Aggressione razzista a Bagheria: "Clima alimentato da Salvini"

Lo scrivono in una nota Mdp-Art.1 e Leu, sezione di Bagheria, che invitano la cittadinanza a reagire e mobilitarsi contro questi pericolosi fenomeni. "La violenza delle dichiarazioni politiche non è innocua"

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini

Il clima di odio razzista che Salvini alimenta da mesi, dapprima con una campagna elettorale dai toni allarmistici mai vista prima in Italia, e poi da ministro sta dando i suoi drammatici frutti. La diffusione di dati inesistenti, l'utilizzo di parole come “invasione” o “bestie” ingigantite dal tamtam dei social senza controllo e senza fondamenta di verità - si legge in una nota Mdp-Art.1 e Leu, sezione di Bagheria - hanno avuto come epilogo manifestazioni di razzismo in tutta l'Italia.

Il riferimento va all'aggressione ai danni di un nigeriano colpito con un cric a Bagheria e che ha portato alla denuncia di un 25enne. La violenza delle dichiarazioni politiche non è innocua. Il clima e l’atmosfera fortemente razzista che si respira nel nostro paese ha una ripercussione concreta nella realtà. Dobbiamo reagire, l'indifferenza ed il silenzio sono i migliori complici di questi crimini di odio. Si moltiplicano infatti le aggressioni di matrice razzista, e questa volta succede a Bagheria, una città mai sfiorata da episodi di intolleranza.

Esprimiamo il nostro sostegno e la nostra solidarietà alle vittime di queste e di tutte violenze a sfondo razzista. Condanniamo questi e tutti gli episodi di aggressioni, fisiche e verbali, di intolleranza e razzismo nei confronti di chi viene nel nostro paese in cerca di un futuro migliore e di una vita dignitosa. Il ministro degli Interni Salvini è responsabile politicamente di questo clima di odio perchè con  dichiarazioni irresponsabili che raggiungono svariate centinaia di migliaia di persone assistiamo a questi gravissimi fatti di intolleranza alimentato dalla percezione che rom e migranti costituiscano delle minacce serie per la convivenza e la coesione nelle nostre città.

Minimizzare questa sequenza di accadimenti non farà che incoraggiarne altri. Per questo bisogna mobilitarsi per arginare questi pericolosi fenomeni. E non possiamo accettare che passi l'idea che queste aggressioni siano episodi di delinquenza comune senza motivazioni di appartenenza etnica o razziale. La gravità di questi fatti sta prima negli atti stessi e nei loro effetti sulle vittime e gli appartenenti. Continueremo a spenderci per costruire un Paese che sia solidale e accogliente. Un Paese democratico e progressista. Un Paese civile e moderno.

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