AMARCORD1983

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Soffia il vento di Woodstock: Palermo Pop 70, il concerto che ha cambiato la storia

Nel giorno del concertone di Radio Italia ricordiamo la madre di tutte le manifestazioni musicali a Palermo. Pace, amore, musica e leggenda: 47 anni fa Duke Ellington, Aretha Franklin e Arthur Brown danno vita a un'esperienza sconvolgente e irripetibile

Tre giorni di pace, amore e musica. Intrecciati per sempre nella storia. Un’adunata rock senza precedenti per Palermo: in viale del Fante soffia il vento di Woodstock. Succede 47 anni fa, quando Gabbani, Rovazzi, Le Vibrazioni, Nina Zilli non erano neanche nati. Palermo Pop 70 è un concerto da leggenda, con Duke Ellington, Aretha Franklin, gli Exseption, Arthur Brown che si esibiscono davanti a centomila giovani. Chiedetelo ai "ragazzi" palermitani che hanno almeno 55 anni che uscirono trasformati da quell’esperienza, così sconvolgente e irripetibile, cosa è stato quell'evento. Il concerto di Radio Italia, programmato per stasera al Foro Italico, sta monopolizzando una città, tra misure di sicurezza, limitazioni al traffico e grande partecipazione di pubblico. Ma - ci perdonino i fan di Ramazzotti e Gabbani - ha poco a che vedere con quello che successe dal 17 al 19 luglio del 1970.

Sogni evaporati, desideri infranti, sbocciati sul prato spelacchiato della Favorita nelle notti di una Palermo selvaggia, anarchica e rivoluzionaria. E' il trionfo della hippy generation: corpi che si incastrano liberamente sotto il cielo palermitano, 300 artisti che scrivono una pagina di storia, fortemente voluta da Joe Napoli, manager americano di origini siciliane, e Silvana Paladino.

Tempesta di ormoni, eccitazione incontrollata. Un'esplosione di libertà mai vista. A un certo punto Artur Brown mentre si esibisce, abbassa i pantaloni, in pieno show. Un'"esibizione" che gli costa l'arresto. Palermo sta cambiando: per 3 giorni nobili, fighetti, proletari e scafazzati si ritrovano insieme. Un cartello enorme annuncia la presenza dei Led Zeppelin, che però non arriveranno mai. Palermo Pop 70: hippy e sogni. Un'idea geniale: portare Woodstock a Palermo, nella capitale della mafia (così come era ricosciuta). Una città calda, strade straripanti di energia, che ribolliva di passione ed entusiasmo. Così Palermo improvvisamente è piombata al centro di tutto con le stelle mondiali. Musica e sballo, canne e amore libero, con viale del Fante che diventa l'isola di Wight in un'atmosfera quasi onirica. I ragazzi - sul prato della Favorita - si baciano liberamente, trionfano le effusioni in un momento storico particolare, quello del terrorismo e della strategia della tensione. 

Dovevano esserci pure i Pink Floyd e i Rolling Stones, ma la loro presenza sfuma per un soffio. L'uragano del Sessantotto porta a Palermo il grande jazz e l'essenza del pop-rock internazionale. Si fa anche sesso sull'erba mentre chitarra e batterie spazzano i tabù. Affiorano minigonne, topless, lo scirocco siciliano scompiglia frangette e capelli lunghi. Non solo 1970: il Palermo Pop rivive anche nei due anni seguenti. Si sposta sul mare, ci sono anche gli Emerson Lake & Palmer nell'edizione dell'Arenella. Un enorme campus in cui tutto è concesso.

Chi c'era racconta di una notte finita a pietrate, l'anno dopo, con una massa di spettatori che vuole scavalcare, ma viene rimbalzata e i Delirium che cantano per mezz'ora "Jezael" per prendere tempo. Notti senza fine tra jam-session e non solo alla Baia del Corallo. Star mondiali, come i Black Sabbath, ma anche prodotti nostrani come  Bobby Solo, Rossana Fratello, una giovanissima Giuni Russo e i Ricchi e Poveri. Il vento però poi si spegne. Consegnando ai ricordi dei palermitani un evento irripetibile. Con buona pace di Radio Italia, solo musica italiana.

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Alessandro e Francesco. Già uniti dal destino alla nascita, ci siamo affacciati a questo mondo a sei mesi esatti di distanza l'uno dall'altro. In quel 1983 che diede alla luce tanti frutti di amori nati durante il Mundial di Spagna. Si narra che uno di noi due sia stato concepito dopo Italia-Brasile 3-2, in compenso l'altro è nato il giorno di Trabzonspor-Inter 1-0. Al trionfo del Bernabeu del 1982 rendiamo omaggio nella testata del nostro blog con la mitica partita a scopone in aereo tra Zoff, Causio, Bearzot e Pertini. E la coppa sul tavolo. Di Trabzonspor-Inter 1-0, non abbiamo trovato foto. Amanti delle date, delle statistiche e delle coincidenze. Ma soprattutto innamorati dell'amarcord. In questo spazio ne racconteremo parecchi, provenienti dal pianeta sport e non solo