Totò Schillaci, gol e lacrime in tv: "Sono del Cep, Centro elementi pericolosi"

La battuta del bomber di Italia 90, ospite di Vieni da Me, il salotto televisivo di Rai Uno con Caterina Balivo padrona di casa. L’ex campione ha parlato di tutto, emozionandosi quando sullo schermo hanno cominciato a scorrere i momenti più belli della sua carriera

Schillaci oggi in tv (e ieri ai mondiali)

"Sono del Cep, Centro elementi pericolosi". La battuta è di Totò Schillaci che oggi è stato ospite di Vieni da Me, il salotto televisivo di Rai Uno con Caterina Balivo padrona di casa. L’ex campione ha parlato di tutto. Dalle notti magiche a Italia '90 ai primi passi nel quartiere palermitano - il Cep (centro edilizia popolare) - alla testata data a Roberto Baggio, suo compagno di squadra nella Juventus e nella Nazionale. Prendendo, infatti, un paio di guantoni da uno dei cassetti dei ricordi, Schillaci ha detto: "Secondo me… mi fanno ricordare la testata di Baggio… Trapattoni voleva darci dei guantoni… ‘La prossima volta colpitevi con i guantoni’…".

SCHILLACI IN TV A VIENI DA ME | GUARDA IL VIDEO

"Totògol", che da poco ha compiuto 55 anni, ha ricordato: "Passavo un periodo un po’ brutto, lui negli spogliatoi mi provocava e scherzava. Io ero seduto e stavo leggendo il giornale, lui con la gamba continuava a colpire il giornale. Io gli dicevo ‘basta, finiscila’… Una, due, tre volte… Alla quarta mi sono alzato e ad un certo punto di ho mollato una testata. Trapattoni si presentò con i guantoni e scherzando disse ‘la prossima volta usate questi’…".

Schillaci è stato un vero e proprio fiume in piena. Durante l'intervista Caterina Balivo gli ha mostrato un filmato con i gol messi a segno in Nazionale in quello splendido mondiale di quasi 30 anni fa. Un colpo al cuore per la stella palermitana che a un certo punto si è emozionato mostrando in diretta i suoi (famosi) occhi pieni di lacrime. “E' emozionante", ha detto. "Lo è anche per noi e non abbiamo fatto nulla", ha aggiunto Caterina Balivo. 

Non solo calcio. La conduttrice ha "indagato" anche sul fronte della vita privata di Schillaci: "Hai mai tradito?", ha chiesto all'ex bomber: "In passato ho tradito - ha ammesso Totò - ma oggi sono innamorato di mia moglie. Sono fortunato perché Barbara è una ragazza bellissima, intelligente e solare e mi ha cambiato la vita. Mi sono sposato nel 2012 e sono molto felice. Ero convinto che fosse la persona giusta e ne sono ancora convinto".

Tornando al calcio giocato, ma non troppo, Schillaci ha rivelato che il suo compagno "del cuore" è sempre stato Stefano Tacconi. E l'ex portiere della Juventus gli ha inviato un videomessaggio in cui ha punzecchiato il bomber: “Totò forse ti sei confuso. Quanto mai sei stato un playboy? Quello ero io”, ha detto Tacconi. "E’ vero - ha poi controbattuto il palermitano - non sono mai stato un playboy perché sono sempre stato un professionista rispettando le regole". Così Schillaci sul periodo juventino: "E' stato un sogno. Se ero che volevano mandarmi a scuola di italiano? Sì, ma io ho rifiutato. Non ho mai studiato, avevo sempre in mente il pallone, me lo portavo pure a letto. Quando mi chiedevano 'come vai a scuola?', io rispondevo: 'A piedi'".

Inevitabile parlare del passato da gommista ("una volta a Firenze mi hanno tirato un copertone dagli spalti per prendermi in giro"), dei capelli ("a 16 anni mi facevo fare la permanente, sono sempre stato 'malato' con i capelli") e ovviamente del Mondiale italiano: "E’ stato un sogno straordinario, con tanti campioni. La canzone del mondiale sembra scritta per me. E' stata una favola, ho esaudito un sogno che avevo fin da bambino. L’ultimo convocato ero io e mi sono conquistato la panchina, poi per fortuna, nella prima partita sono subentrato nella ripresa e da lì è iniziata la mia avventura mondiale ma non mi aspettavo di ottenere tutto questo successo. Poi ho avuto molte difficoltà ad affrontare tutta questa popolarità. Il calcio mi ha aiutato ad allontanarmi dalle cattive amicizie e ho inseguito quell’avventura".

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Così invece su Palermo, la sua città: ("vengo dal Cep, Centro elementi pericolosi - dice scherzando - c'è gente buona e cattiva, mi ha aiutato a formare il carattere, dopo la fine dei mondiali mi hanno accolto in 20 mila") e sull'"inizio di tutto": "Sono nato in casa, a 7 mesi, ed ero tra la vita e la morte. C’era molto freddo, era il 1° dicembre e nevicava quel giorno. L’ostetrica disse ai miei genitori che non sapeva se sarei sopravvissuto. Invece, i miei nonni mi riscaldavano con le bottiglie dell’acqua calda e mi facevano mangiare con il cucchiaino ed oggi sono qui. La mia infanzia è stata particolare, sono nato al Capo e sono cresciuto in un quartiere molto povero. Nel 1982 abbiamo vinto il Mondiale e io ero a Messina. Mi trovavo sul tetto di un autobus e pensavo: 'Chissà se un giorno vedrò dal vivo una partita in Nazionale...'. Ci sono persone che hanno intrapreso una strada ben diversa dalla mia. Fortunatamente il mio sogno è sempre stato uno solo: diventare un calciatore. Così ho intrapreso questa strada e creduto fortemente nel mio sogno. Il calcio mi ha allontanato dalle cattive amicizie. E oggi posso dirti che dietro a tutto questo successo c’è un cammino in salita pieno di difficoltà che ho superato tutto con grande serietà". 
 

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