Corruzione, il Tribunale concede i domiciliari agli Arata (padre e figlio)

Erano stati arrestati lo scorso 13 giugno. Tra le accuse anche riciclaggio e intestazione fittizia di beni

Francesco Paolo Arata

Lasciano il carcere e vanno agli arresti domiciliari Francesco Paolo Arata e il figlio Paolo Arata. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Palermo. Gli Arata erano stati arrestati lo scorso 13 giugno con l'accusa di corruzione, riciclaggio e intestazione fittizia di beni.

Intanto il caso Arata continua a essere al centro delle audizioni in commissione regionale Antimafia. Dopo il presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè e gli assessori Pierobon (Energia) e Turano (Attività produttive), ieri è stata la volta del responsabile Territorio e Ambiente Toto Cordaro. Mercoledì l'assessore ha accettato le dimissioni del suo capo di gabinetto Vincenzo Palizzolo, coinvolto nell'inchiesta della procura di Palermo e destinatario di un avviso di garanzia.

Anche Saverio Romano ha commentato le intercettazioni che lo riguardano. "Non ho mai conosciuto Fonte (presidente commissione Via ndr), non ho mai chiesto a Palizzolo (capo di gabinetto dell'assessorato Territorio ndr) o a Parlavecchio (dirigente del dipartimento Ambiente ndr) di introdurre Arata presso lo stesso Fonte. Tra l'altro, come si evince dalle intercettazioni, Arata conosceva già tutti molto prima che io fossi oggetto della sua visita e delle sue lamentele".

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