Arrestato il palermitano Mazzola, ex direttore del Cnr di Torretta Granitola

Operazione messa a segno dalla guardia di finanza di Napoli: il 65enne è finito ai domiciliari insieme ad altre cinque persone. I reati contestati sono peculato, falso ideologico e materiale, nonché emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre due milioni di euro

Salvatore Mazzola, palermitano, ex direttore del Cnr di Torretta Granitola è stato arrestato questa mattina dalla guardia di finanza di Napoli. E' finito ai domiciliari insieme all’ex direttore generale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Massimiliano Di Bitetto. Insieme a loro sono stati arrestati anche Ennio Marsella, funzionario dell’ente di ricerca, l’editore Paolo D’Anselmi, il consulente Simone Morgante e un commercialista di Guidonia. I reati contestati sono peculato, falso ideologico e materiale, nonché emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre due milioni di euro. Sono state individuate false consulenze per un importo complessivo di circa 2,2 milioni di euro.

Mazzola, nato a Palermo 65 anni fa, è stato responsabile di sede del Cnr-Iamc di Torretta Granitola, a Campobello di Mazara, e ha guidato l’Istituto fino al 2014-2015.

La guardia di finanza di Napoli ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale partenopeo, su richiesta della Procura della Repubblica partenopea. Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, sono scaturite da una denuncia presentata dalla direzione generale del Cnr "su segnalazione di un’integerrima funzionaria dell’allora Istituto per l’Ambiente Marino Costiero (I.A.M.C.) di Napoli, adesso denominato Istituto delle Scienze Marine, in relazione ad alcune anomalie gestionali riscontrate presso il medesimo Ente e riguardanti delle fittizie spese per consulenze assegnate a società, in massima parte con sede legale e operativa a Roma, nonché a Milano", spiegano dalla guardia di finanza.

"Gli indagati avrebbero organizzato false gare allo scopo di simulare l’affidamento diretto di consulenze fittizie a società compiacenti, predisponendo tutta la documentazione amministrativa prevista per la stesura dei contratti, compresi i preventivi di spesa", aggiungono dalla Finanza. Per le false consulenze e relative gare sono state utilizzate, a rotazione, oltre 20 società, intestate appunto a prestanome e in molti casi prive di strutture organizzative e di personale, create al solo scopo di beneficiare dei contratti relativi alle consulenze mai realizzate, affidate sia dall’Iamc di Napoli che da altre strutture dello stesso Cnr.

Al termine delle indagini sono state individuate false consulenze per un importo complessivo di 2.226.370,50 euro, nonché individuate fatture per operazioni inesistenti per un imponibile di 1.846.085,39 euro e Iva per 380.285 euro. Da qui il gip disposto il sequestro preventivo per equivalente del profitto dei reati contestati per oltre 2,3 milioni nei confronti degli indagati e delle società da questi gestite per la consumazione degli illeciti.

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