Inverno e freddo, da quando accedere i riscaldamenti a Palermo (e per quante ore)

Ogni località d'Italia ha delle limitazioni specifiche. Per questo motivo ci sono sei zone climatiche che hanno diverse date di accensione e spegnimento. Palermo, così come Messina, Catania, Agrigento e Reggio Calabria rientra nella zona B. S'inizia il primo dicembre

Con le prime avvisaglie del freddo, anche se timido rispetto alle rigide temperature invernali, una domanda sorge spontanea, soprattutto ai più freddolosi: quando possiamo accendere i riscaldamenti? Ovviamente il quesito non coinvolge chi ha un'abitazione con un impianto autonomo, ma soltanto chi abita in condomini e palazzine in cui il riscaldamento viene acceso per un determinato periodo in base alla zona. Ogni località d'Italia ha delle limitazioni specifiche: per questo motivo la legge ha stabilito sei zone climatiche che hanno diverse date di accensione e spegnimento. Palermo, così come anche altre città della Sicilia e della Calabria, rientra nella zona B e i riscaldamenti possono essere accesi a partire dal primo dicembre fino al 31 marzo al massimo per 8 ore al giorno. 

Accensione riscaldamento 2019: le zone climatiche

Il Decreto del Presidente della Repubblica numero 412 del 26 agosto del 1993 è la norma che ha stabilito le limitazioni e i criteri di utilizzo degli impianti di riscaldamento in Italia. Tale disposizione ha diviso lo Stivale in sei zone climatiche ognuna delle quali con orari e periodi di accensione specifici nel corso dell'anno. Per definire le varie zone è stata utilizzata come unità di misura il “grado giorno”, che indica la somma (estesa a tutti i giorni dell'anno)  delle differenze tra temperatura interna agli edifici, stabilita anch'essa per convenzione, e temperatura media esterna. Il funzionamento è molto semplice: l'unità di misura permette di individuare le zone più fredde, maggiore sarà il dato dei gradi giorno e più a lungo sarà possibile tenere accesi i riscaldamenti. Ricordiamo che, durante il periodo di accensione, la temperatura degli ambienti dei singoli edifici viene stabilita intorno ai 20 gradi, con due gradi di tolleranza. Soltanto in caso di eventi climatici straordinari, il sindaco di un Comune che lo ritenesse necessario, può fissare nuove scadenze in base alle esigenze della località in questione. Vediamo adesso nel dettaglio le varie zone, le date di accensione dei riscaldamenti e la durata.

Palermo, Messina, Catania, Agrigento e Reggio Calabria

Nella zona B, in cui la temperatura gradi giorno è tra 600 e 900, comprende località del Sud Italia, dove spesso le temperature sono gradevoli. Parliamo delle province di Reggio Calabria, Crotone, Trapani, Siracusa, Palermo, Messina, Catania e Agrigento, dove i riscaldamenti potranno essere accesi a partire dal 1° dicembre, fino al 31 marzo prossimo, per una durata di 8 ore al giorno.

Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle

La zona A, la più calda, comprende soltanto i comuni di Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle, che hanno una temperatura gradi giorno non superiore a 600. Per loro vagono le date della zona B, ossia 1° dicembre 2019 per l'accensione e 31 marzo 2020 per lo spegnimento, con l'unica variante che riguarda il limite orario giornaliero, che in questo caso è di sei ore.

Da Napoli a Latina

La zona C ha una temperatura gradi giorno tra 900 e 1400 e comprende le province di Imperia, Latina, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno, Bari, Lecce, Taranto, Brindisi, Catanzaro, Cosenza, Cagliari, Oristano, Sassari e Ragusa. In queste località si potranno tenere i riscaldamenti accesi per un massimo di 10 ore al giorno: l'avvio degli impianti sarà il prossimo 15 novembre, mentre lo spegnimento avverrà il 31 marzo 2020.

Da Genova a Firenze passando per Roma

Dovranno aspettare qualche giorno in più invece i cittadini delle province incluse nella zona D, con temperatura gradi giorno tra 1400 e 2100. Le località coinvolte sono quelle nelle province di Genova, La Spezia, Savona, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato, Massa Carrara, Siena, Forlì, Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro, Roma, Viterbo, Terni, Avellino, Chieti, Pescara, Foggia, Isernia, Matera, Caltanissetta, Nuoro, Teramo e Vibo Valentia. In queste località i riscaldamenti potranno essere accesi a partire dal 1° novembre, con spegnimento previsto sempre per il 14 aprile del prossimo anno. Qui la durata giornaliera sarà massimo di 12 ore.

Tra Milano, Torino e Bolzano 

La zona E comprende diverse località settentrionali e montuose, ed ha un coefficiente gradi giorno tra i 2100 e 3000 gradi. Le province che fanno parte di questa zona sono: Alessandria, Asti, Aosta, Biella, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Novara, Padova, Pavia, Sondrio, Torino, Varese, Verbania, Vercelli, Bolzano, Gorizia, Pordenone, Bologna, Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo,Treviso, Trieste, Udine, Verona, Vicenza, Venezia, Arezzo, Perugia, Rieti, Frosinone, L'Aquila, Campobasso, Potenza ed Enna. Per gli abitanti di queste località i riscaldamenti verranno accesi il prossimo 15 ottobre e verranno spenti il 14 aprile 2020. La durata giornaliera sarà di 14 ore

Cuneo, Belluno e Treno 

L'unica delle sei zone a non avere un periodo specifico di accensione dei riscaldamenti è la zona F, che comprende le sole province di Cuneo, Belluno e Trento. In queste località la temperatura gradi giorno è superiore a tremila gradi, motivo per cui non è prevista nessuna limitazione nell'accensione e nello spegnimento dei riscaldamenti, né tantomeno sui limiti di ore giornaliere in cui far funzionare gli impianti.

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