Cognomen omen

Cognomen omen

L'origine dei cognomi: Fiorello, Sturiale, Pallavicino, Badalamenti

L'origine dei cognomi Fiorello, Sturiale, Pallavicino, Badalamenti

FIORELLO

(Come Rosario Fiorello, showman, imitatore, conduttore radiofonico, cantante)
Fiorello è un cognome specifico della Sicilia; ha molte varianti, Fiorella, Fiorelli, Fiorilli, Fiorillo. Tutti derivano, direttamente o attraverso modificazioni dialettali, dal nome medioevale Fiorello/Fiorella, ipocoristici maschili e femminili del nome Fiore (tardo latino flos-floris). Flora era la dea che proteggeva le piante utili e soprattutto gli alberi nel periodo della fioritura.
Il cognome è diffuso nel messinese (Messina, Milazzo, San Filippo del Mela, Gualtieri Sicaminò, Santa Lucia del Mela, ecc.), nell'agrigentino (Campobello di Licata, Aragona, Casteltermini, Menfi, Canicattì, ecc.), nel palermitano (Carini, Palermo, Lercara Friddi, Borgetto, Partinico, Marineo, Altofonte, ecc.), nel catanese (Paternò, Biancavilla, Catania, Caltagirone, ecc. ), nel trapanese (Calatafimi, Salaparuta, Alcamo, Erice, Favignana, ecc.) nel siracusano (Augusta, Pachino, ecc.), nel Nisseno, nell'ennese; oltre che in Sicilia, il cognome ha ceppi in diverse regioni italiane fra cui Lombardia, Piemonte, Puglia, Calabria, Toscana, Lazio, Campania, ecc.

Riferimenti storici e personaggi: - Tracce di questa cognominizzazione si trovano verso il 1600 nel Veneto, con l'erudito frate Jacobus Fiorelli; a Torre del Greco, dove i Fiorilli occupano posizioni rilevanti al servizio del regno; nel comune di Val Masino (SO), dove Fiorelli è un fiorentino lì trasferitosi. Nel 1700 a Rutigliano, nel barese, i Fiorilli sono benefattori del patronato laico. 
ROSARIO TINDARI FIORELLO (Catania 16/5/1960) – Noto showman, imitatore, conduttore radiofonico, comico e cantante, nato a Catania ma cresciuto fra Riposto e Augusta. Ha iniziato la sua carriera lavorando nei villaggi turistici della Valtur, prima come aiuto cuoco, poi come barman, infine come animatore. GIUSEPPE (BEPPE) FIORELLO (Catania 12/3/1969) – Fratello di Rosario, attore cinematografico e televisivo. Ha interpretato in TV grandi personaggi del passato come Salvo D'Acquisto, Giuseppe Moscati, Sandro Pollastri, Domenico Modugno, ecc. CATENA FIORELLO (Catania 10/8/1966) – Scrittrice e conduttrice TV, sorella di Rosario e Giuseppe Fiorello. Ha collaborato all'elaborazione di testi per numerosi programmi ed ha pubblicato un libro sulla sua vita familiare dove descrive, oltre all'ambiente della sua casa, le ricette della cucina povera della madre. 

STURIALE

(come Alice Sturiale, piccola scrittrice di poesie, pensieri, storie vere e fantastiche)
Sturiale è un cognome di origine greca, deriva per metatesi da στολοζ (stólos = flotta), da cui στολαριοζ (stolarios = marinaio), forse ad indicare l’attività svolta dal capostipite. Potrebbe derivare dal termine “storiale”, cioè “della storia”. É un cognome abbastanza raro, specifico della zona calabro-sicula dello Stretto di Messina. É diffuso nella zona orientale della Sicilia, nel messinese (Messina, Santa Teresa di Riva, Roccalumera, Pagliara, Mandanici, Taormina, Furci Siculo, Savoca, Antillo, Giardini Naxos, ecc.) nel catanese (Catania, Riposto, Acicastello, Biancavilla, Giarre, Acireale, Calatabiano, ecc.), qualche famiglia è nota anche nel siracusano (Siracusa, Pachino, Augusta, ecc.), nel palermitano, nel ragusano, nel nisseno. Famiglie Sturiale sono sparse anche in Lombardia, Piemonte, Lazio, Campania, Veneto, Calabria, ecc.

Riferimenti storici e personaggi. Sturiale è il secondo cognome nel comune di Santa Teresa di Riva (ME). Nella seconda metà del 1700 si trova un don FELICE STURIALE, abate di Savoca: viene ricordato che l’abate il 4 ottobre del 1786 effettuò una visita di ispezione presso la chiesa dell’Assunzione e la chiesa di San Vito in Misserio, frazione del comune di Santa Teresa di Riva. “Il libro di Alice” è una raccolta di poesie, pensieri, storie vere e fantastiche, un regalo, un piccolo capolavoro di ALICE STURIALE, una bambina nata a Firenze il 18 novembre 1983, vissuta solo 12 anni, morta improvvisamente la mattina del 20 febbraio 1996, nel suo banco scolastico, in seconda media. Una malattia congenita le impediva di camminare ma non di vivere con intensità e gioia i suoi affetti, il gioco, la scuola, gli scout, la musica, le cose normali che condivideva con i tantissimi suoi amici. Si divertiva a scrivere, a raccontare, a pennellare poesie, per lei “un dono spontaneo della mente”. ANGELO STURIALE (Catania), musicista e artista visivo, laurea in Lettere moderne e Pianoforte; è stato compositore invitato e artista-in residenza presso diversi conservatori (Londra, Zaragoza, Messico, Giappone, Svezia, USA, Islanda, Germania). Le sue ricerche teoriche e opere musicali sono state sostenute da istituzioni quali Rockefeller Foundation, Unesco-Aschberg, Ministero degli Affari Esteri Italiano, Swedish Institute, Canon Foundation Japan, Pépinières Européennes, Zeitklang. Ha pubblicato “Tempeste di Te”, per Algra Editore, 2015. I suoi quadri sono stati esposti in Italia, Stati Uniti, Messico e Islanda; è “visiting professor” di discipline teorico-musicali presso l'Istituto Tecnologico di Studi Superiori di Monterrey, Messico.

PALLAVICINO

(come Cesare Pallavicino, ingegnere, progettista della Brera, Caproni, Innocenti Lambretta)
Il cognome Pallavicino nasce come alterazione del soprannome e nome e medioevale Pelavicini o Pelavicino, determinatasi per nascondere l’originale e trasparente significato ingiurioso, offensivo o comunque spiacevole: che “pela, che deruba i vicini; ladro, usuraio”. La modificazione eufemistica, che ha un parallelo anche in Francia (Pela vicinum, documentato a Parigi nel 1096, è diventato “Pellevoisin”), deve essersi determinata fra l’XI e il XII secolo: il fondatore della grande famiglia feudale del Nord dei Pallavicini, è stato Oberto I Pelavicino (morto nel 1148); il nipote Oberto II è ricordato sia con il cognome Pelavicino sia con quello Pallavicino. Qualche cognome più recente, nella Liguria centrale e nell’alessandrino, può essere formato dal toponimo Pallavicino, località del comune di Cantalupo Ligure (AL), derivato dall’antico cognome feudale (cfr. Emidio De Felice, dizionario dei cognomi italiani). Pallavicino ha ceppi più consistenti nel Piemonte (Alessandria, Torino), nel Lazio (Roma), in Liguria (Genova, Imperia), in Campania (Salerno, Napoli) e nuclei meno numerosi in Lombardia, Toscana, Veneto, ecc. In Sicilia è presente nel ragusano (Scicli, Modica), nel messinese (Francavilla di Sicilia), nel palermitano (Palermo)

Riferimenti storici e personaggi. I Pallavicino furono una delle maggiori e più antiche casate feudali dell’Italia settentrionale e uno dei rami più fiorenti dell’antichissima stirpe obertenga, la dinastia franca che prende avvio da Oberto I, marchese di Milano e di Genova, conte di Luni, Tortona, Milano e Genova e reggente della Marca che nel X secolo da lui prese il nome, appunto la Marca Obertenga. Pallavicino è il nome del XXIII quartiere di Palermo: si trova alle falde del monte Pellegrino, verso l’entroterra, a fianco di Mondello, a nord del centro storico. Il nome deriva da Pallavicino, una delle famiglie nobiliari che risiedevano a Palermo nel XIX secolo. CESARE PALLAVICINO (Roma 1893 – Argentina 1976), ingegnere italiano, progettista della Brera, Caproni, Innocenti Lambretta. EMILIO PALLAVICINI (O PALLAVICINI) di Priola (Genova 8/11/1823– Roma 15/11/1901), generale e politico italiano; fu senatore del Regno d’Italia nella XIII Legislatura. Fu aiutante generale onorario del re fino al 1882 e divenne primo aiutante di campo di Umberto I nel 1890. Partecipò alle tre guerre d’Indipendenza italiana ed è particolarmente noto per aver fermato Garibaldi sull’Aspromonte e per aver soffocato diverse rivolte brigantesche. PIETRO SFORZA PALLAVICINO (Roma 28/11/1607 – 5/6/1667), cardinale e storico; fra le numerose sue opere vanno ricordate “Storia del Concilio di Trento”, principale fonte di parte cattolica per capire la storia del Concilio; “Considerazioni sopra l’arte dello stile e del dialogo”. Le maggiori raccolte delle opere del Pallavicino sono state edite nel corso del XIX secolo.

BADALAMENTI

(come Maria Badalamenti, autrice del libro “Sono nata Badalamenti”.
Badalamenti dovrebbe derivare da un soprannome legato all’attività di organizzatore delle prefiche, di colui che riceveva dai familiari l’incarico di badare alle lamentazioni. Le prefiche, infatti, nell’antica Roma erano pagate per far parte dei cortei funebri e intonare canti di elogio del defunto accompagnati da grida di dolore, pianti, gesti disperati. Secondo alcuni studiosi Badalamenti avrebbe origine dall’adattamento popolare del nome arabo Abd Al-Amin con il significato di “servo del Fedele” o, in senso lato, “servo di Maometto” (fra i musulmani, infatti, Al-Amin è un epiteto riferito a Maometto), o anche dall’adattamento del nome arabo Abd Al-Aman con il significato di “servo della Fede”: sarebbe in ogni caso una cognominizzazione del nome personale del capostipite. Il cognome Badalamenti è tipico del palermitano, è diffuso, infatti, in più di trenta comuni della provincia fra cui Palermo, Carini, Cinisi, Montelepre, Torretta, Terrasini, Misilmeri, Partinico, Bagheria, Monreale, ecc. Alcune famiglie Badalamenti sono attestate, inoltre, nell’agrigentino (Castrofilippo, Agrigento, Canicattì, Porto Empedocle, ecc.), nel trapanese (Alcamo, Castellammare del Golfo, Marsala), nel catanese (Catania) e, fuori dell’isola, in alcune regioni italiane: Toscana, Lombardia, Piemonte, Lazio, Veneto, Liguria, ecc.

Riferimenti storici e personaggi. Badalamenti è antico casato siciliano con dimora a Palermo, fregiato di cavalierato in seguito alla partecipazione, connotata da coraggio e virtù, di un ALFONSO BADALAMENTI, alla guerra d’Otranto nel 1481, sotto i vessilli aragonesi contro gli ottomani. La famiglia nei secoli diede i natali a personaggi illustri: MARTINO B., regio milite vivente a Ragusa nel 1398; ANTONIO B., segretario di re Ladislao D’Angiò Durazzo, vivente nel 1414; ALESSANDRO B., dottore in “utroque iure”(nell’uno e nell’altro diritto, civile e canonico), vivente a Palermo nel 1521; RODRIGO B., dottore in Sacra Teologia e lettore di Filosofia in varie università, vivente a Palermo nel 1567. MARIA BADALAMENTI (Palermo 1973), nipote del boss Gaetano Badalamenti e figlia di Silvio Badalamenti, direttore di esattoria di Marsala “estraneo a contesti di criminalità”, ucciso dalla mafia il 2 giugno 1983. Maria Badalamenti ha scritto un libro “Sono nata Badalamenti”, denso di memorie del padre e della sua lotta alla mafia. ROSANNA BADALAMENTI (Palazzo Adriano 6/9/1971), poetessa siciliana, insegnante di scuola primaria, dedita al sociale, volontaria e animalista. Ha scritto la silloge poetica “Quello che non ho mai detto”, Buoni cugini editori.

Cognomen omen

Etimologia, origine, significato, diffusione dei cognomi a livello provinciale e regionale: fenomeni migratori. Collegamenti e riferimenti storici sulle famiglie nobili siciliane, tradizioni popolari, personaggi del mondo della cultura, della politica, dell’arte, della cronaca. “Nomen omen”, locuzione latina che significa “un nome, un destino” o “il destino nel nome”: per i Romani nel nome della persona era indicato il suo destino, appunto “I cognomi come brand”, “marchio” che ti accompagna per tutta la vita, insieme dei valori che nel tempo le generazioni hanno costruito.

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