Carabiniere ucciso durante rapina in via Amari: l'Arma ricorda Di Bonaventura

Il militare fu assassinato nel 1986, all'età di 20 anni. Era intervenuto per fermare una rapina in un'agenzia di viaggi ma fu freddato alle spalle da uno dei malviventi. Oggi ricorre il trentesimo anniversario della morte. Il generale Galletta: "Esempio da seguire a cui ispirarsi"

L'Arma ricorda Stefano Di Bonaventura, il carabiniere ausiliario freddato alle spalle il 13 ottobre del 1986 e decorato con la medaglia d’oro dal Presidente della Repubblica in occasione del 173° anniversario della fondazione dell’Arma. Una corona d'alloro è stata deposta questa mattina in via Emerico Amari, luogo dell'assassinio, dal comandante della legione carabinieri Sicilia, generale di brigata  Riccardo Galletta, dal prefetto Antonella De Miro e dal comandante del dodicesimo battaglione Carabinieri Sicilia tenente colonnello Emanuele De Ciuceis. 

 “L’Arma non dimentica - ha detto il generale Galletta -. E’ una famiglia che custodisce il ricordo dei suoi carabinieri. Fare memoria non è un atto sterile. Rievocare significa innanzi tutto trarre, da coloro che ci hanno preceduto ed hanno offerto il dono più prezioso, quello della vita, per il perseguimento dei fini istituzionali, l’esempio da seguire a cui ispirarsi nei comportamenti quotidiani, nell’operare le scelte di ogni giorno”.

Sono passati 30 anni dall'omicidio. Di Bonaventura, nato a Roma, all'epoca dei fatti aveva appena 20 anni. Due individui, armati di pistola, fecero irruzione all’interno dell’agenzia di viaggi “Sicantur”, per una rapina. Là si trovava Di Bonaventura, che stava prenotando un biglietto aereo per tornare dai familiari. Libero dal servizio e in abiti civili, il giovane militare reagì e uno dei malviventi gli sparò alle spalle. 

Ferito e quasi esanime, Di Bonaventura inseguì uno rapinatori, ma ad un certo punto si accasciò al suolo e morì. Per l’efferato delitto venne arrestato e condannato uno solo dei presunti responsabili, mentre i complici sono rimasti tuttora ignoti.

Alla cerimonia erano presenti anche il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Antonio Di Stasio, il questore Guido Nicolò Longo e il comandante provinciale della Guardia di Finanza Giancarlo Trotta. Dopo la deposizione della corona, il cappellano militare ha celebrato la Santa Messa nella chiesa Santa Maria Maddalena

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