Senegalese picchiato a Partinico, due condanne: "Aggravante dell'odio razziale"

Il gup ha condannato gli operai Lorenzo Rigano e Giocchino Bono al massimo della pena, 2 anni e 4 mesi. Nella requisitoria i pm hanno sottolineato il muro di omertà contro cui si sono scontrati durante la ricostruzione del pestaggio di Khalifa Dieng

Il pestaggio ripreso dalle telecamere di videosorveglianza di un'attività

Condannati a due anni e 4 mesi ciascuno per lesioni con l’aggravante dell’odio razziale. Il giudice per l’udienza preliminare Marco Gaeta ha condannato Lorenzo Rigano e Gioacchino Bono, ritenuti responsabili dell’aggressione al giovane senegalese Khalifa Dieng, avvenuta la scorsa estate a Partinico. Se da un parte l’episodio ha scosso la comunità, gli inquirenti si sono scontrati con il muro di omertà di chi sapeva ma aveva deciso di collaborare.

Il video del brutale pestaggio

Sembrerebbe che prima del pestaggio non ci fossero stati precedenti contatti fra le due parti. Ad aggravare l’episodio di violenza il colore della pelle del diciannovenne senegalese, in Italia dal 2016 e ospite di una comunità. Khalifa stava passeggiando in bici quando, arrivato all’altezza di piazza Santa Caterina, è stato insultato da alcune persone sedute fra i tavolini di un bar. “Vattene via sporco negro, siete tutti figli di…ve ne dovete andare dal nostro paese”.

Circostanze che sono state poi confermate nella requisitoria dei pm, “rivelando l’inequivocabile e comune sentimento di avversione fondato sull’origine etnica della vittima”. I procuratori hanno inoltre sottolineato la mancata volontà di collaborare da parte di chi ha assistito alla scena decidendo anche di non intervenire. Dopo il pestaggio sono stati i carabinieri, grazie all’analisi delle immagini di alcune telecamere, a risalire ai due operai di 37 e 34 anni.

“La giustizia ha restituito dignità a Khalifa. Ci auguriamo che episodi di questo genere non accadano mai più, anche se viviamo in un momento difficile per gli immigrati", commenta il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè.

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