3.30. Secondo quanto ricostruito dalla polizia i tre giovani travisati, tra i quali uno armato di pistola, erano entrati dirigendosi verso il registratore di cassa. “La pronta reazione dei dipendenti del locale - spiegano dalla Questura - aveva però fatto desistere i tre che, dopo un breve colluttazione, si erano dati alla fuga in direzione via Montepellegrino, per poi dirigersi verso la Favorita”. Nella bolgia però uno dei dipendenti era stato colpito alla testa con il calcio della pistola.

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Dopo la nota diramata dalla centrale operativa, con tanto di descrizione fisica dei malviventi e targa parziale del mezzo utilizzato per la fuga, sono partite le ricerche delle volanti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico che hanno intercettato l’auto dei fuggitivi nel parco della Favorita. “Ne è scaturito un breve inseguimento - aggiungono dalla polizia - nel corso del quale i tre sono stati costretti alla resa in viale Diana”.

All’interno dell’auto gli agenti hanno trovato sotto un sedile alcune calze utilizzate come passamontagna, un bossolo calibro 6,35 e un giubbotto simile a quello descritto prima dai dipendenti del Maracanà, davanti al quale è stato recuperato un caricatore privo di cartucce. In via Montepellegrino invece è stata rinvenuta una pistola a salve priva di tappo rosso che per gli investigatori sarebbe quella utilizzata poco prima dalla banda di giovani rapinatori. Dagli accertamenti è emerso che arma e caricatore fossero compatibili.

“Gli ulteriori riscontri - concludono dalla Questura - effettuati dagli agenti sul luogo del delitto attraverso la visione dei sistemi di videosorveglianza dell’esercizio, corroborati dalla descrizione delle caratteristiche e dell’abbigliamento dei rapinatori da parte di vittime e testimoni, hanno inchiodato definitivamente i tre giovani che, pertanto, sono stati tratti in arresto per il delitto di tentata rapina aggravata in concorso e condotti presso la casa circondariale Lorusso-Pagliarelli”.

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