Annegata a Campofelice, i genitori naturali: "Dopo 2 anni ce l'hanno riportata morta"

La dodicenne era stata tolta ai genitori e affidata a una donna. La mamma tra le lacrime: "Me l'hanno portata via, adesso la mia bambina non c'è più". L'avvocato: "Il pm aveva chiesto archiviazione, avevamo chiesto il recupero della genitorialità. Qualcuno dovrà assumersene la responsabilità"

La veglia in casa di Alessia Cintura

Il suo corpo giace all’interno di una bara bianca, ai piedi un pallone da calcio, la sua passione. Tutt’intorno, nei pochi metri quadrati di quell’appartamento nel cuore del Capo, in piazza San Gregorio, gli amici e la famiglia piangono Alessia Cintura, la dodicenne annegata in mare a Campofelice di Roccella. I genitori naturali della ragazzina sono stati avvisati a 24 ore dall’accaduto, con una visita dei carabinieri. Sì, perché Alessia, da due anni, non viveva più con il padre e la madre in quanto affidata a una nuova famiglia lo scorso dicembre. “Non me l’hanno fatta vedere per 24 mesi - piange disperata la madre - e ora me l’hanno riportata morta. E ora farà il compleanno al cimitero. La mia bambina non c’è più…”.

La tragedia si è consumata due giorni fa sul lungomare, nelle acque vicino al residence Dolcestate. Dopo pranzo Alessia, insieme ad un’altra ventina di ragazzini, è andata a mare per divertirsi e giocare in compagnia. Poi, nonostante non fosse abile a nuotare, avrebbe deciso di fare un tuffo. Le onde l’hanno subito travolta, non permettendole di rientrare a riva. Il primo a intervenire è stato un bagnino la cui attenzione è stata richiamata dagli amici della dodicenne, riportata sulla spiaggia quando ormai era troppo tardi. A quel punto sono arrivati i carabinieri e il medico legale, che non avrebbe ravvisato la necessità di effettuare l’autopsia e così la Procura di Termini Imerese ha firmato il nulla osta per spostare la salma.

Alessia Cintura-2Il cadavere della giovane Alessia, oggi, si trova nella casa che divideva con il fratello più grande e i genitori. Da due anni, a causa di un delicato disagio familiare, era stata allontanata. In un anno e mezzo ha girato due comunità per minori, poi l’affidamento a una donna originaria di Campofelice. “Con lei (nella foto a destra) - spiegano gli avvocati Rosa Garofalo e Giuseppe Siino - stava bene, ma non ha mai dimenticato la sua famiglia né perso la voglia di vederli. Come dimostrato da uno dei messaggi che ci ha mostrato la madre. In due anni non è stato mai permesso loro di incontrarsi, neanche in spazio neutro. Abbiamo chiesto al tribunale, anche per il tramite degli assistenti sociali incaricati e alla luce della richiesta di archiviazione sulla vicenda che ha dato il via a questa storia assurda, di redigere un progetto scritto per il recupero della genitorialità. Non è stato fatto, Alessia è tornata a casa in queste condizioni e adesso qualcuno dovrà assumersene la responsabilità”.

Dell’argomento si è interessata anche l’Amministrazione comunale che ha trovato un posto al cimitero dei Rotoli e deciso, su richiesta della famiglia, di sostenere le spese per i funerali. L’assessore comunale Agnese Ciulla, con la delega alla Cittadinanza sociale, non se la sente di esprimersi sull’operato degli assistenti sociali del Comune, relazionato e i cui documenti sono stati inseriti nel fascicolo poi finito al Tribunale dei minori: “Quanto accaduto è un evento tragico e non mi sento di difendere a spada tratta nessuno. So che c’era un decreto del tribunale e se non viene stabilito il contrario, gli assistenti sociali non possono muoversi. Se qualcuno ha sbagliato saranno le autorità giudiziarie a stabilirlo. Sull’esistenza del progetto di recupero faremo una verifica, siamo in contatto anche con la Procura”.

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