Ucciso al posto del boss Di Maggio: dopo 36 anni prima corona di fiori per Salvatore Zangara

L'8 ottobre del 1983 fu assassinato per sbaglio dalla mafia. L'amministrazione omaggia con un dono floreale la vittima. Il figlio: "Dopo quasi un anno finalmente è stato rimosso anche il defibrillatore posto accanto alla targa che ricorda mio papà"

La deposizione di una corona di fiori in memoria di Salvatore Zangara

Trentasei anni fa a Cinisi veniva ucciso Salvatore Zangara. Erano le 19.30 circa di sabato 8 ottobre e la piazza Vittorio Emanuele Orlando era piena di gente. I killer, a bordo di una Renault 5, aprirono il fuoco per uccidere il boss Procopio Di Maggio ma colpirono Salvatore Zangara, Francesco Lo Bello e Salvatore Giambanco, uccidendo il primo e ferendo gravemente gli altri. Un omicidio che non ha ancora avuto giustizia: i killer che spararono non hanno ufficialmente dei nomi, non ci sono né assassini né mandanti e non c'è mai stato un processo. Il caso fu archiviato.

La tragedia che ha colpito la famiglia Zangara poteva succedere a chiunque e anche per questo va ricordata. Nel luogo dell'eccidio questa mattina, verso le 11, il sindaco Giangiacomo Palazzolo ha deposto - per la prima volta da quando amministra il Comune - una corona di fiori per omaggiare la vittima della mafia. Presenti alla commemorazione anche tutte le classi quinte dell'elementare, la dirigente e il consiglio di istituto, uno dei figli della vittima della mafia Antonio Zangara e Vincenzo Agostino, il papà dell'agente di polizia ucciso insieme alla moglie Ida. "Prima di ritrovarci in piazza, dalle 9 alle 11, come Libera siamo stati a scuola per fare memoria - dice Antonio Zangara a PalermoToday - e raccontare ai bambini di 10 anni la storia di mio padre. Anche in questo caso è stata una prima volta". 

Ma gli eventi importanti non finiscono qui: prima che la commemorazione in piazza avesse inizio, dal muro dove solo nel 1995 è stata appesa una targa in memoria di Salvatore Zangara, il Comune ha fatto rimuovere il defibrillatore affiso nel 2018. Una scelta che aveva fatto arrabbiare il figlio della vittima che solo qualche giorno fa in un post su Facebook accusava l’amministrazione comunale di "violentare un luogo di memoria ponendo un defribillatore, in maniera provocatoria, lì dove insiste la targa che ricorda mio papà, vittima innocente di mafia, morto a Cinisi l’8 ottobre 1983". "Il sindaco - continua Zangara - mi ha chiamato venerdì scorso per annunciarmi l'intenzione di rimuovere il defibrillatore in occasione del 36esimo anniversario della morte di mio padre e per invitarmi a partecipare alla deposizione delle corona di fiori. E' stato tolto solo adesso ma è stato tolto e questo è l'importante. Il fatto che sia stato spostato - conclude - manifesta poi la gravità nell'averlo piazzato in un luogo di memoria per molti insignificante".

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