La revisione della caldaia in città costa 70 euro, Palermo è la città meno cara d'Italia

In autunno crescono le richieste per la manutenzione della caldaia. Milano è la città più cara mentre Palermo la più conveniente. Qualche consiglio per non incorrere in sanzioni e problemi all’impianto

Prima dell’arrivo del grande freddo è importante verificare che la caldaia funzioni in modo corretto, controllare di essere in regola con revisione e bollino blu, per scongiurare il rischio di multe salate, ma anche di avere problemi con il riscaldamento di casa, nel periodo in cui se ne ha più bisogno.

ProntoPro.it, il portale che mette in contatto domanda e offerta di servizi professionali, descrive costi, normative e bonus fiscali per ottenere il meglio dalla propria caldaia, e lo fa attraverso una delle aziende di servizi iscritte al sito, fra le più competenti in merito. Solutus Casa fornisce specialisti e consulenze per il settore termoidraulico ed elettrico sul territorio romano: installazione, assistenza, manutenzione e riparazioni caldaie sono i servizi che li vedono più attivi in questo periodo dell’anno. 

Revisione e bollino blu: i costi

"Tra settembre e gennaio rispondiamo soprattutto a richieste per la revisione della caldaia e il conseguente rilascio del bollino blu" racconta Federico, uno dei tecnici più esperti dell’azienda. Un dato confermato anche dall’Osservatorio di ProntoPro, il 45% delle richieste annuali per questo servizio vengono intercettate infatti dal portale nei mesi autunnali.

Per revisionare la caldaia a Roma il consumatore deve preventivare una spesa di 100 euro, la stessa che dovrebbe affrontare un cittadino di Genova, costi che si discostano del 25% dalla media nazionale, attestata sugli 80 euro. La città più cara resta comunque Milano, dove il controllo della caldaia può richiedere fino a 105 euro. Torino e Bologna si posizionano sotto i 100 euro con una spesa rispettivamente di 96 e 94 euro. Vicina alla media nazionale è la città di Firenze, nella quale la revisione alla caldaia richiede un investimento di 82 euro. I capoluoghi più economici risultano Napoli con 76 euro e Palermo, dove la spesa si attesta intorno ad un 10% in meno rispetto alla media nazionale: revisionare la caldaia qui costa infatti 70 euro.

Cosa dice la legge

Facendo un po’ di chiarezza sulle tempistiche è necessario ricordare che la periodicità dei controlli va dai 12 ai 48 mesi, a seconda della capacità dell'impianto e del combustibile che utilizza. Gli impianti domestici superiori ai 10 kW e inferiori a 100 kW di potenza, a combustibile liquido e solido, hanno l’obbligo di controllo ogni due anni. Per quanto riguarda invece gli stessi impianti domestici, ma a gas metano o GPL, i controlli sono da fare ogni quattro anni. «Attenzione però, perchè alcune Regioni e Province Autonome hanno emanato proprie norme che, spesso, prevedono scadenze diverse - avvisa Federico - e per quanto riguarda i centri con più di 40.000 abitanti è bene informarsi presso lo Sportello Energia del proprio Comune o Provincia, dove viene indicata la periodicità da seguire».

Oltre ai controlli obbligatori per legge è importante prestare attenzione a ciò che accade quando la caldaia viene riattivata dopo l’estate: "Se notiamo qualcosa di strano nella pressione dell’acqua, passaggi troppo repentini fra acqua fredda e acqua calda, è buona  norma contattare un tecnico per un controllo, l’uscita di uno specialista ha un costo di 30 Euro e aiuta a prevenire danni più ingenti".

Installazione e sostituzione caldaia

E se la caldaia deve essere installata o sostituita? "Il comune di Roma consente per legge solo l’installazione di caldaie a condensazione che invece di disperdere il vapore, lo riciclano, impiegandolo per la produzione di acqua calda - afferma Federico -. Mi sento di consigliarle in generale: garantiscono una migliore efficienza energetica, basse emissioni di sostanze inquinanti e un risparmio del 30% rispetto ad una caldaia tradizionale. I costi per l’installazione di un impianto di questo tipo, comprensivi della manodopera, vanno da 1500 fino a 2600 Euro".

L'ecobonus 2019

Grazie all’Ecobonus 2019 chi decide di installare o sostituire la caldaia con una a condensazione di classe A ha diritto ad usufruire di una detrazione fiscale che può essere del 65% o del 50%.

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