Strage di Capaci, Maria Falcone: "Ansia ed emozione per venticinquesimo anniversario"

La sorella del giudice è intervenuta alla presentazione del libro "Il bambino Giovanni Falcone. Un ricordo d'infanzia". L'autore: "Volevo che anche tutti i nati dopo il 23 maggio 1992 conoscessero il giudice Falcone, e per farlo occorreva che il punto di vista fosse diverso"

Maria Falcone

 "Il 23 maggio è una giornata di grandi emozioni. Una marea di giovani provenienti da tutta Italia mi tiene la memoria sempre viva e sempre dolorosa. Questo è un anniversario particolare della strage di Capaci, è il 25esimo, e mi preparo a vivere questo momento con grande ansia e con grande emozione". A dirlo è Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso dalla mafia assieme alla moglie Francesca Morvillo e agli uomini della scorta nella strage di Capaci del 23 maggio 1992.

"Certe emozioni le rivivo quasi quotidianamente andando in giro in tutte le scuole d'Italia", racconta all'Italpress a margine della presentazione del libro di Angelo Di Liberto "Il bambino Giovanni Falcone. Un ricordo d'infanzia", edito da Mondadori, alla Feltrinelli di via Cavour, a Palermo. Un libro che, secondo Maria Falcone, "mette in evidenza il valore di Giovanni come difensore dei deboli. Racconto un aneddoto: con papà un giorno andammo a vedere Zorro al cinema, Giovanni si innamorò di questo personaggio e si fece acquistare il costume. Aveva una spadina, la maschera e il mantello. In quel periodo stavamo nella casa della nonna, che aveva un salone con le pareti di stoffa: su quelle pareti Giovanni disegno', con la sua spada, il segno di Zorro. Successe un finimondo. Quella sera chiese a papà il bacio della buonanotte, ma papà glielo rifiutò: gli spiegò che doveva imparare a rispettare gli altri e le cose degli altri. Giovanni diceva sempre che questa lezione se l'era portata per tutta la vita, perchè il rispetto dell'altro è fondamentale. Bisogna riconoscere il 'tu', non c'è solo l''io'".

"Il bambino Giovanni Falcone" racconta la storia di Giovanni, che ha sette anni e una passione per i Tre moschettieri. Per questo ha costruito una spada di legno, con cui quasi ogni giorno si allena 'lottando' con i rami del ficus davanti casa. Nella sua stanza c'è una nicchia misteriosa, una rientranza nel muro che per Natale ospiterà il presepe di famiglia. Un pastore vestito di rosso, però, sembra inquietare il piccolo Giovanni, così come un omicidio avvenuto in città e che sembra mettere in pericolo suo padre. Il primo incontro di Giovanni Falcone con la mafia e soprattutto con il coraggio di dire: 'Io non ho paura'. Di Liberto, palermitano, ex alunno di Maria Falcone, racconta un ricordo custodito nel cuore delle sorelle Anna e Maria: il primo incontro del piccolo Giovanni con la mafia e la voglia di cambiamento. "Volevo che anche tutti i nati dopo il 23 maggio 1992 conoscessero il giudice Falcone, e per farlo occorreva che il punto di vista fosse diverso. Da qui, dopo una cena con Anna e Maria Falcone, è nata l'idea del bambino", dice Di Liberto.

(Fonte Italpress)

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