Spinnatodal 1860 a “Sweety”: oltre 800 cannoli e pasticceria siciliana alla fiera più dolce di Milano

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Spinnatodal 1860 a “Sweety”. E' tutto pronto per la partecipazione della famiglia Spinnato a Sweety, il fine settimana più dolce dell’anno in programma a Milano il 15 e il 16 settembre. La manifestazione che accoglie i più prestigiosi pasticceri italiani. Ciascuno con il proprio spazio di vendita e la propria vetrina. Spinnato dal 1860, con i punti vendita di piazza Politeama edell’Antico Caffè di via Principe Belmonte a Palermo, parteciperanno all’evento milanese con il Maestro pasticcere Maurizio Santin, coadiuvato da tutto lo staff insieme a Rita Busalacchi.

Al Palazzo delle Stelline, da Palermo, arriveranno i cannoli e tante altre delizie palermitane. Per l’esattezza, la famiglia Spinnato parteciperà all’evento con il cannolo siciliano, la mono porzione pistacchio e panna, la cake agli agrumi di Sicilia e la gianduia da forno. Oltre 800 cannoli e più di mille porzioni per ciascun dolce. Una dolce avventura alla quale non si poteva rinunciare.

“Partecipare a Milano a una manifestazione di così alto livello – dice il patron Mario Spinnato – è per noi motivo di orgoglio, una vetrina molto importante. Il capoluogo lombardo è una città dal forte dinamismo che guarda con attenzione alla qualità. Noi porteremo la nostra storia, la nostra conoscenza e la nostra visione della Sicilia che piace. È un modo anche per dare un valore aggiunto al marchio Sicilia e per richiamare tanti turisti golosi a scoprire la nostra isola”.

Un grande impegno per tutto lo staff della pasticceria Spinnato. Maurizio Santin, un nome, una garanzia, sta coordinando il team. La preparazione non è indifferente. “A Sweety partecipano le più grandi pasticcerie italiane – dice Santin –. È una vetrina nel centro di Milano dove i milanesi possono gustare le migliori prelibatezze della pasticceria italiana senza spostarsi dalla loro città. Non potevamo non esserci”. 

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