Caso Montante, Schifani non risponde al gip: "Atti vadano a Palermo"

Il senatore palermitano è tra gli indagati dell'inchiesta che ha portato all'arresto dell'ex presidente di Sicindustria Antonello Montante e deve rispondere di rivelazione di segreto d'ufficio

Renato Schifani

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti ai pm di Caltanissetta l'ex presidente del Senato, il palermitano Renato Schifani, l'ex capo dell'Aisi Arturo Esposito e il docente dell'Università di Palermo Angelo Cuva, indagati nell'ambito dell'inchiesta sull'ex presidente di Sicindustria Antonello Montante. Quest'ultimo è finito in manette con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. Secondo la Procura nissena, Montante aveva una rete di contatti tra politici ed esponenti di forze dell'ordine capace di fornirgli informazioni sulle indagini a suo carico. Non solo. Per l'accusa aveva anche elargito favori e denaro per poi chiedere una contropartita.

Schifani è accusato di rivelazione di segreto. Avrebbe "riversato le notizie complessivamente apprese dal generale Esposito sulle indagini in corso nel procedimento instaurato a carico di Montante, a Cuva", affinchè le comunicasse a uno degli arrestati, il colonnello dei carabinieri Giuseppe D'Agata, ex capo centro della Dia. I legali del senatore hanno depositato una richiesta di trasferimento degli atti alla Procura di Palermo. "Oltre ad avere depositato la richiesta di trasferimento degli atti che mi riguardano alla procura di Palermo - ha detto Schifani - ho ribadito comunque a verbale la mia totale estraneità ai fatti che mi vengono contestati". 

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