AMARCORD1983

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Quaranta anni fa la tragedia aerea di Punta Raisi: "Così furono salvati i naufraghi"

Aereo precipitato in mare davanti alla pista, cronaca di una delle notti più buie. Era un 23 dicembre, come oggi. Era il 1978. Il miracolo nel cuore della sciagura (108 morti): c'è chi nuotando nel buio e sfidando l'acqua gelida, si è aggrappato alla vita. Il racconto: "I miei zii videro tutto e salvarono 21 persone"

La tragedia aerea del 1978: la cabina di pilotaggio e la coda - FOTO MASSIMO COMETA

La mezzanotte è passata da 38 minuti, quando l'aereo Alitalia 4128 partito da Fiumicino e diretto a Punta Raisi, precipita in mare a poche centinaia di metri dalla pista, davanti alla costa di Cinisi, proprio mentre era pronto all'atterraggio. A bordo ci sono 129 persone tra passeggeri e membri dell'equipaggio. E' la cronaca di una delle notti più buie della storia palermitana. Era un 23 dicembre, come oggi. Era il 1978, esattamente 40 anni fa. Una tragedia incastrata tra il disastro di Montagna Longa e la sciagura di Ustica.

Tutta colpa, probabilmente, di un'illusione ottica. Di quello che in gergo viene chiamato black hole approach. Perché può raramente succedere che di notte, con particolari condizioni meteo (ovvero nuvole a bassa quota) le luci della pista si possano riflettere sulle nubi e in mare, dando l'impressione che la pista si possa trovare alcune centinaia di metri prima della sua posizione reale. Mare, cielo, buio diventano improvvisamente un tutt'uno in quella fredda notte di dicembre. Come riportano le ricostruzioni dell'epoca l'incidente viene subito attribuito a un errore dei piloti, che a torto pensavano di essere più vicini all'aeroporto di arrivo di quanto in realtà fossero.

E' risultata fatale per questo motivo la decisione di effettuare la discesa finale con troppo anticipo. I piloti proseguirono la manovra di discesa, ormai divenuta pericolosa, in quanto non si scorgevano le luci dell'aeroporto. Negli ultimi nove secondi del volo, però, l'aereo vola quasi allo stesso livello del mare, alla velocità di 150 nodi (280 km/h). Terrificante lo scontro con l'acqua con l'ala destra: l'aereo si spezza in più tronconi e affonda.

La maggior parte delle vittime muore nell'impatto, alcuni perdono la vita per le temperature rigide dell'acqua marina. Le vittime sono 108, tra loro tutti i 5 membri dell'equipaggio. Muore anche l'autore televisivo Enzo Di Pisa insieme con la sua famiglia. Nel cuore della tragedia si materializza però il miracolo. La cronaca appunta infatti 21 superstiti.

A distanza di 40 anni, don Gaetano Ceravolo, "reggente" del santuario di Santa Rosalia, ha voluto onorare i caduti di quel tragico 23 dicembre con una messa in cima a Monte Pellegrino, e ha poi dato appuntamento alla Stele della Memoria a Punta Raisi. Un'iniziativa fortemente voluta dalla pittrice Daniela Verduci, nipote dei due pescatori, i cugini Verduci (stesso nome: Benedetto), che hanno salvato 21 passeggeri. A raccontare come sono andate le cose è proprio la donna.

"I miei zii - dice a PalermoToday - oggi non ci sono più". Ma quello che hanno fatto - con i loro pescherecci - è storia. "Entrambi solitamente pescavano nella zona del Trapanese - ricorda - e quel 23 dicembre, poco dopo la mezzanotte, stavano rientrando a casa, a Palermo. A bordo delle loro imbarcazioni decisero di fare l'ultima pescata per la famiglia, come si è soliti fare in vista del Natale, visto che era l'antivigilia. La loro era un'andatura lenta. Improvvisamente, in prossimità di Palermo videro un aereo che si avvicinava all'aeroporto con una manovra insolita". I due Verduci furono testimoni diretti della tragedia. 

"L'aereo precipitò in mare e si attivarono entrambi per i soccorsi - racconta la pittrice -. Non esitarono a tagliare le reti cariche di pesci. Uno dei due fece salire sul suo peschereccio 15 persone, il Nuovo Pacifico, l'altro invece riuscì a portare in salvo sei persone, sulla sua imbarcazione chiamata Santa Rita. L'aereo si era spezzato in tre tronconi. I passeggeri del troncone centrale riuscirono a venir fuori dall'aereo, mentre le altre due parti si inabissarono subito". 

C'è chi nuotando nel buio e sfidando l'acqua gelida, si aggrappò alla vita. "Ma in molti - dice Daniela Verduci - non riuscirono a salvarsi e scivolarono definitivamente in mare. C'era chi si aggrappava l'uno con l'altro per salire sui pescherecci e la presa risultava viscida per la notevole presenza di kerosene rilasciato dai motori dell'aereo. Ai tempi non c'erano i soccorsi che ci sono oggi. In tanti affondarono, ma in 21 guadagnarono miracolosamente la salvezza". Schegge di vita nella notte più buia.

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Alessandro e Francesco. Già uniti dal destino alla nascita, ci siamo affacciati a questo mondo a sei mesi esatti di distanza l'uno dall'altro. In quel 1983 che diede alla luce tanti frutti di amori nati durante il Mundial di Spagna. Si narra che uno di noi due sia stato concepito dopo Italia-Brasile 3-2, in compenso l'altro è nato il giorno di Trabzonspor-Inter 1-0. Al trionfo del Bernabeu del 1982 rendiamo omaggio nella testata del nostro blog con la mitica partita a scopone in aereo tra Zoff, Causio, Bearzot e Pertini. E la coppa sul tavolo. Di Trabzonspor-Inter 1-0, non abbiamo trovato foto. Amanti delle date, delle statistiche e delle coincidenze. Ma soprattutto innamorati dell'amarcord. In questo spazio ne racconteremo parecchi, provenienti dal pianeta sport e non solo

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Commenti (11)

  • Cari amici io quel 23 dicembre di 40 fa per la mia tenacia non fui su quell’areo. Venivo da Milano in transito da Roma per Palermo per le vacanze di Natale. Il mio aereo da Milano arrivò a Roma con enorme ritardo ed ero già convinto di aver perso l’aereo per Palermo. A Roma invece al tabellone il mio aereo per Palermo lo davano ancora non partito ma con il check-in chiuso. Con tenacia mi misi davanti al check-in chiedendo l’imbarco poiché il mio ritardo era dovuto a loro, ma non c’era nulla da fare l’aereo era in partenza. Mi misi davanti a check-in dicendo di farmi imbarcare perché altrimenti non facevo passare nessuno. Nella bolgia si era già firmata una fila dietro di me e chiamarono la Polizia. Ai due agenti feci vedere il mio biglietto spiegando che mi dovevano fare partire perché aereo ancora lì. Nel conciliabolo di telefonate, ascoltai che l’impiegata spiegò “ok tolgo ultimo riservato” non so cosa volesse dire ma mi diedero il posto. Mentre andava all’imbarco che c’era un bus che aspettava solo me, gli altoparlanti annunciavano che avevano messo un volo straordinario per Palermo. Cavolo pensai, potevano dirmelo che non avrei fatto quel casino per partire e magari avrei ceduto il mio posto ad una ragazza che mi pregava di cederle il mio posto se me lo davano!! Salii in aereo con l’unico posto rimasto libero in prima fila e partimmo ancora con quasi ancora un’ora di ritardo. Il viaggio fu tremendo, c’era una tempesta su Palermo con vuoti d’aria che in fase di atterraggio ti sbattevano giù. Per fortuna andò tutto bene per noi tutti. L’indomani alle 5 del mattino squillava il telefono di casa dei miei genitori: Franco, che sarei io, è arrivato? Mio padre, si è qui che dorme” Era caduto lo straordinario che veniva da Roma!! Non era arrivato ancora il mio momento, avevo 22 anni allora, o magari sarei stato il ventiduesimo superstite o forse il destino lo determiniamo noi.

    • Buongiorno Francesco, grazie per la sua testimonianza davvero incredibile! Certe volte... piccoli dettagli... un attimo di indecisione o incertezza fanno la differenza! Il suo è un esempio vivente! Sono l’autore dello scatto pubblicato da PalermoToday (assieme ad altri dell’I-DIKQ che troverete su Wikipedia). Ricordo perfettamente la notte della tragedia... Dieci anni dopo... esattamente il 30.6.88, mi recai presso lo sfascia carrozze nei pressi di Villabate... perché ritenevo oltraggioso è senza rispetto per le 108 vittime del volo AZ4128 quel modo piuttosto discutibile di esporre i resti dell’aeromobile. Uno scatto più di tutti... suscitò in me una terribile emozione... l’interno dell’MD80... totalmente distrutto... Solo 10 anni fa... tra le mie diapositive... ho recuperato quegli scatti dell’I-DIKQ.... e rendendomi conto che erano tra le pochissime foto di quel che restava dell’incidente le ho pubblicate su specifici siti del settore aviazione dapprima... poi storicizzare su Wikipedia. Colgo l’occasione per ringraziare la redazione di PalermoToday per aver menzionato l’autore dello scatto nell’articolo... gentilezza non dimostrata invece da “Il Post”... al quale ho chiesto di rimuovere la stessa immagine dal loro servizio.

  • A detta di molti piloti atterrare al Falcone e Borsellino in caso di particolari condizioni atmosferiche può risultare particolarmente complicato. Anche se si sono fatte molte troppe ipotesi dal fatto che i piloti fossero brilli cosa che ritengo indegna da chi abbia formulato tale scellerata ipotesi, un attentato, penso che la vera causa qualunque essa sia non verrà mai scoperta....

    • Lei confonde con l'altro incidente aereo.

  • Onore ai suoi zii.

  • Chissà se oggi sarebbe più possibile un errore del genere.

    • No. Le piste sono dotate di sistema PAPI ed ILS. Il PAPI è stato concepito esattamente per scongiurare quanto accaduto in questo incidente.

      • Mhmmm... veramente lei dimentica il crash landing Wind Jet del 24.09.2010!

  • ancora la verità nn esce fuori

    • Quale sarebbe? Vediamo.

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