Scontro medico-paziente al Cervello, Saves: "Servono due guardie giurate per turno"

A dichiararlo è il segretario del Sindacato autonomo vigilanza e servizi commentando l'ultimo episodio di violenza avvenuto in ospedale. "Operare in queste condizioni, senza tutele giuridiche adeguate, senza un trattamento economico adeguato e senza certezza per il futuro, non è più ammissibile"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“Ancora una volta ci troviamo ad assistere inermi all'ennesimo episodio a danno delle guardie giurate”. A dichiararlo in un comunicato è Fabrizio Geraci, segretario del Saves, il Sindacato autonomo vigilanza e servizi, che denuncia lo stato di abbandono del settore.

“Abbiamo più volte denunciato alle varie istituzioni - prosegue Geraci - la drammatica situazione in cui versa la categoria, non ultimo l'incontro in Prefettura, dopo la morte del collega di Napoli, dove con una nota congiunta a livello nazionale con altre sigle e associazioni di categoria, abbiamo chiesto un intervenire a livello ministeriale. È di pochi giorno fa la sentenza del Tar di Salerno, che dispone che per i controlli di perlustrazione, vi siano almeno due guardie per garantire maggiore sicurezza alla cittadinanza e agli operatori. Ma occorre modificare tutto il sistema che oggi regolamenta il settore che, seppur di natura privatistica, è pur sempre al servizio della collettività. Come nel caso del collega che nella serata del 23 maggio al pronto soccorso dell'ospedale Cervello e che, intervenuto per sedare una discussione tra paziente e medico, si è ritrovato da solo a dover fronteggiare una decina di persone, facendo da scudo umano e da mediatore per evitare che la situazione potesse degenerare ulteriormente. È chiaro che operare in queste condizioni, senza alcuna tutela giuridica adeguata, senza un trattamento economico adeguato e senza certezza per il futuro, visto l'andamento del settore soprattutto in Sicilia, non è più ammissibile. Questa categoria, così per come è strutturata al momento, serve solo come fonte di guadagno per gli istituti di vigilanza, non garantendo di fatto la giusta sicurezza alla cittadinanza e agli operatori”.

"Come Movimento - dichiara Igor Gelarda consigliere comunale - siamo stati negli ultimi anni vicini alle guardie giurate, seguendo le varie vicende regionali che le hanno viste loro malgrado protagoniste. Abbiamo più volte denunciato alle istituzioni il malessere e le ingiustizie alle quali questa categoria è sottoposta. È giusto valutare un inasprimento della pena per i reati di aggressioni nell'ambito sanitario e che si valuti con attenzione anche un inasprimento delle pene per i pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio”.

Torna su
PalermoToday è in caricamento