Cognomen omen

Cognomen omen

L'origine dei cognomi: Balistreri, Calamita, Madonia e Campolo 

L'origine dei cognomi Balistreri, Calamita, Madonia e Campolo. 

Balistreri

(come Rosa Balistreri, cantante e cantastorie siciliana)

Dal termine base “balestra” si sono formati, direttamente o tramite ipocoristici e alterati, numerosi cognomi: Balestri, Balestro, Ballestro, Ballestra, Ballestrieri,  Balestrieri, Balistreri, ecc.: tutti dovrebbero derivare dal mestiere di fabbricante o venditore di  balestre (antiche armi in uso fino all’avvento delle armi da fuoco), o dalla qualifica militare di operatore alla balestra, soldato armato di balestra, tiratore di balestra. Il cognome Balistreri è originario della Sicilia dove ancora oggi è maggiormente diffuso, in particolare nel palermitano (Palermo, Bagheria, Santa Flavia, Trabia, ecc.), nell’agrigentino (Palma di Montechiaro, Menfi, Sciacca, Agrigento, ecc.), nel trapanese (Marsala, Favignana, Campobello di Mazara, ecc.), nell’ennese (Enna, Piazza Armerina, ecc.), ecc. Probabilmente per effetto dei flussi migratori il cognome Balistreri è presente anche in altre regioni italiane, del meridione (Campania, Puglia, Calabria, ecc.) ma anche del centro-nord (Lazio, Lombardia, Piemonte, Sardegna, ecc.)

Riferimenti storici e personaggi. Balistreri fu nobile famiglia messinese della quale troviamo un Francesco, castellano di Tripi (1397) e di Castroreale (1422), un Biagio, citato nella Mastra dei Nobili di Messina del Mollica dal 1596 al 1605; un Giuseppe e un Luigi, figli di un Pietro-Paolo, in quella del 1807 (cfr. Nobiliario di Sicilia). ROSA BALISTRERI (Licata 21/3/1927 – Palermo 20/9/1990), cantante e cantastorie siciliana, voce tagliente e disperata di Sicilia; cantava e interpretava le canzoni popolari siciliane nelle quali si racconta non solo la miseria ma anche l’orgoglio e lo sdegno del popolo. Era nata da una famiglia molto povera e visse l’infanzia e la giovinezza nel degrado sociale. Fin da bambina si dedicò ai lavori più umili, servì presso le case delle famiglie benestanti, lavorò nello stabilimento per la conservazione del pesce, andava a spigolare per i campi assolati dei paesi vicini. Visse dolorosi avvenimenti, il carcere prima per tentato omicidio del marito, poi per furto, la fuga a Firenze, l’omicidio della sorella, il suicidio del padre. Poi ebbe tanti amici che l’aiutarono a risollevarsi e ad emergere: il poeta Ignazio Buttitta, il cantastorie Ciccio Busacca, Dario Fo; incise molte canzoni, ebbe modo di calcare le scene teatrali, viaggiò in molti paesi del mondo per far conoscere le sue immortali canzoni. Rosa Balistreri cantava la sua disperazione e la sua speranza, la sua gioia e il suo dolore, la sua voce era un mezzo per trasmettere tutta la sua vita sventurata. Morì a Palermo nell’ospedale Villa Sofia, colpita da un ictus cerebrale durante una tournée in Calabria. 

Calamita

(come Vincenzo Calamita, costruttore e suonatore di zampogna “a paro”)

Calamita è un etnico grecanico del toponimo “Kalami”, nome di due località greche, una nei pressi di Samo (isola greca dell’Egeo orientale), l’altra nell’isola di Corfù (nel mar Ionio): “calamita” varrebbe per “proveniente da Kalami”, cittadina di Kalami). Potrebbe derivare da nomi di località greche o italiane caratterizzate dalla presenza di canneti (calamita da “calamidas”, cannuccia (V. Blunda). Il cognome Calamita, diffuso in quasi tutte le regioni italiane, ha i maggiori ceppi in Puglia (zone Bari, Foggia, Barletta), nel Lazio (zone Roma, Viterbo), nelle Marche (Macerata, Fermo, Ancona), in Lombardia (nel milanese), in Campania (nel napoletano); in Sicilia è attestato nel palermitano (Misilmeri, Palermo, Borgetto, Montelepre, Bolognetta, ecc.), nel catanese (San Giovanni La Punta, Catania, Pedara, ecc.), nell’agrigentino (Licata, Agrigento), nel nisseno (Riesi, Caltanissetta).

Riferimenti storici e personaggi. Calamita è famiglia d’incerta origine ma antica a Castrovillari (Cosenza); fra I suoi personaggi vengono ricordati un Giovanni, eremita, morto nel 1255; un altro Giovanni, che fu vescovo di Minervino (Puglia) nel 1472; Bernardino conte del Sacro Palazzo, nominato dal papa Pio IV; Giovanni Maria, conte dell’Impero nominato da Carlo V; altro Giovanni Maria, governatore di Ariano (Avellino); un Battista nel 1487 ebbe da Ferdinando I d’Aragona i beni feudali di Belledona; ed altri. Un altro ramo fu antica e nobile famiglia originaria di Sicilia. FRANCESCO PAOLO CALAMITA (Bitonto 1878/1916), cardinale, prelato domestico di Sua Santità, protonotario apostolico, arcidiacono del capitolo cattedrale. VINCENZO CALAMITA (Licata 1/8/1934 – 10/6/2011), costruttore e suonatore di zampogna (ciaramedda). L’amore per la zampogna nasce in lui fin da giovane età; a 10 anni costruisce la sua prima zampogna utilizzando canne e pelle di coniglio. Da quel momento in poi si dedicherà alla costruzione delle zampogne specializzandosi soprattutto nella costruzione della zampogna “a paro” e le cui tecniche di costruzione sono state successivamente studiate, ricercate e pubblicate anche da professori universitari, non solo in Italia ma anche in altri paesi del mondo, come Francia e Gran Bretagna. Il maestro Calamita era conosciuto in tutto il mondo, si era esibito in diversi paesi d’Italia e d’Europa, in Svizzera e in Gran Bretagna; in quest’ultimo paese aveva partecipato ad un concorso per il titolo di migliore zampognaro del mondo: aveva ottenuto il secondo posto e il Premio “Zampogna d’Argento”. A Licata nel 2015 è stata fondata l’Associazione culturale Zampognari licatesi “Vincenzo Calamita”.

Madonia

(come Luca Madonia, cantautore e chitarrista di musica leggera).

Madonia è cognome tipicamente siciliano: dovrebbe derivare da “Madonia” antico nome del massiccio montuoso delle Madonie, posto nella parte settentrionale della Sicilia, facente parte dell’Appennino siculo. Madonia era anche il nome del feudo di proprietà dei marchesi Crescimanno, uno dei feudi della Baronia d’Aspromonte che insisteva su parte del territorio di proprietà della famiglia La Farina, nobile di Palermo. Il cognome è ampiamente diffuso nel palermitano (Palermo, Monreale, Collesano, San Mauro Castelverde, Polizzi Generosa, Corleone, ecc.); è presente inoltre nel trapanese (Marsala, Partanna, Castelvetrano, ecc.), nell’ennese (Enna, Catenanuova, Villarosa, ecc.), nell’agrigentino (Cammarata, San Giovanni Gemini, Santo Stefano Quisquina, ecc.), nel nisseno (Caltanissetta, Gela, Vallelunga Pratameno, ecc.) e in altre  province siciliane.  I Madonia sono noti inoltre in Lombardia, Piemonte, Toscana, Liguria, Emilia-Romagna, Lazio.

Riferimenti storici e personaggi. FRANCESCO PAOLO ALEXANDRE MADONIA (Palermo 29/3/1973), docente, scrittore, poeta; ex allievo dell’Ècole Normale Supérieure, è docente di letteratura francese nell’Università degli Studi di Palermo e docente di clinica psicoanalitica presso due scuole di specializzazione in psicoterapia. I suoi interessi di ricerca vanno dall’estetica alla psicoanalisi (co-dirige la “Rivista di psicodramma freudiano”), alla grammatica e alla storia della lingua francese. DANILO MADONIA (Genova 1958), musicista, arrangiatore e compositore, produttore. Ha collaborato con noti artisti fra cui: Renato Zero, Fiorella Mannoia, Francesco De Gregori, Anna Oxa, Eros Ramazzotti, Lucio Dalla, Adriano Celentano, Claudio Baglioni, Elisa, Carmen Consoli ed altri. Con Renato Zero la collaborazione è stata più fitta: è stato arrangiatore, coautore e produttore di molti suoi brani. Nel 2008 ha ricevuto il premio “inSound Trophy Award, come miglior tastierista dell’anno; nel 2009, a poche settimane dall’uscita dell’album “Presente” di Renato Zero (dove Danilo partecipa come arrangiatore e coautore di otto brani), ha ricevuto un triplo disco di platino. LUCA MADONIA (Catania 4/6/1957), cantautore e chitarrista di musica leggera. Sale alla ribalta negli anni ottanta con i Denovo (Gruppo formato oltre che da Luca, dal fratello Gabriele e dai musicisti Mario Venuti e Toni Carbone), con i quali, fra il 1984 e il 1989, pubblica cinque album. Poi, sciolto il gruppo, Luca intraprende la carriera di solista e pubblica due album, “Bambolina” e “Moto perpetuo”, collabora con vari artisti fra cui Carmen Consoli e Mario Venuti. Un suo nuovo album, “Il tempo è dalla mia parte” (2017),  contiene dieci nuove canzoni e costituisce una specie di “concept album” sul tema del tempo.

Campolo

(Giuseppe Campolo, giornalista, scrittore, esperantista)

Campolo potrebbe derivare dal nome medievale “Campolus”, oppure da un’alterazione del termine latino “campilius”, ad indicare nel capostipite un agricoltore, un contadino (Cfr. Il sistema cognominale reggino), o, secondo il criterio della comune base etimologica, inserirsi fra i numerosi derivati o composti di campo (terreno coltivato), che si differenziano fra di loro per il diverso processo di formazione diventando toponimi, come Campobasso, Campobello, Camporeale, ecc. o mestieri, come campàio, camparo, campiere, campolo, ecc. (Cfr. Emidio De Felice). Campolo ha un ceppo molto consistente in Calabria, nel reggino (Reggio Calabria, Motta San Giovanni, Villa San Giovanni, Melito di Porto Salvo, Cittanova, Palizzi, Oppido Mamertino, Montebello Ionico, ecc.), nel catanzarese (Catanzaro, Lamezia Terme, Soverato, Satriano), nel cosentino (Corigliano Calabro, Rossano, Rende, Castrolibero, Marano Marchesato, Paola, Praia a Mare); ha nuclei meno consistenti in Lombardia, Lazio, Campania, Liguria, Toscana, ecc.; in Sicilia è diffuso nel messinese (Messina, Capo d’Orlando, Villafranca Tirrena, Barcellona Pozzo di Gotto), nel palermitano (Palermo, Ustica, Villabate, Carini), nel catanese (Catania, Gravina di Catania, Pedara), nel siracusano (Siracusa). Campoli invece è un cognome tipicamente laziale, molto diffuso nel frusinate, nel romano, nel latinense. Altri ceppi si trovano nell’Emilia-Romagna, in Campania, Toscana, Lombardia, Piemonte, ecc.; in Sicilia qualche famiglia Campoli è attestata a Palermo.

Riferimenti storici e personaggi. PINO CAMPOLO, cavaliere veneto, venne in Sicilia militando in favore di Federico II dal quale, per i suoi servigi, ottenne tutte le rendite che la Regia Corte possedeva sulla comunità di Siracusa e gli introiti della “statia” (dazio, dogana) di quella città con altri territori che poi il figlio Ansaldo ebbe confermati dal re Federico III. GIOVANNI CAMPOLO (Messina 1290 circa / dopo il 1343), Iohanni Campulu de Missina, frate minore francescano; tradusse dal latino al siciliano “Il dialogo di San Gregorio”: il titolo originale è “Lu libru di lu dialugu de Sanctu Gregoriu”. Del libro, il più antico testo conosciuto in lingua siciliana, esistono soltanto tre esemplari ora conservati uno nella Biblioteca Nazionale di Roma, un secondo nella Biblioteca Nazionale di Parigi, un terzo nella Biblioteca Riccardiana di Firenze. GIUSEPPE CAMPOLO (Messina), giornalista, scrittore, esperantista, studioso critico delle società globalizzate e del dominio finanziario. Dal 1972 al 2007 è stato direttore responsabile del periodico di arte e cultura e promozione sociale “Prospettive”; nel 1989 ha vinto il Premio Vittorini con il romanzo “Soledad Montero: la strega”. Grazie all’invenzione del personaggio “Samideano”, divenuto poi anche suo pseudonimo, ha dato vita ad un movimento culturale che centralizza l’Esperanto interpretandone la sostanzialità in chiave artistica. Giuseppe Campolo insegna l’Esperanto nelle scuole della provincia di Messina ed è presidente di “Sicilia esperantista”, associazione da lui fondata alcuni anni fa; collabora a vari quotidiani e periodici. Fra le sue ultime opere “Annuvolata” del 2012 e “Chi ha conosciuto Bosco Nedelcovic”. ANGELO CAMPOLO (Messina 4/11/1983), attore, sceneggiatore e regista. Diplomato alla “Scuola del Piccolo Teatro” di Milano, ha lavorato in diverse produzioni del Piccolo per la regia di Luca Ronconi; impegnato e attivo in teatro, cinema e televisione. Per il Web è stato regista e sceneggiatore dei cinque episodi della serie “A famigghia – A/R nelle terre del padrino” (2015), vincitrice del “Premio del pubblico” al Sicily Web Fest 2015 di Ustica e finalista come “Migliore serie web” a Roma Web Fest dello stesso anno. Nel 2019 è vincitore della prima edizione del “Nolo Fringe Festival” di Milano con lo spettacolo “Stay Hungry” di cui è autore e interprete.

Cognomen omen

Etimologia, origine, significato, diffusione dei cognomi a livello provinciale e regionale: fenomeni migratori. Collegamenti e riferimenti storici sulle famiglie nobili siciliane, tradizioni popolari, personaggi del mondo della cultura, della politica, dell’arte, della cronaca. “Nomen omen”, locuzione latina che significa “un nome, un destino” o “il destino nel nome”: per i Romani nel nome della persona era indicato il suo destino, appunto “I cognomi come brand”, “marchio” che ti accompagna per tutta la vita, insieme dei valori che nel tempo le generazioni hanno costruito.

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