"Negro di m...", dall'arbitro insulti razzisti a calciatore della Parmonval: scatta la denuncia

Kabila Colley, 19enne gambiano che milita nella squadra palermitana, sarebbe stato preso di mira per due volte dal direttore di gara Cristian De Caro in occasione della finale Juniores regionale con il Camaro. L'avvocato Castronovo: "Fatto grave, sporgeremo querela"

La formazione juniores della Parmonval

"Sporco negro, negro di m...". Per ben due volte Cristian De Caro - 22enne arbitro di Licata - avrebbe insultato così Kabila Colley, 19enne gambiano che milita nella Juniores della Parmonval. Un episodio di razzismo, denunciato dalla squadra di Mondello, che presto finirà in Tribunale. Lo scrive su Facebook Giovanni Castronovo, dirigente e legale della Parmonval, che annuncia: "Sporgeremo denuncia per diffamazione aggravata dall'odio razziale alla Procura di Agrigento".

I fatti sono accaduti al "Saraceno" di Ravanusa, durante la finale Juniores regionale con i messinesi del Camaro. Il giocatore e l'arbitro avrebbero avuto dei contrasti per motivi di gioco. "E' un episodio inaccettabile, una cosa che mai si dovrebbe verificare e che dà un messaggio molto negativo ai giovani tifosi" aggiunge Castronovo, che in un lungo post non nasconde la sua amarezza: "Chi fa calcio sa bene che può anche accadere che l’arbitro abbia una giornata storta. Ciò che qui si intende segnalare è il grave, riprovevole e reiterato comportamento razzista assunto dal sigor De Caro nei confronti del nostro calciatore Kabila Colley".

"L'inadeguatezza arbitrale ed i marchiani errori possono farci adirare - conclude Castronovo - ma da uomini di sport li accettiamo perché fanno parte (purtroppo) delle regole del gioco. Le offese di natura razziale assolutamente no. La nostra società, in un programma di integrazione e socializzazione, ha tesserato quest’anno ben 5 calciatori di colore, affinché costoro possano inserirsi a pieno nella realtà palermitanaocializzare con i propri coetanei. In qualità di legale del ragazzo e della società Parmonval depositerò presso la Procura della Repubblica di Agrigento una denuncia-querela nei confronti, affinché chi di competenza possa prendere i dovuti provvedimenti".

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