L'allarme: "Sta tornando la vecchia mafia", Orlando: "No, Palermo eccitante e sicura"

L'Sos del commissario provinciale Udc, Adriano Frinchi, e del segretario Pd, Carmelo Miceli: "Non si può far finta di niente". Ma il sindaco minimizza: "Fenomeni normali in una grande città"

Scippi, rapine, risse, furti. E adesso suona l'allarme sicurezza perché i dati disegnano un aumento di criminalità in città a livello esponenziale. A lanciare un nuovo allarme è il commissario provinciale dell'Udc di Palermo, Adriano Frinchi. "In città siamo in piena emergenza criminalità, non è più possibile fare finta di niente". Quello di Frinchi è uno sfogo: "Non passa giorno - ha spiegato il commissario dello scudocrociato - senza che non si verifichino episodi criminali di ogni tipo: rapine, furti, raid contro mezzi pubblici, baby gang in azione. Nella sola giornata di ieri un commando armato ha assaltato il palazzo Tiffany mentre altri malviventi rapinavano la farmacia della famiglia Borsellino. E' una situazione intollerabile".

"Auspico - ha concluso Frinchi - che le istituzioni cittadine si facciano promotrici della convocazione immediata di un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. E' necessario mobilitarsi per consentire ai palermitani di sentirsi sicuri nelle strade e nelle proprie case".

E non si è fatta attendere la risposta del sindaco, Leoluca Orlando, che ha minimizzato. “Qualcuno non ha capito - ha detto il primo cittadino - che siamo diventati una grande città dove purtroppo esistono i fenomeni di criminalità. Per quanto mi riguarda voglio confermare l’apprezzamento per il lavoro svolto dalle forze dell’ordine. Noi veniamo percepiti nel mondo come una città eccitante e sicura”.

Risposta che ha scatenato le polemiche sulla gestione della sicurezza. Sulla questione è intervenuto anche il segretario del Pd provinciale, Carmelo Miceli. “Mentre la delinquenza in città non accenna a diminuire, mentre si comincia a sospettare, sempre di più, che non si tratti di semplice delinquenza ma di una possibile strategia di Cosa nostra che si riorganizza “vecchio stile”, desta preoccupazione sentire il sindaco Orlando che definisce Palermo una “Città eccitante e sicura” che “non è più governata da Cosa nostra”, sottovalutando incomprensibilmente quanto sta accadendo. Ci piacerebbe che fosse effettivamente così ma, sfortunatamente, l’escalation di furti, di rapine, di risse incomprensibili scoppiate in zone molto frequentate e fomentate da gruppi di giovani che agiscono con evidente premeditazione, il proliferare di danneggiamenti di vetrine di negozi consumati “simbolicamente” di giorno, ci obbliga a pensare che è vero l’esatto contrario”. “La superficialità con cui Leoluca Orlando – aggiunge Miceli – sta approcciando quanto sta accadendo, la leggerezza con cui sta sta sottovalutando argomenti che in passato, ai tempi della “primavera”, gli erano molto cari, stupiscono, fanno riflettere e obbligano a chiedere che la sua inerzia e spavalderia siano superate da una maggiore attenzione sull’accaduto da parte del Prefetto e delle Commissioni Parlamentari Nazionale e Regionale dell’antimafia cui ci rivolgeremo immediatamente”.

Sulla stessa scia il pensiero del referente provinciale di Noi con Salvini, Francesco Vozza. "Siamo esterrefatti dalle dichiarazioni del sindaco di Palermo - afferma Vozza -. Premesso che vorremmo spiegato meglio cosa intenda dire Orlando con l'aggettivo 'eccitante' in riferimento alla nostra città (forse nel senso che è altamente eccitante rischiare di essere rapinati o aggrediti), ci permettiamo di ricordare al sindaco che ormai ogni giorno escono sui giornali notizie di furti e violenze di ogni sorta. Ma se il sindaco è tanto convinto che la nostra Palermo sia 'sicura', gli proponiamo di farsi un giro a piedi, di notte, nel centro storico o in una qualche periferia, ovviamente senza scorta. Se dovesse riuscire a tornare a casa con le mutande, allora poi potrebbe anche dire che a Palermo il problema sicurezza non esiste. Purtroppo però temiamo non sia così."

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