Cognomen omen

Cognomen omen

Le origini dei cognomi: Miccichè, Di Mauro, Dioguardi, Spinella

Gianfranco Miccichè

Miccichè

(come Gianfranco Miccichè, presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana)
Miccichè, cognome, tipico siciliano, deriva dal toponimo Miccichè, feudo di Villalba (Caltanissetta), il cui nome, a sua volta, deriva dal termine arabo “mikiken” (= terra nera) o dal greco “mitzikènion”;  Miccichè, toponimico, deriva, pertanto, dal luogo di provenienza del capostipite. Ha come varianti Miccicchè e Micicchè. Il cognome è presente in molti comuni (più di 200) di gran parte delle regioni italiane; ha un grosso nucleo in Sicilia e modesti ceppi in Lombardia, Piemonte, Liguria, Lazio, Toscana, Emilia- Romagna, Veneto, ecc. In Sicilia è presente in particolare nell'agrigentino (23 comuni, fra cui Agrigento, Aragona, Favara, Santa Elisabetta, Campobello di Licata), nel nisseno (11 comuni, fra cui Caltanissetta, Serradifalco, Niscemi, San Cataldo), nel palermitano (Palermo, San Cipirello, San Giuseppe Jato, Cefalù, Belmonte Mezzagno, ecc.), nel catanese (Santo Cono, Catania, Palagonia, ecc.), nel ragusano (Scicli, Vittoria, ecc.), nell'ennese (Pietraperzia, Enna, Barrafranca, ecc.).  

Riferimenti storici e personaggi – Il feudo Mikiken  di Villalba (in provincia di Caltanissetta) è menzionato con il suo nome originario in un diploma del 1175, con il quale, dirimendo una controversia tra il vescovo di Cefalù e la nobildonna Lucia Cammarata, si riconosceva a quest'ultima la signoria del feudo;  a Scicli (RG) nella prima metà del 1600 troviamo il nobile don Giuseppe Miccichè e poi il figlio don Vincenzo Miccichè. LINO (NICCOLO’) MICCICHE’(Caltanissetta 31/7/1934 – Roma 1/7/2004), storico del cinema e critico cinematografico. E’ stato presidente della Biennale di Venezia (1977) e del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma (1996/2002); è stato titolare della rubrica cinematografica dell’Avanti per oltre un trentennio e critico cinematografico del TG3. Ha insegnato storia del cinema presso le università di Trieste, Siena, Parigi-Sorbona, Roma 3; a Roma ha creato il DAMS (Dipartimento di Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo). Nel 1965 aveva fondato e curato fino al 1988 la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. I suoi numerosi libri costituiscono la più importante testimonianza sul cinema italiano degli anni Sessanta e Settanta, sul neorealismo, su Visconti, Pasolini ed altri. GIANFRANCO MICCICHE (Palermo 1/4/1954), politico, già dirigente d’azienda e direttore di Publitalia ’80, azienda di Silvio Berlusconi, già dirigente di Forza Italia e leader di Grande Sud. Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana dal 16/9/2917, alla seconda esperienza in tale carica (dopo esserlo stato dal 2006 al 2008), è stato deputato alla Camera per cinque legislature (dalla XII alla XVI) e più volte ministro: sottosegretario di Stato dei Ministero dei Trasporti e della Navigazione nel 1^ Governo Berlusconi (1994/95), sottosegretario di Stato e vice ministro dell’Economia e delle Finanze nel 2^ Governo Berlusconi (2001/2005), ministro per lo Sviluppo e la Coesione territoriale nel 3^ Governo Berlusconi (2005/2006), sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 4^ Governo Berlusconi (2008/2011), sottosegretario di Stato alla Pubblica Amministrazione e Semplificazione nel Governo Letta (2013).  Dal 19/7/2018 è eurodeputato in sostituzione di Salvo Pogliese eletto sindaco di Catania.

Di Mauro

(come Giovanni Di Mauro, deputato regionale e vice presidente vicario dell’ARS)
Di Mauro è  cognome patronimico che vale per “figlio di Mauro”, o “colui che appartiene alla famiglia di Mauro”; perifrasi poi abbandonata per utilizzare la forma contratta “Di Mauro” che indica più familiarmente il capostipite e la stirpe da questo derivata. Mauro è un nome di origine etnica, derivato dal latino Maurus che significa “appartenente al popolo dei Mauri”, popolazione latina  della Mauretania (antica provincia romana che si estendeva dall'attuale Algeria fino alla parte settentrionale dell’attuale Mauritania, passando per il  Marocco). Il cognome è diffuso in poco più di 700 comuni di tutte le regioni italiane, con ceppi più consistenti in   Sicilia, Campania, Lazio, Puglia, Lombardia, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Liguria, ecc. In Sicilia è presente in tutte le province, soprattutto nel catanese (Catania, Acireale, Gravina di Catania, Misterbianco, ecc.), nel siracusano (Siracusa, Floridia, Priolo Gargallo, Melilli, ecc.), nel ragusano (Ragusa, Modica, Comiso, ecc.), nel messinese (Messina, Gaggi, Giardini Naxos, ecc.), nell’agrigentino (Canicattì, Menfi,  ecc.).

Riferimenti storici e personaggi. GIOVANNI (ROBERTO) DI MAURO (Agrigento 27/6/1956), deputato regionale eletto nella XVII Legislatura nella lista “Nello Musumeci Presidente” e iscritto al Gruppo “Popolari ed Autonomisti – Idea Sicilia”; è vice presidente vicario dell’Assemblea Regionale Siciliana dove è anche componente della Commissione  Regolamento, della Commissione I – Affari Istituzionali, della Commissione II – Bilancio. E’ entrato all’ARS nel 2004 in sostituzione dell’onorevole Vincenzo Lo Giudice, sospeso dalla carica, ed è stato riconfermato nelle successive legislature fino all’attuale. Fedelissimo di Raffaele Lombardo, nel 2005, fu fra i fondatori del Movimento per l’Autonomia e nella XV Legislatura assunse la carica di assessore regionale alla Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca (1^ Giunta Lombardo), di assessore al Bilancio e Finanze (2^ Giunta Lombardo), di assessore al territorio e ambiente (3^ Giunta Lombardo). È stato sindaco di Agrigento dal 1998 al 1993, assessore provinciale di Agrigento nella giunta guidata da Vincenzo Fontana, deputato della Repubblica Italiana nella XI Legislatura e, per brevi periodi, nella XV e XVI. GIUSEPPE DI MAURO (Catania 1932 – Parigi 2011), liutaio italiano naturalizzato francese; faceva parte della grande famiglia dei liutai italiani trasferitisi a Parigi nel 1930. Fra i chitarristi famosi che hanno suonato i suoi strumenti, si ricordano Sacha Distel, Henri Salvador, Pat Metheniy. Oggi le chitarre Di Mauro sono molto rare e ricercate.  LUIGI DI MAURO (Caltanissetta 11/11/1920 – Roma 6/2/2011), sindacalista della CGIL e politico, fu deputato del PCI dalla I alla IV Legislatura (1948/1968). VINCENZO DI MAURO (Monza 1/12/1951), Arcivescovo emerito di Vigevano; nel 2012 ha rinunziato alla carica per motivi di salute: vive a Cinisello Balsamo. Fu collaboratore del cardinale Carlo Maria Martini nella “cattedra dei non credenti”.

Dioguardi

(come Gianfranco Dioguardi, accademico e ingegnere, docente universitario)
Dioguardi è cognome teoforico (portatore di deità, riferito alla divinità);  deriva dal nome di origine augurale “Dioguardi”, attribuito nel passato per una forma di superstiziosa devozione affinché il futuro del bambino fosse protetto da Dio (= che Dio lo guardi). 
Il cognome ha un grosso ceppo nel palermitano (Palermo, Cerda, Bagheria, Misilmeri, Caccamo, San Giuseppe Jato, Alia, Campofelice di Roccella, ecc.), ma è noto anche nel trapanese (Trapani, Erice, Alcamo, ecc.), nel nisseno (San Cataldo, Serradifalco, Caltanissetta), nel messinese, nell’ennese. Altri ceppi sono in Puglia (nel barese, nel tarantino, nel foggiano), in Abruzzo, Lazio, Lombardia, Campania, Toscana, Liguria, Emilia-Romagna e in qualcun’altra regione italiana)

Riferimenti storici e personaggi.  Dioguardi è il 61^ cognome di Palermo con  circa 340 presenze.
GIANFRANCO DIOGUARDI (Bari 25/6/1938), ingegnere, professore ordinario di Economia e organizzazione aziendale al Politecnico di Bari con attività didattica  e scientifica condotta in Italia e all’estero. Cavaliere del lavoro,  presidente della Fondazione Dioguardi svolge attività imprenditoriale e consulenziale in società operanti nel settore dell’edilizia, dell’engineering , dell’innovazione tecnologica, della comunicazione e della formazione professionale.   Tra i fondatori dell’ingegneria gestionale in Italia, si contraddistingue per  l’interdisciplinarità degli interessi culturali che spaziano dall’organizzazione aziendale, all’urbanistica, alla storia della scienza, al sapere umanistico. Ha pubblicato numerosi libri ed è presente in diversi consigli di amministrazione, direttivi e scientifici di imprese, riviste, istituzioni pubbliche e private. E’ figlio di SAVERIO DIOGUARDI (Rutigliano 5/11/1988 – Bari 22/11/1961), architetto e imprenditore edile,  costruì e ristrutturò edifici pubblici e di rappresentanza (banche, caserme, case popolari, scuole e numerose opere di carattere monumentale funerario). Nel 1911 realizzò il monumento per l’imperatore Alessandro II a Pietroburgo. E’ stato una figura rappresentativa delle vicende architettoniche che nella prima parte del secolo scorso hanno costituito l’identità della città di Bari. NICOLA DIOGUARDI (Bari 1921), medico, epatologo di fama mondiale, considerato uno dei padri della medicina e della ricerca moderna italiana. I suoi studi, concentrati in particolare sul fegato, gli hanno consentito di sviluppare una linea di ricerca scientifica nell’ambito della medicina interna (epatologica, gastroenterologica, ematologica). Ha contribuito a fondare più di 20 anni fa a Milano “Humanitas”, ospedale  ad alta specializzazione, centro di ricerca e sede di insegnamenti universitari. DANIELA DIOGUARDI (Trapani 11/12/1949), docente di scuola superiore, politica, deputata della Repubblica italiana nella XV Legislatura, Gruppo Rifondazione comunista – Sinistra Europea.

Spinella

(come Mario Spinella, scrittore, giornalista)
Spinella (variante di Spinello) può avere diverse origini e formazioni: può essere forma aferetica del nome “Ospinello”, presente in Liguria e in Umbria nel XII secolo, nella forma latinizzata di “Ospinellus” o “Hospinellus”, che richiama il nome francese antico di un eroe dell’epica carolingia “Hospinel” o “Ospinel”; può essere diminutivo dei nomi “Spina” o “Spino”; può derivare da “Crispinello, ipocoristico aferetico di “Crispino”; può avere alla base un soprannome proveniente da “spinello”, nome di una specie di pesce e di una pietra preziosa; può derivare dai toponimi “Spinello” (località delle province di Foggia e Catanzaro) o da “Spinelli” (località delle province di Pisa e Salerno). (Vedi E. De Felice, dizionario dei cognomi italiani). E’ una forma cognominale diffusa soprattutto nel Meridione e in Sicilia, nel messinese (Messina, Gioiosa Marea,  Montagnareale, Patti, Lipari, ecc.), nel catanese (Adrano, Acireale, Catania, Giarre, ecc.), nel palermitano (Marineo, San Giuseppe Jato, Partinico, Palermo, Trappeto, ecc.); è diffuso, inoltre, in Calabria, Lombardia, Lazio, Veneto, Piemonte,  e in tante altre regioni italiane.

Riferimenti storici e personaggi. MARIO SPINELLA (Varese 17/3/1918- Milano 6/4/1994), scrittore, filosofo, saggista, giornalista. Laureato alla Normale di Pisa, fra il 1940 e il 1941 è lettore didattico all’Università di Heidelberg. Nel 1942, mandato sul fronte russo con l’ARMIR, è testimone della disfatta e della ritirata dell’esercito italiano. Ritornato dal fronte russo entra nella Resistenza e vi milita fino alla liberazione di Firenze. Per un certo tempo è segretario di Palmiro Togliatti, poi nel 1948, capo redattore di “Vie Nuove” e, fino al 1956, dirigente formatore alla Scuola Quadri del PCI alle Frattocchie. Nel 1957 approda a Milano dove svolge attività giornalistica e di dirigente editoriale; scrive per “Rinascita”, “Utopia”, che dirige dal 1969 al 1971, per “Piccolo Hans”, per “Alfabeta”, poi si occupa di psicoanalisi e di letteratura, di poesia e di filosofia; approfondisce i suoi studi su Gramsci. Fra le sue opere vengono ricordate: “Memoria della Resistenza”, Milano 1974, “Sorella H, Libera nos”, Milano 1968, “Lettera da Kupyansk”, Milano 1987.  GAETANO SPINELLA (Catania), maestro pasticciere, nel 1936 aprì la “Pasticceria Spinella”, nel centro del “salotto élite” di Catania, in via Etnea, di fronte al Giardino Bellini. La maestria del fondatore, rispettoso dei canoni della migliore tradizione dolciaria siciliana, ne determinò un immediato successo riconosciuto negli anni da generazioni di catanesi e, ancora oggi, dalle migliaia di turisti che la visitano per gustarne le prelibatezze.

Cognomen omen

Etimologia, origine, significato, diffusione dei cognomi a livello provinciale e regionale: fenomeni migratori. Collegamenti e riferimenti storici sulle famiglie nobili siciliane, tradizioni popolari, personaggi del mondo della cultura, della politica, dell’arte, della cronaca. “Nomen omen”, locuzione latina che significa “un nome, un destino” o “il destino nel nome”: per i Romani nel nome della persona era indicato il suo destino, appunto “I cognomi come brand”, “marchio” che ti accompagna per tutta la vita, insieme dei valori che nel tempo le generazioni hanno costruito.

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Commenti (3)

  • Perché non dire che Dioguardi è un cognome che si dava ai trovatelli?

    • Chissà se VANIA sta leggendo...

  • Terra nera, o bianca?

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