Rubano gasolio da un pullman, poi la fuga su una "bomba a 4 ruote": due arresti

In manette due giovani di 25 e 30 anni che avevano svuotato il serbatoio di un mezzo parcheggiato vicino alla scuola Pertini. All'arrivo delle volanti sono scappati a tutta velocità verso lo Sperone non curanti di semafori rossi e auto e soprattutto del carico "esplosivo"

Prima hanno rubato oltre centro litri di gasolio da un pullman e poi, sentendo le sirene, si sono dati alla fuga sfrecciando a bordo di quella che di fatto era stata diventata una "bomba a quattro ruote". La polizia ha arrestato allo Sperone due uomini di 25 e 30 anni, R.M. e G.M. con l’accusa di furto aggravato in concorso e resistenza a pubblico ufficiale. Per i due, al termine dell’udienza di convalida, è stata disposta la detenzione agli arresti domiciliari.

L’episodio del furto risale alla sera dello scorso 10 settembre. I due ladri si sono piazzati con la loro Fiat Punto di fianco a un pullman parcheggiato vicino alla scuola Sandro Pertini. Dopo aver forzato lo sportellino del serbatoio hanno attivato una pompa aspirante nascosta dentro l’auto per estrarre il gasolio e travasarlo in una decina di bidoni in plastica riposti sul sedile posteriore e nel portabagli. Una scena che, nonostante il buio, non sfuggita a qualche passante che ha subito lanciato l’allarme al 113.

Sul posto sono arrivate due volanti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico che si sono lanciate immediatamente in uno spericolato inseguimento. Una folle corsa durata circa 2 chilometri e che si è conclusa allo Sperone, dove la Fiat Punto è arrivata zigzagando tra le auto e sfrecciando sotto i semafori rossi. Abbandonata l’auto in via Antonio Pigafetta i ladri sono scappati a piedi, ma dopo qualche centinaio di metri sono stati catturati.

Una volta arrestati R.M. e G.M. sono stati portati in Questura in attesa del giudizio per direttissima che si è celebrato la mattina successiva. Nel corso degli ulteriori accertamenti è stato constatato che il giovane che si trovava al volante non aveva la patente, mentre il mezzo è stato posto sotto sequestro. L’autorità giudiziaria, in attesa del processo, ha sottoposto entrambi agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

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