Meduse nelle coste palermitane e il falso mito della pipì: tutti i (veri) rimedi anti ustione

Sono dei pericolosi alieni fluttuanti appartenenti alla famiglia dei celenterati composti al 98% di acqua. La pericolosità non è data dalla loro composizione o dalla loro forma, ma dalle estremità tentacolari molto urticanti

Le coste palermitane non sono immuni e la loro presenza diventa un piccolo neo dell'estate in città. Le meduse infatti sono dei pericolosi alieni fluttuanti, appartenenti alla famiglia dei celenterati e composti al 98% di acqua, davvero ostili per l'uomo. La pericolosità non è data dalla loro composizione o dalla loro forma, ma deriva esclusivamente dalle estremità tentacolari, molto urticanti per l'essere umano. Nel mare di Mondello, ma anche in provincia, da Cinisi a Terrasini fino a Cefalù, fortunatamente, un contatto accidentale con i tentacoli di una medusa non comporta gravi conseguenze. E' bene però sapere che chi risulta suscettibile alle tossine contenute nel veleno dell'animale può andare incontro a shock anafilattici.

Cosa succede quando una medusa ti "punge"

Parlare di vera e propria puntura in realtà non è propriamente esatto, dato che la medusa non ha un pungiglione bensì delle piccolissime "ventose" posizionate lungo i tentacoli, dette ecnidocisti, le quali contengono una sostanza formata da tre proteine che scatenano la reazione urticante una volta a contatto con la pelle umana. Questa sostanza provoca dolore, prurito, eritema e gonfiore localizzato nella parte interessata; generalmente la sensazione intensa di dolore può durare in media 20 minuti, seguita da una fase di indolenzimento e di forte prurito. Va ricordato che l'effetto della puntura di medusa dipende dalla suscettibilità individuale, dalla specie in questione, dal tempo di permanenza in acqua e dall'area geografica dell'incidente: per esempio, lungo le coste australiane e nei mari tropicali ci sono specie di meduse il cui contatto può portare anche alla morte.

Cosa fare se una medusa ti "punge"

Nella costa palermitana, come in tutto il mar Mediterraneo, non ci sono specie di meduse mortali né particolarmente pericolose, quindi se ti dovesse capitare di incontrare una e, inavvertitamente, entrare in contatto con i suoi tentacoli, ecco qualche pratico suggerimento per neutralizzare gli effetti della reazione.

  • Sciacquare la zona interessata con acqua di mare

In caso di puntura, sciacquare ripetutamente la parte colpita con acqua di mare aiuta a diluire le tossine rilasciate dai tentacoli non ancora penetrate nella pelle. Evita, invece, di sciacquare la parte con acqua dolce poiché non farebbe altro che favorire la rottura delle cnidocisti residue rimaste sulla pelle e aumentare così la sensazione di dolore.

  • Pulire la pelle da filamenti residui

Finché i tentacoli e gli eventuali residui della medusa aderiscono alla pelle, continuano a rilasciare veleno, quindi vanno prontamente rimossi per interrompere il rilascio delle tossine urticanti. Per pulire accuratamente la pelle, ti dovrai munire di uno strumento quanto più simile ad una spatola in plastica, come una carta di credito, o di un coltello (ovviamente da non usare dalla parte della lama!) e raschiare con molta delicatezza tutto ciò che di residuo è rimasto sulla pelle. Ricorda che la delicatezza e la pazienza sono fondamentali in quanto la parte interessata su cui si sta operando è dolorante e gonfia.

  • Applicare un prodotto a base di cloruro di alluminio

Per lenire il prurito, applica una crema o un gel a base di cloruro di alluminio, meglio se ad una concentrazione del 5%. Questo prodotto è reperibile in farmacia e serve a lenire il prurito e a bloccare la diffusione delle tossine rilasciate dalla medusa. In caso di reazioni di più grave entità (reazione cutanea diffusa, nausea, vomito, sudorazione profusa, mal di testa, pallore, vertigini, disorientamento e difficoltà respiratorie) chiama subito i soccorsi o recati presso una struttura medica il prima possibile.

...e cosa non fare

L'errore più comune, ma allo stesso tempo più dannoso, che si possa compiere è seguire l'antico rimedio della nonna, ovvero quello di applicare ammoniaca, urina, limone, aceto o alcol sulla zona colpita; questo porterà ad un sensibile peggioramento dell'irritazione acutizzandone gli effetti sulla pelle. Ricorda inoltre di non strofinare né grattare la parte infiammata, perché così facendo potresti rompere e aumentare il rilascio delle tossine da parte delle cnidocisti residue rimaste attaccate alla superficie cutanea.

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