"Ha provato a toccarmi", papà di una dodicenne picchia bidello di una scuola del Villaggio

E' successo alla Domenico Scinà. Il padre della ragazzina lo ha colpito con pugni e calci fino a farlo stramazzare al suolo. Indaga la polizia. La preside a PalermoToday: "Siamo rimasti di sasso, stiamo ancora cercando di capire"

L'esterno della scuola Scinà

L’accusa mossagli da una studentessa della scuola in cui lavora è pesantissima: “Ha provato a toccarmi mentre eravamo in una stanza, durante l’orario delle lezioni”. Il racconto della ragazzina, una dodicenne che frequenta la Domenico Scinà al Villaggio Santa Rosalia, è presto giunto alle orecchie del padre che ha raggiunto la scuola e senza ascoltare ragioni ha picchiato con violenza un bidello.

Pomeriggio movimentato quello di ieri in via Giuseppe Li Bassi dove le volanti della polizia sono intervenute dopo la segnalazione fatta dalla preside Mariangela Ajello. Non appena si è accorta del caos che si era creato davanti alla sua scuola ha chiamato la polizia e il 118: “Siamo rimasti di sasso - racconta a PalermoToday la dirigente scolastica - ma stiamo ancora cercando di capire cosa sia accaduto realmente. Il nostro collaboratore, ancora scosso dopo l’aggressione, ha negato tutto”.

Il bidello, un uomo di 57 anni, è al suo primo anno alla Scinà. “E’ sembrata sempre una persona tranquilla, scherzava con tutti ma questa storia ci sembra assurda. Anche la nostra compagna è una ragazza normalissima, che non si veste neanche in maniera provocante. Certo...se anche fosse il contrario non sarebbe comunque una giustificazione”, racconta un gruppetto di studenti mentre gioca a carte sul muretto davanti scuola. L’aggressione si è verificata ieri, mentre gli studenti erano impegnati con le lezioni di musica.

Il padre della dodicenne è arrivato a scuola e si è scagliato contro il bidello, facendolo stramazzare al suolo con una raffica di pugni e calci. A dividerli sono stati alcuni docenti e altri genitori che hanno assistito alla scena. Il 57enne è stato medicato sul posto ma si è rifiutato di sottoporsi a ulteriori controlli in ospedale. “Dopo aver appreso la notizia - racconta un docente prima di saltare in sella alla sua moto - io e i miei ragazzi stamattina abbiamo dedicato parte della lezione per discutere dell’accaduto, dell’importanza di denunciare eventuali episodi ma senza mai dimenticare quanto siano delicate certe accuse. Nessun commento sull’episodio specifico perché prima la polizia dovrà chiarire i fatti”.

A indagare sull’accaduto gli agenti del commissariato Porta Nuova, che sul momento si sono limitati a identificare l’inserviente e il genitore autore del pestaggio. Successivamente sono stati coinvolti gli investigatori della sezione della Squadra Mobile specializzata in violenze sessuali e abusi su minori e la Procura. Non essendosi il bidello sottoposto alle cure in ospedale e mancando la prognosi, la polizia non potrà procedere d’ufficio. Bisognerà chiarire se le due parti procederanno con una querela, l’uno per la presunta violenza sessuale dalla ragazzina e l’altro per il brutale pestaggio. “Stiamo cercando di capire se ci siano eventuali responsabilità - conclude la dirigente scolastica - per stabilire come muoverci e se prendere provvedimenti. Ci spiace molto per l’accaduto ma non vorremmo che questo episodio vanifichi il lavoro quotidiano fatto negli ultimi quattro anni”.

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