Strage di Capaci 27 anni dopo, in aula bunker ci sarà anche il presidente della Camera Fico

Accanto alla terza carica dello Stato il premier Giuseppe Conte, i ministri dell'Interno Matteo Salvini e della Giustizia Alfonso Bonafede. Ci sarà anche il titolare dell'Istruzione Marco Bussetti, che arriverà con i 1.500 studenti a bordo della nave della legalità

aula bunker

La "nave della legalità" inizia oggi il suo viaggio da Civitavecchia a Palermo, aprendo le celebrazioni del XXVII anniversario delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio, nell’ambito della manifestazione #PalermoChiamaItalia. La nave salperà alle 18 con a bordo circa 1.500 studenti che, nella mattinata di domani, parteciperanno alle principali iniziative in memoria dei giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e degli agenti delle loro scorte Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Claudio Traina. 

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A salutare la partenza della nave sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che interverrà al Porto di Civitavecchia insieme al ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti, al capo della Polizia Franco Gabrielli, al procuratore Antimafia e Antiterrorismo Federico Cafiero de Raho, all’amministratore delegato Rai Fabrizio Salini. Saranno presenti alla partenza anche il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura (CSM), David Ermini; il direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS), Gennaro Vecchione; l’assessore per lo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Start-Up, “Lazio Creativo” e Innovazione della Regione Lazio, Gian Paolo Manzella; il vicesindaco della Città Metropolitana di Roma Capitale, Maria Teresa Zotta.

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Gli studenti compiranno poi il viaggio in nave insieme al ministro Marco Bussetti, al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, al procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero de Raho, al capo della direzione investigativa Antimafia Giuseppe Governale, alla garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano, alla presidente Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni. Nei momenti di confronto e di incontro sulla nave, i ragazzi avranno anche modo di ascoltare le testimonianze di Pietro Grasso e di Nando Dalla Chiesa. "Io ci sarò - scrive Bussetti su Twutter - perché la partecipazione è la migliore risposta alla facile retorica che porta con sé questa ricorrenza". 

Il 23 maggio oltre 70 mila studenti pronti a invadere Palermo

Ai 1.500 studenti che viaggeranno sulla Nave della Legalità, il 23 maggio si uniranno le voci e le iniziative di oltre 70.000 ragazzi che in tutta Italia parteciperanno alle iniziative contro le mafie nell’ambito di #PalermoChiamaItalia, la manifestazione  promossa dal 2002 dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e dalla fondazione Falcone che si svolge sotto l’alto patronato del presidente della Repubblica e con il patrocinio del Senato e della Camera. Un'iniziativa che rientra in un percorso promosso annualmente dal Miur per incoraggiare nelle scuole attività didattiche mirate alla cultura del rispetto e della legalità e per una cittadinanza attiva e responsabile.

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#PalermoChiamaItalia è realizzata anche grazie alla collaborazione fornita da polizia, carabinieri e guardia di finanza. L’evento in questi anni è andato arricchendosi di importanti contributi grazie agli accordi firmati con l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), la Procura nazionale antimafia e antiterrorismo, il Consiglio superiore della magistratura (CSM), l’Associazione nazionale magistrati (ANM).

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Le principali attività legate alla commemorazione saranno il 23 maggio a Palermo, nel giorno dell’anniversario della strage di Capaci. Le celebrazioni istituzionali si terranno nell’Aula Bunker dell’Ucciardone, luogo simbolo del Maxiprocesso a Cosa Nostra, e saranno trasmesse in diretta televisiva su Rai Uno dalle 10.

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Tra le autorità, saranno presenti in aula bunker, il presidente della Camera Roberto Fico, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno Matteo Salvini, il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il procuratore nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Pasquale Grasso e il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra.  È previsto un collegamento da Vienna con il segretario di Unodc (Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine) Yuri Fedotov. Presenti anche Ekaterina Trendafilova, President of the Kosovo Specialist Chambers; Samuel Gonzalez Ruiz, ex procuratore messicano; il commissario UE alla Sicurezza Sir Julian King; Louis Freeh, direttore dell’FBI dal 1993 al 2001; William F. Sweeney JR, assistant director in Charge Fbi; Robert Johnson, assistant director Criminal Investigative Division Fbi; il vicepresidente di Eurojust Filippo Spiezia; Antonio Balsamo, consulente giuridico della Rappresentanza permanente italiana all’Onu a Vienna, ed Eduardo Vetere, segretario generale della International Association of Anti-Corruption Authorities.

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Sono previste, poi, attività nelle piazze e nelle scuole della città. Nel pomeriggio partiranno i due tradizionali cortei di #PalermoChiamaItalia, che vedranno protagonisti innanzitutto gli studenti e i docenti, ma che saranno aperti a tutta la città: il primo si muoverà alle 15.30 da via D’Amelio, il secondo alle 16 dall’Aula Bunker. Entrambi si ricongiungeranno sotto l’Albero Falcone, in via Notarbartolo, per il Silenzio, alle 17.58, l’ora della strage di Capaci.

Il “no” alle mafie verrà rilanciato il 23 maggio in molte città italiane, in una sorta di “staffetta” a distanza tra gli studenti, con iniziative sui temi della legalità. A coordinare le attività nelle città coinvolte saranno gli Uffici scolastici regionali.

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“Quella che vedremo il 23 maggio a Palermo e in centinaia di istituti in tutta Italia sarà una ‘scuola viva’. Animata dall’insegnamento di importanti servitori del nostro Stato che hanno dato la vita per liberare il loro Paese dalla mafia, come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. E da valori di giustizia e di rispetto che devono trovare concretezza nella nostra quotidianità - spiega il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti - A 27 anni di distanza, continuiamo a ricordare questi martiri del nostro Stato perché la loro testimonianza e il loro sacrificio non vadano perduti. Perché le nuove generazioni sappiano che l’Italia del 2019 è debitrice nei confronti di quegli uomini. E che ancora tanto rimane da fare: le nostre società hanno anticorpi per reagire al fenomeno mafioso, alla violenza, alla sopraffazione. Ma non ne sono immuni. Ed è per questo che dobbiamo investire sull’educazione dei nostri giovani: diffondere la cultura del rispetto e della legalità è fondamentale se vogliamo costruire una comunità giusta e in pace”.

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“Nessuno di noi - sottolinea Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone - quel 23 maggio di 27 anni fa avrebbe immaginato che un giorno tragico, un giorno di dolore e lutto, sarebbe stato l’avvio di una trasformazione profonda del nostro Paese, l’inizio di un percorso che migliaia di studenti, migliaia di persone hanno da allora intrapreso portando avanti le idee di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e di tutti gli uomini e le donne dello Stato che sono morti per mano della mafia. Vedere ogni anno Palermo 'invasa' dai ragazzi che partecipano alle manifestazioni organizzate per l’anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio è una gioia immensa e al tempo stesso la dimostrazione che il lavoro quotidiano nelle scuole e nelle Università che la Fondazione Falcone e il Miur svolgono ha un valore inestimabile e rappresenta lo strumento più efficace per creare una coscienza antimafiosa nelle nuove generazioni. Solo una rivoluzione culturale profonda consente di vincere la battaglia contro la criminalità organizzata”.

Il tema dell’edizione di quest’anno di #PalermoChiamaItalia è dedicato alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale, firmata a Palermo nel 2000. La Convenzione, chiamata anche “Convenzione di Palermo”, è entrata in vigore il 29 settembre 2003 ed è stata ratificata da 189 Stati. Alla Convenzione è intitolato anche il concorso nazionale per questo anno scolastico dal titolo: “Follow the money. Da Giovanni Falcone alla Convenzione Onu di Palermo contro la criminalità organizzata transnazionale”. I migliori elaborati degli studenti saranno premiati durante la cerimonia in Aula Bunker.
 

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