"Nessuna violazione al Maljk": accolto ricorso al Tar, ordinanza di demolizione annullata

Così hanno deciso i giudici amministrativi sul provvedimento impugnato dal titolare dello stabilimento balneare di Cefalù, Salvatore Cimino. Sulle anomalie contestate che hanno portato al sequestro il Tar non ha riscontrato "difformità dal titolo abilitativo"

Accolto il ricorso del titolare del Maljk di Cefalù. Il Tar di Palermo ha annullato il provvedimento impugnato da Salvatore Cimino al quale, nel 2016, era stato sequestrato lo stabilimento balneare in virtù di alcune presunte violazione edilizie, paesaggistiche e del genio civile. “Nel definire la vicenda il tribunale amministrativo - si legge in una nota inviata dagli avvocati di Cimino, Giovanni e Giuseppe Immordino e Giuseppe Nicastro -  ha sancito che lo stabilimento balneare ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale 15 del 2005 può stare aperto tutto l'anno e che le violazioni edilizie in realtà non sussistevano né tantomeno le asserite violazioni paesaggistiche e del genio civile”.

Secondo quanto ricostruito dai giudici amministrativi per entrambi gli abusi contestati, relativi alla presenza di gazebo (che poi si è dimostrato non potessero essere definiti tali), e alle violazioni riscontrate dagli agenti, “non è dato riscontrare alcuna difformità dal titolo abilitativo tale da giustificare la sanzione della demolizione”. Una decisione che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a Cimini, amministratore delegato e legale rappresentante della società titolare della concessione demaniale, la Carlton spa.

“La sentenza - scrivono gli avvocati - è intervenuta proprio nel giorno  cui si celebrava il processo penale a carico di Cimino Giovanni imputato dei reati in questioni per l'ennesima volta considerato che già lo stesso era stato in precedenza assolto da una sentenza del giudice del tribunale di Termini Imerese. Proprio nell'udienza del 7 febbraio 2019, davanti al giudice monocratico dottor Luigi Bonacqua, il teste dell’ufficio tecnico del comune di Cefalù ha confermato quanto ha stabilito il tribunale amministrativo con la suddetta sentenza. Il prosieguo del dibattimento è fissato per il 6 giugno 2019 ma ormai in base al principio cristallizzato dal tribunale amministrativo la vicenda può considerarsi all'epilogo”.

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Commenti (2)

  • Che strano.

  • Bella figura complimenti..!! Ed i danni a questo..?? chi li paga lo Stato?' Oppure i funzionari zelanti..?? credo lo Stato quindi i cittadini..

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