Tribunale, magistrati e avvocati a confronto sulla sicurezza

Quanto accaduto a Milano ha riacceso il dibattito sui livelli di tutela per quanti frequentano il tribunale. L'iniziativa è organizzata dall'Ordine degli avvocati, dalla Corte d'appello e dalla Procura generale

Foto archivio

Si torna a parlare dei problemi legati alla sicurezza all'interno del Palazzo di Giustizia di Palermo. Quanto accaduto a Milano ha riacceso il dibattito sui livelli di tutela per quanti frequentano il tribunale. Per questo nell'aula magna della Corte d'appello si è tenuto un incontro durante il quale magistrati e avvocati hanno espresso "solidarietà per i tragici fatti di ieri" ma hanno anche discutesso dei problemi di sicurezza.

L'iniziativa è stata organizzata dall'Ordine degli avvocati, dalla Corte d'appello e dalla Procura generale. Per consentire la più ampia partecipazione, il presidente facente funzioni della Corte d'appello, Ivan Marino, ha disposto la sospensione delle udienze per la durata dell'incontro.

"A Palermo - ha detto ad askanews il procuratore aggiunto di Palermo, Leonardo Agueci - la sicurezza è da tempo una priorità. Questo però non ci deve consolare né tranquillizzare, perché ci sono radici più profonde emerse con la vicenda di Milano. Il problema della sicurezza riguarda lo stesso rapporto dei cittadini con la giustizia".  "Sono state molto importanti le parole del presidente della Repubblica - ha proseguito Agueci - che ha richiamato all'esigenza del sostengo da parte di tutta la collettività all'azione dei magistrati che per sua stessa natura è un'azione non certo indolore. Come avvenuto nel caso di Milano, il dovere di risolvere un conflitto comporta dei risentimenti e delle tendenze alla reazione da parte di persone che si sentono soggettivamente vittime di torti che magari tali non sono nella realtà. La Giustizia è questo, e il caso di Milano insegna che anche chi esercita funzioni cosiddette 'normali' si trova esposto a gravi rischi. E' una realtà che nella nostra esperienza abbiamo constatato tante volte. Questa può essere un'occasione perché il problema sicurezza venga affrontato in modo globale, che non riguardi solo quella fisica delle strutture, ma anche la sicurezza del modo in cui si svolge la funzione giudiziaria".

Dall'Anm è arrivata la richiesta di una maggiore tutela "dei luoghi in cui si esercitano le funzioni giudiziarie". "Nel manifestare la più sincera ed affettuosa vicinanza ai familiari delle vittime del folle gesto - si legge in una nota dell'Anm nissena - si ribadisce l'assoluta necessità di rendere sicuri e impenetrabili, urgentemente, i luoghi dove ogni giorno nel Distretto si esercitano le funzioni giudiziarie. La presente Giunta sezionale ribadisce che la salvaguardia della sicurezza dei luoghi di lavoro, dell'incolumità dei magistrati operanti nel distretto, dei fruitori del servizio giustizia e del personale amministrativo addetto ai diversi Uffici giudiziari, sia tema prioritario che deve prescindere da ogni paventata crisi finanziaria e dai tagli di spesa pubblica, legittimando condotte omissive da parte degli organi responsabili dei servizi relativi alla cura e manutenzione dei nostri edifici giudiziari ed alla incolumità dei cittadini che ogni giorno svolgono le loro funzioni all'interno dei Palazzi di Giustizia. Si richiede a tutti gli organi competenti di procedere con tempestività alla verifica, quanto più approfondita e dettagliata, dell'attuale situazione dei vari Uffici giudiziari del distretto per quanto attiene alla materia della sicurezza sia dei luoghi di lavoro sia, conseguentemente, dell'incolumità personale dei Magistrati in servizio, del personale amministrativo, dell'avvocatura e dei cittadini che frequentano i suddetti luoghi".

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