Compagni di mazzate, la lista delle gioiellerie saccheggiate: "Vi rompo il piede di porco in testa"

Cinque negozi di oggetti preziosi, due di telefonia, una profumeria e due agenzie di scommesse. Questa la lista delle attività colpite da un gruppo di giovani. Sono accusati anche di un furto alla Slot and games della Noce

L'ingresso della gioielleria Cordaro dopo i rilievi della Scientifica

Cinque gioiellerie, due negozi di telefonia, una profumeria e due agenzie di scommesse. Questa lista dei furti messi a segno “banda delle mazzate” in appena quattro mesi, da febbraio a maggio, e ricostruiti dagli agenti della Squadra Mobile. Nove gli arresti in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della Procura: in carcere Angelo D’Anna (26 anni, considerato il capo del gruppo criminale), Calogero Alaimo (34), ai domiciliari Domenico Safina (20), Girolamo Filippone (18), obbligo di dimora per Antonio Lopes (18) e Daniele Garofalo (19). Tre invece i minori coinvolti e portati al carcere Malaspina su richiesta della Procura per i minori.

L'uscita degli arrestati dalla Squadra Mobile

La lista dei negozi saccheggiati

Il primo furto con la “tecnica della spaccata” è stato quello ai danni nel punto vendita della gioielleria Cordaro di via Serradifalco. Un colpo da 8 mila euro che ha dato il via alle indagini degli agenti della sezione Antirapina e dei Falchi. Appena un mese dopo è toccata alla rivendita di oggetti preziosi Palumbo, di via Leopardi. Il giorno successivo all’irruzione notturna era stato già arrestato un 74enne per il reato di ricettazione e denunciato un 28enne sospettato di essere l’autore del furto. Risale ai primi di aprile il furto alla gioielleria La Perla di via Ausonia, ma anche in quel caso un 27enne era stato arrestato dopo essersi rifugiato in un b&b vicino piazzale Ungheria prenotato dalla fidanzata del ladro.

L’elenco prosegue con il furto alla gioielleria Mignosi di via Terrasanta, andato in fumo a causa del sistema di allarme che ha messo in fuga i componenti della banda. Poi la gioielleria Amato di via Cuba, dove i giovani sono entrati - alle 5 del mattino - forzando una grata posta a protezione di una finestra. Nel mezzo anche il furto notturno al negozio di telefonia Tim di via Marchese di Roccaforte, il 17 maggio, dopo il quale i carabinieri sono riusciti ad arrestare tre giovani (fra i quali un minorenne) e recuperare merce per 25 mila euro e il furto alla Boutique della radio di via Roma che avrebbe fruttato loro un bottino composto da 84 smartphone.

I ragazzini terribili e gli assalti notturni | VIDEO

La lista si conclude con il tentato furto alla profumeria Naima di via Ausonia (saltato a causa dell’allarme), quello all’Intralot di corso Calatafimi (anche questo andato in fumo per via del sistema di sicurezza automatico) e la rapina all’agenzia Slot and games di piazza Noce. Al termine di quest’ultimo furto, che ha portato nelle casse della banda 2.500 euro, uno dei banditi - come ricostruito da inquirenti e investigatori - sarebbe uscito urlando al personale addetto alle pulizie: "Non chiamate nessuno. Io le facce vostre non le dimentico, vi rompo il piede di porco sulle vostre teste".

I sopralluoghi, i walkie talkie e il "fabbro" | VIDEO

Il modus operandi

Come accertato dalla Squadra Mobile ogni furto veniva pianificato nei dettagli, venivano effettuati dei sopralluoghi giorni prima - spesso con il coinvolgimento dei minori poi arrestati - e si attendeva la notte giusta per entrare in azione. Per i colpi i componenti della banda, come si legge nell’ordinanza del gip, utilizzavano auto o scooter rubati, nascondevano i loro volti con caschi o passamontagna e si coordinavano sfruttando la funzione “teleconferenza” dei loro smartphone per comunicare qualsiasi dettaglio utile per portare a termine il piano, come l’eventuale passaggio di volanti, l’arrivo di qualche passante che avrebbe potuto lanciare l’allarme alla polizia. Il resto del lavoro lo facevano azionando un flex, impugnando delle pesanti mazze di ferro e prendendo a spallate le vetrine.

Nonostante gli accorgimenti adottati dai malviventi gli investigatori - tra intercettazioni ambientali e telefoniche, appostamenti e altre attività tecniche - sono riusciti a chiudere il cerchio. Sono in corso ulteriori indagini per chiarire se i nove arrestati di oggi si siano resi responsabili di altri furti con la stessa tecnica e per i quali non sono ancora stati individuati gli autori, come il tentato furto alla gioielleria Cipolla di vicolo della Guardiola, il furto nel corner della gioielleria Cordaro interna a La Rinascente, quello al pub Laguna Blu di via Squarcialupo o alla profumeria Cocoon di viale Strasburgo.

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